La Reuters muta DNA

| 20 giugno 2011 |

reuters

La più grande agenzia giornalistica del mondo vuole uscire dalla logica storica del ”fast, accurate and fair pieces” (notizie veloci, accurate e corrette) e affiancare al notiziario tradizionale una serie di servizi di contesto e di approfondimento, modificando così in parte il suo patrimonio genetico.

Steve Adler, il principale dirigente americano della Reuters News – che attualmente fa capo a Thomson Ruters -, lo ha annunciato  in una conversazione con Ken Doctor, che ne offre un’ ampia sintesi in un articolo su Newseconomics, la rubrica tenuta sul sito del Nieman Lab.

‘’E’ la stessa struttura economica dell’ agenzia che ci costringe a fare entrambe le cose’’, spiega Adler nell’ intervista. Certo, si tratta di una decisione complicata per un’ azienda costruita intorno a un notiziario veloce e stringato.  E per questo, aggiunge Adler, bisogna rimodellare l’ intera struttura editoriale, dalla testa ai piedi, non basta aggiungere qualcosa qui e là.

Reuters ha ora una redazione di 2.900 giornalisti, e sta ancora crescendo. Nessuna singola azienda editoriale ha una redazione maggiore, e solo l’ AP, con 2.300 giornalisti, e il giapponese Yomiuri si avvicinano a quella dimensione, mentre la gran parte delle altre grandi testate mondiali sono attestate più o meno sulla metà dello staff dell’ agenzia.

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