Micro web tv, l’ informazione alternativa

| 9 luglio 2011 |

Aquilatv

Una ricerca di una studentessa di Padova analizza sviluppo e prospettive delle piccole tv digitali locali italiane, oltre 500 testate che coprono città e segmenti di interesse – Il ‘manifesto’ della Femi, l’ associazione che le raccoglie e che punta a ‘’realizzare una grande rete che unisca tutte le web tv italiane… con la speranza che il loro ruolo venga sempre maggiormente riconosciuto anche a livello nazionale e dalle istituzioni’’

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‘’Realizzare una grande rete che unisca tutte le web tv italiane, non solo a parole ma anche nei fatti, aiutandosi vicendevolmente e contribuendo a creare un’ informazione locale diversa e capillare in tutto il territorio, con la speranza che il loro ruolo venga sempre maggiormente riconosciuto anche a livello nazionale e dalle istituzioni’’. E’ l’ auspicio che Christian de Rosa, uno degli animatori  di Aquilatv, lancia richiamando anche il ‘manifesto’ della Federazione italiana delle micro web tv.

Lo riporta Giusy Furlan, una studentessa del Corso di Linguaggio giornalistico curato da Raffaele Fiengo all’ Università di Padova, in una tesi dedicata al mondo delle piccole emittenti televisive digitali, dal titolo ‘’Micro web tv; l’ informazione alternativa’’, che Lsdi pubblica integralmente.

Un fenomeno che sta prendendo sempre più piede in Italia con uno sviluppo impetuoso: nel 2010 erano 436 e nei primi cinque mesi del 2011 ne sono nate un’ altra sessantina.

Più di tutti gli altri strumenti informativi offerti dalle tecnologie digitali, questi canali digitali raccontano storie quotidiane dei diversi territori italiani e lo fanno partendo dal basso, dai cittadini, perché si tratta realmente, concretamente, di una tv fatta dalla gente per la gente.

Giusy Furlan fornisce una panoramica generale delle realtà che operano nel nostro paese e poi analizza in profondità tre casi specifici, per cercare di ‘’comprendere meglio le motivazioni che spingono normali cittadini a creare un proprio canale on-line’’.

L’ analisi fornisce fra l’ altro ampie conferme alle osservazioni fatte dalla FEMI, la Federazione italiana delle micro web tv, in una sorta di manifesto in dieci punti, secondo cui

“le micro web tv sono una rete inclusiva in grado di dare voce alle persone comuni, alle minoranze e alle diversità, a tutte quelle storie e a quegli eventi unici che non trovano spazio sui media generalisti. Una rete nazionale in grado di garantire un’informazione pluralista, che racconti anche la realtà dei piccoli territori di cui è composta l’Italia”

L’ obbiettivo della FEMI – spiega l’ autrice – è fare in modo che tutte le micro web tv si impegnino a sollecitare i legislatori affinché venga riconosciuto il ruolo sociale, culturale, di informazione e di comunicazione che svolgono sul territorio per ricevere sostegni ed agevolazioni come tutti gli altri mezzi”, come recita l’ultimo punto del ‘credo’, una speranza per un futuro in cui le micro web tv saranno considerate al pari di un qualsiasi altro media.

Per il momento la fonte di sostentamento più utilizzata sono gli investimenti di pubblici e privati, nel 43% dei casi provengono dagli ideatori, l’ autofinanziamento ha la meglio. Un buon 13% dei fondi proviene da risorse pubbliche, mentre ‘’un dato più sconfortante – sottolinea la tesina – è che invece il 23% di micro web tv che soffre l’ indifferenza da parte delle realtà pubbliche locali, forse per un’incapacità di vedere nel web una valida alternativa alla televisione’’.

Comunque, ‘’in un modo o nell’ altro, talvolta anche con delle iniziative originali, queste micro emittenti riescono comunque a stare a galla: non hanno certamente dei guadagni da capogiro, ma sopravvivono’’.

Da Mantova tv  a CentroItalia tv, dalle napoletane Napoli est e Insu^tv, ad Aquilatv,  che si è conquistata un posto di rilievo nel fronte dei media comunitari che tengono sotto pressione i poteri pubblici sul piano della ricostruzione (e su cui la tesina si sofferma in particolare), e così via.

E non si tratta solo di testate municipali o iperlocali, ma sono strumenti che possono diventare anche il megafono di comunità di utenti che condividono stessi interessi culturali o professionali,  come Archiworld.tv per esempio, che cerca di rispondere al bisogno di informazioni dal basso sulle tematiche dell’ architettura.

Insomma,  una informazione alternativa passa anche per le micro web tv.

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La tesi è consultabile qui.

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