Oltre 1 miliardo di visitatori unici sui siti di Google

| 25 giugno 2011 |

GoogleA maggio i siti web della grande G hanno superato la soglia, lasciando indietro Microsoft (905 mln) e Facebook (713 mln) – Intanto l’ autorità Usa per la concorrenza ha aperto una indagine ipotizzando l’ abuso di posizione dominante, ma Mountain View si difende sostenendo che le ipotesi della FTC non sono chiare e che, sin dall’ inizio, l’ azienda è stata guidata solo dall’ esigenza di concentrarsi ‘’sulle esigenze dell’ utente’’

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I siti web di Google hanno superato nel mese di maggio la soglia di 1 miliardo di visitatori unici. Seguono a ruota quelli di Microsoft, con 905 milioni di visitatori, e quelli di Facebook, con 713,6 milioni di visitatori.

I dati di comscore arrivano mentre negli Usa la Federal Trade Commission, l’ autorità federale americana per la concorrenza, ha aperto una indagine ipotizzando un abuso di posizione dominante nel campo delle ricerche sulla Rete.

La FTC, come i servizi antitrust della Commissione europea – spiega Key4bitz.it – , vuole appurare se Google abbia favorito i suoi servizi alle spese di quelli dei concorrenti e si concentrerà, in particolare, su Adwords, il sistema di link sponsorizzati che genera la maggiori parte delle entrate del gruppo.

Negli Usa, Google controlla circa i due terzi del mercato delle ricerche online, mentre la quota di mercato in Europa si attesta a oltre il 90%.

La Commissione sta anche appurando se, come sostengono i concorrenti, Google abbia volontariamente degradato il Quality Score (il punteggio sulla qualità è uno dei fattori che determina il prezzo pagato a Google dagli inserzionisti) dei servizi di ricerca verticale concorrenti nei risultati di ricerca a pagamento, quelli cioè che compaiono in alto a destra nella pagina dei risultati.
Altro filone dell’ inchiesta Ue – aggiunge Key4bitz – riguarda le accuse secondo cui Google imporrebbe clausole di esclusività ai partner pubblicitari, impedendo loro di mettere alcuni tipi di annunci pubblicitari forniti dai concorrenti sulle loro pagine, con l’obiettivo di escludere gli strumenti di ricerca dei competitor.

Google ha replicato su un suo blog sostenendo di non aver ancora chiaro quali siano le preoccupazioni della Commissione, ma di aver ben chiaro quale sia la posizione dell’ azienda. ‘’Sin dall’ inizio – afferma l’ azienda – siamo stati guidati dal principio che concentrandoci sulle esigenze dell’ utente tutto il resto sarebbe seguito’’.

‘’In appena 13 anni abbiamo costruito un modello che ha cambiato il modo con cui la gente trova le risposte e abbiamo aiutato le aziende, grandi e piccole, a creare posti di lavoro e a collegarsi con  nuovi consumatori’’.

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