Intoscana, un portale giornalistico di ”marketing territoriale”

| 28 giugno 2011 |

in toscanaLa Toscana del web e del giornalismo si conferma  all’ avanguardia – InToscana.it è una realtà unica nel suo genere nel mondo dell’ informazione in rete in Italia – Un portale di servizio per fare informazione, marketing territoriale, televisione, tutto rigorosamente sul web – Una intervista al direttore responsabile,  Davide De Crescenzo

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a cura di Marco Renzi

Quando e perchè nasce intoscana?

Ufficialmente nasce il 28 giugno 2006. Presentazione pubblica a Roma nella sede della stampa estera e quindi stiamo per festeggiare i nostri primi 5 anni.   Nasce su iniziativa, allora, della Regione e della banca Monte dei Paschi di Siena che si trovarono concordi nel realizzare – nel mare magnum del web – una grande porta di accesso alla Toscana,   un portale che sapesse illuminare con i suoi contenuti e i suoi servizi questa ragione: dall’innovazione alla cultura, dalle sue eccellenze enogastronomiche alla ricerca, dal made in Tuscany, all’ arte.

Un’ iniziativa editoriale/giornalistica esclusivamente dedicata alla rete?

Esatto! Un portale dalla forte connotazione editoriale, ma capace anche di produrre effetti di marketing territoriale attraverso una comunicazione digitale integrata in cui la natura multimediale fosse valorizzata al massimo livello.

Ritorniamo all’assetto societario per fare capire meglio la compagine e la condivisione pubblico/privato

Si tratta di una fondazione – Fondazione Sistema Toscana – partecipata inizialmente da Regione e Banca Mps, la banca ora è uscita.  Quindi un soggetto dalla forte componente diciamo così pubblica, ma con un profilo privato proprio delle fondazioni no-profit, dove gli utili vengono poi reinvestiti nelle proprie attività, carattere che si è ora rafforzato con l’ incorporazione della ex Mediateca – agenzia regionale. La nuova fondazione è ora un vero e proprio polo multimediale, una delle prinicipali realtà toscane che operano da una prospettiva pubblica nel campo della comunicazione digitale.

Sembra di capire però che al momento la parte privato/imprenditoriale è venuta meno a fronte di un rimaneggiamento della compagine più a favore degli asset politici che della funzionalità dell’ attività del portale

de crescenzoDiciamo che la banca ha preferito ad un certo punto prendere un’ altra strada. Mps di fatto ha sviluppato la sua comunicazione digitale e le sue molteplici attività web in un modo più autonomo,  tuttavia questo cambiamento di assetto non ha avuto particolari ripercussioni sul nostro lavoro editoriale e redazionale. Il nostro obiettivo era ed è quello di raccontare con i linguaggi della rete storie e realtà di una Toscana che funziona, andando al di là dei circuiti mediatici tradizionali. Il rapporto con il “privato” è stato mantenuto attraverso i nostri forti legami con le università, gli incubatori, i poli tecnologici, le camere di commercio e così via…

Al momento quindi nella compagine societaria l’elemento privato è di fatto assente?

Sì, e questo naturalmente impone alla Fondazione la necessità di svincolarsi sempre più dal contributo regionale .

Al momento della partenza del portale quanti eravate e con quali funzioni e tipologie di contratti?

All’ inizio, a parte il sottoscritto che aveva già fatto il praticantato a Siena ed era giornalista pubblicista, tutti erano “multimedia editor”. Nei primi mesi il portale non era neanche testata giornalistica. Con l’arrivo dell’ allora direttore Daniele Magrini, nel settembre 2006, la nostra storia ha avuto una netta svolta che si è tradotta per i miei colleghi in contratti giornalistici di praticantato e per me nell’ inquadramento inziale come redattore ordinario, poi vicecaposervizio, poi di coordinatore della redazione ( vice di Magrini ), infine di direttore responsabile (da poco più di un anno).

Quindi è corretto dire che dall’apertura ad oggi Intoscana ha formato alcuni giornalisti professionisti?

Quattro persone; il sottoscritto aveva già fatto il praticantato, lo ritengo quindi frutto di un altro percorso, diciamo che  intoscana.it mi ha consentito di lasciare una dimensione precaria per esprimermi pienamente.

Intoscana nasce e opera totalmente on line: considerando le variazioni che ci sono state nel corso degli anni, come definire  il vostro operato da un punto di vista giornalistico?

Nella prima fase c’ era l’ esigenza di offrire una rappresentazione articolata della Toscana. Ecco perchè la prima versione del portale era fortemente enciclopedica,  con un’ articolazione delle sezioni estremamente complessa. La seconda fase, con l’ arrivo di Magrini, è stata contrassegnata da una maturazione della redazione e da un lavoro più puntuale sull’ informazione e sull’ attualità, fedeli alla nostra linea editoriale: no cronaca nera, no politica, no cronaca giudiziaria, ma un racconto giornalistico che desse spazio e visibilità alle eccellenze e ai casi di successo di questa regione in tutti i suoi campi.

Scelte editoriali a parte, operare sul web a tutto tondo vi permette di lavorare su prodotti molto diversi utilizzando la multimedialità nel suo complesso. Quali e quanti prodotti riuscite a realizzare con una redazione di 5 persone?

Ecco, ora più che mai abbiamo puntato su alcuni aspetti: forte multimedialità, servizi video classici, ma anche di approfondimento, live, streaming, web tg tematici e l’ utilizzo delle telecamere anche da parte nostra. Abbiamo due operatori video, però molto spesso, cosa nuova nel panorama giornalistico non solo locale, sono gli stessi giornalisti ad uscire e montarsi i propri servizi. E  questo ci consente di essere agili e diu avere una forte produttività. Le grandi dirette web, poi, dal Festival della Creatività a San Rossore, dai concerti alle conferenze, ci hanno dato molto sul piano della visibilità e della forza della nostra testata.

Siete anomali o semplicemente molto avanti?

Siamo anomali, ma direi anche avanti! Anomali perchè non esistono portali di questo tipo nel panorama non solo italiano –  portali intendo con una forte connotazione editoriale, ma con l’obiettivo di produrre con la propria azione di informazione e comunicazione “effetti di marketing territoriale”. Sappiamo bene che i giornalisti non devono fare marketing ma il nostro è anche un portale di sistema che deve contribuire allo sviluppo e alla promozione di questo territorio. Avanti, invece, perchè la redazione è un laboratorio con figure poliedriche: giornalisti che scrivono ma che sono anche “crossmediali”: capaci di scrivere un pezzo appunto, speakerarlo, montarlo e capaci di utilizzare linguaggi diversi sul portale, sui blog e su tutti i canali social che presidiamo. Io ho puntato molto sulla qualità, ho detto subito ai miei redattori: basta quantità,  diamo una identità più forte al portale, più organizzazione nella costruzione delle pagine, originalità, freschezza e, soprattutto, pensare al contenuto dentro il web, non solo dentro alla pagina, ma dentro a tutti i canali che alimentiamo.

Con un investimento tutto sommato accessibile…

Direi di sì! Certo alle nostre spalle abbiamo la Regione, ma più che altro grazie alla nostra piattaforma abbiamo creato altri portali: quello del turismo, in primis, un nostro canale ma di fatto un sito vero e proprio, alimentato da noi redazionalmente con uno sforzo notevole. Ma anche altri siti: da Trool ai Toscani nel mondo

Quindi passa attraverso di voi la parte redazionale dei siti in cui è coinvolta la Regione Toscana?

Sì, mi riferisco in particolare a turismo.intoscana.it. Siamo sempre noi,  è un nostro canale ma lo sforzo è da portale vero e proprio.

E la collaborazione con l’ufficio stampa della Regione?

Sta crescendo, sto ragionando insieme a Susanna Cressati sul potenziamento della nostra relazione soprattutto sul lato della produzione video. I due portali, intoscana e Regione.Toscana.it, non devono sovrapporsi sono ben diversi. Uno è il sito della comunicazione pubblica e istituzionale, il nostro è il portale di riferimento sulla Toscana intesa come territorio non come ente. E’ chiaro che diamo spazio alle notizie della Regione ma non è il nostro asset dominante, ed è chiaro che il nostro valore aggiunto può essere quello di produrre video, reportage, speciali di approfondimento delle notizie che arrivano dall’ufficio stampa con un taglio più fresco, diverso e meno “burocratico”; però dobbiamo concepirci dentro un’ unica strategia di informazione e comunicazione digitale. Una bella sfida, speriamo di trovare un modus operandi !

Intoscana.it è una vera e propria “news room”. E’ importante aggiornare al meglio il portale, avere una home page brillante e accattivante, tuttavia da quando ho preso in mano la direzione, sto puntando molto sulla multicanalità. Il portale, ma anche i nostri canali social: facebook, youtube, twitter, aggiornati non in automatico come prima ma dalla redazione con l’obiettivo di coinvolgere gli utenti. I video, ad esempio, a volte li passiamo anche alle tv e giocheremo un nostro ruolo ora anche con il digitale terrestre e con il satellite. Abbiamo insomma i contenuti, che sono la  vera “killer application”, possiamo declinarli su più canali e media con una grande facilità nel segno della Toscana: è questa la nostra forza principale. Giornalisti e social media editor: una sola cosa sostanzialmente, questa strada sembra vincente. Facciamo circa 25 mila visitatori unici al giorno: circa 8500 sono su Intoscana.it, gli altri sul sito del turismo, e dei toscani nel mondo. In un anno abbiamo raddoppiato i visitatori, senza pubblicità, senza giochi sporchi di keyword. Sono visitatori reali, contenuti cliccati, pagine viste.

Forse sarebbe il caso che il vostro editore cominciasse a pensare anche al mercato pubblicitario?

Sul sito del turismo non possiamo vendere spazi  pubblicitari perchè la campagna di comunicazione della Regione “Voglio vivere così” è finanziata con fondi europei. Su intoscana invece il discorso è diverso, complesso, aperto!

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