Internet: Russia, un nuovo sistema per filtrare parole ‘’illegali’’

| 1 dicembre 2011 |

Russia Mentre cresce il tasso di fiducia nei confronti della Rete (a scapito dei media tradizionali), Roskomnadzor, il servizio federale russo per la supervisione di telecomunicazioni e comunicazioni di massa, lancia un meccanismo di monitoraggio che scandaglierà il web alla ricerca di una lista di migliaia di parole ritenute illegali – Nel caso di contenuti ritenuti “estremi”, il sito avrà tre giorni di tempo per rimuovere il contenuto se non vorrà rischiare sanzioni che arrivano alla chiusura del sito

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(v. b.) – Internet è l’ unico mezzo di comunicazione verso cui in Russia la fiducia sia in aumento: in due anni il tasso di affidabilità è passato dal 28 al 35%.

Ma essendo per sua stessa natura un mondo più sfuggente, la Rete è soggetta a continui tentativi di limitazione che hanno fatto drizzare le orecchie a realtà come Freedom House, Reporter senza frontiere e General Voices.

Ad aprile di quest’ anno Roskomnadzor, il servizio federale russo per la supervisione di telecomunicazioni, tecnologie dell’informazione e comunicazione di massa,  ha annunciato un bando pubblico per lo sviluppo di un sistema di monitoraggio della rete. E’ di pochi giorni fa la conferma che a breve si procederà al lancio del sistema.

Il sistema, che funziona per mezzo di un motore di ricerca, scandaglierà il web alla ricerca di una lista di migliaia di parole ritenute illegali. Nel caso di contenuti ritenuti “estremi”, il sito avrà tre giorni di tempo per rimuovere il contenuto se non vorrà rischiare sanzioni che arrivano alla chiusura del sito.

A destare perplessità se non preoccupazione è il sistema stesso di funzionamento del programma e il rischio che il numero di casi coinvolti sia davvero smisurato.

Global Voices fa un’ analisi piuttosto allarmante: “Il numero e la natura dei dati che il sistema di ricerca raggiunge sono sorprendenti. Va ben oltre l’ incitamento all’ odio nazionale o l’ appello alla violenza. Include non solo il terrorismo, la spinta ad azioni che minacciano l’ordine costituzionale, documenti che svelano informazioni di sicurezza, propaganda di droghe e pornografia, ma anche informazioni false su ufficiali federali e regionali, così come contenuti che minaccino la libertà e la segretezza della scelta durante le elezioni.”

Sulla stessa linea Reporter senza frontiere , che condanna duramente la scelta. “La creazione di questo software determinerà un sistema generale di sorveglianza della rete russa che potrebbe eventualmente portare alla cancellazione di tutti i materiali che disturbano le autorità. Questo porterà inevitabilmente ad una restrizione della libera circolazione delle informazioni”.

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Cresce la fiducia in internet

Russia2 Nonostante la stretta dall’ alto, la società russa si muove invece in una direzione opposta, verso una progressiva apertura nei confronti di uno strumento a cui prima si guardava con diffidenza.

Un recente studio dello  VCIOM  (centro studi sull’opinione pubblica), dal titolo “I media russi oggi e il loro pubblico”, dimostra che il livello di fiducia dei russi verso la rete è in crescita, passando in due anni dal 28% al 35%.

Mentre tutti gli altri media sono in netto calo di fiducia: la televisione nazionale è passata dal 75% al 69% in 2 anni, quella locale dal 67% al 56%.

Sono sempre meno i russi disposti a credere a quello che scrive la stampa nazionale e regionale (dal 52 al 42%) e a quello che trasmettono la radio nazionale (dal 45 al 35%) e locale (dal 39 al 30%).

Interessante anche il dato sociologico. Il livello di fiducia verso la televisione, la radio e la stampa è molto più basso nelle città con oltre un milione di abitanti, tra uomini di mezz’età e con livelli di istruzione e redditi alti.

Gli abitanti di Mosca e Pietroburgo, i giovani, i russi con un’alta scolarizzazione credono proporzionalmente di più ad internet e alle pubblicazioni in altre lingue, a cui invece guardano con scetticismo gli abitanti dei piccoli centri, delle zone rurali, la popolazione in età pensionabile e gli intervistati con un basso livello di istruzione, che tendono a credere di più a televisione, radio e stampa nazionale.

La televisione rimane ad ogni modo il mezzo di informazione più impiegato. La televisione nazionale è seguita dal 98% degli intervistati. Al secondo posto figurano quelle regionale e locale (87%), il cui pubblico è sceso dal 92% all’84% negli ultimi 3 anni. Anche il rating dei giornali e delle riviste è diminuito in maniera sostanziale rispetto al 2008 (dall’81% al 70% la stampa nazionale e dall’80% al 71% quella regionale).

Il 60% degli intervistati predilige internet come fonte informativa, con una crescita della domanda di 11 punti percentuali rispetto al 2008.

Anche la radio, che ha conosciuto periodi di emancipazione con l’affermazione di realtà come Echo Moskvy, sembra non rispecchiare più la società. Il pubblico delle radio è pure in diminuzione: le radio federali dal 65% al 57%, quelle locali dal 60% al 54%. I media esteri sono tra le fonti meno impiegate (il 42% degli intervistati).

Complessivamente  il 96% del pubblico dei media è disposto  a credere a qualche fonte di informazione. Solo l’1% però crede a tutte le fonti indicate. Per il 3% nessun mezzo di comunicazione in Russia merita fiducia.

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