Gravi carenze nel campo dell’ informazione locale in Usa e Internet non riesce a colmare il gap

| 11 giugno 2011 |

FCCUn Rapporto della Federal Communication Commission (FCC) descrive la crisi dell’ editoria giornalistica americana – Tagliati i budget (meno 1,6 miliardi di dollari in quattro anni) e le redazioni (meno 25%, con punte del 50% in alcuni casi), tanto che i giornalisti al lavoro attualmente sono più o meno quanti erano ai tempi del Watergate – La commissione non suggerisce però, come qualcuno si attendeva o temeva, ulteriori iniziative statali, ma misure su cui sono tutti d’ accordo: aumentare l’ accesso alla banda larga, stimolare i contributi privati per i media non profit e aumentare la trasparenza e l’ accessibilità agli atti del governo

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In un rapporto di 478 pagine sulla condizione dei media nell’ era digitale, la Federal Communication Commission (FCC) americana ( che ha dedicato quasi due anni di lavoro alla questione) ha scoperto un grande vuoto nel giornalismo d’ inchiesta, che non è stato colmato dalla proliferazione di testate di informazione online e non profit.

Questa mancanza di informazione – afferma il Rapporto, secondo quanto riporta l’ AP – si manifesta soprattutto nelle cose che non vengono rese pubbliche: vicende non raccontate, scandali rimasti nell’ ombra, rischi per la salute non individuati in tempo. Una mancanza che potrebbe condurre, rileva la FCC, a  “un’ azione di governo meno produttiva, a più corruzione a livello locale, a una minore scolarizzazione e a vari altri problemi’’.

Ma, nonostante qualche osservatore se lo aspettasse, il Rapporto (“The Information Needs of Communities: The Changing Media Landscape in a Broadband Age”)  non consiglia nessuna ulteriore iniziativa statale per correggere la situazione.

Solo un paio di anni fa l’ ipotesi di un ‘’arrivano i nostri’’ con aiuti Federali circolava ampiamente, tanto che uno studio  molto dibattuto dell’ ex direttore del Washington Post Leonard Downie Jr. e del professore di giornalismo alla Columbia Michael Schudson, suggeriva l’ istituzione di un Fondo governativo per l’ informazione locale (ne avevamo parlato ampiamente).

In risposta alla crisi del giornalismo – scrive Rem Rieder sull’ American Journalisn Review il governo federale , attraverso la FCC, aveva avviato una massiccia indagine conoscitiva. Il Rapporto è confezionato con notizie utili e a volte sconcertanti, ma include un modesto numero di raccomandazioni. Che non contemplano nessun addizionale aiuto federale.

Le misure suggerite – osserva Joe Mullin su  Paidcontent.org – sono quelle su cui tutti sono praticamente d’ accordo: aumentare l’ accesso alla banda larga, incrementare i contributi privati per i media non profit e aumentare la trasparenza e l’ accessibilità agli atti del governo, con ulteriori iniziative tipo C-SPAN (Cable-Satellite Public Affairs Network, un network tv che assicura la copertura degli affari pubblici) a livello statale. E al fondo si delinea come premessa di fondo l’ idea che un intervento diretto del governo possa “limitare il ruolo che il governo può giocare nel rafforzamento dell’ informazione locale”.

Ecco alcuni dei punti chiave del Rapporto, secondo Paidcontent.org:

* C’ è una forte carenza nella copertura dell’ Informazione locale. Sempre meno cronisti seguono “argomenti essenziali” come l’ attività giudiziaria, la scuola, le attività  locali. Il numero di cronisti che coprono le attività chiave del governo sono diminuiti in maniera consistente. Nel New Jersey, ad esempio, il numero dei cronisti parlamentari sono diminuiti da 35 a 15 fra il 2003 e il 2008. Nello stesso periodo, in California sono diminuiti da 40 a 29, nel Texas da 28 a 18 e in Georgia da 14 a 5.

* I quotidiani fanno tagliato i loro budget  per le redazioni di 1,6 miliardi di dollari fra il 2006 e il 2009; gli addetti sono diminuiti del 25% dal 2006, percentuale che in alcune testate sale al 50%. Le redazioni dei magazine sono la metà di quelle del 1985. “Attualmente ci sono più o meno gli stessi giornalisti che erano in attività ai tempi del Watergate”, nota il Rapporto.

* L’ Informazione iperlocale è grande, ma fino a un certo punto. Il Rapporto osserva che le opzioni iperfocali o addirittura di quartiere stanno proliferando e offrono agli americano informazioni che essi non potrebbero mai raccogliere altrove. Ma in media la ricerca mostra lo stesso scetticismo  dei media tradizionali, secondo cui le opzioni online – iperlocali o meno – non potranno mai colmare quel vuoto. Mentre il Rapporto loda iniziative come Patch*, nota però che quegli sforzi si concentrano sulle comunità più ricche e inveitbailmente lasciano fuori molte città. In più, ‘’un singolo redattore che deve tenere a bada più fronti’’ non può fare il tipo di lavoro giornalistico che viene fatto dai ‘’tradizionali quotidiani metropolitani’’.

* Internet ha eliminato la scansione degli argomenti tipica dei giornali di carta. Un tempo le sezioni che coprivano arte, automobile, immobiliare, ecc, producevano una quantità di ricavi che i giornali potevano in parte investire per sostenere inchieste e hard news, che potevano non piacere molto agli inserzionisti. Ma ora la pubblicità possono usare ‘’i social media e rivolgere direttamente ai consumatori servizi di sconti come Groupon*) e non devono quindi pagare niente di più per i contenuti giornalistici extra.

* I media non-profit, come Texas Tribune, NJ Spotlight e MinnPost, hanno mostrato che ‘’la creatività in questo settore ve è in fermento’’, anche se ‘’non è ancora chiaro quail entità riusciranno a sopravvivere e a crescere sul lungo periodo’’.

* La pubblicità mirata è sempre di più sotto tiro dalle parti della capitale. Ma la FCC la definisce una buona cosa, che potrebbe aiutare a creare ‘’dei modelli economici sostenibili’’, nota The Hill (un seguitissimo sito sulla vita politica a Washington). Anche se, poi, sottolinea come la classe politica abbia ‘’delle legittime preoccupazioni’’ sull’ attività di tracciamento dei dati personali online.

Il Rapporto ha avuto un’ accoglienza contrastante

* All’ inocntro in cui il Rapporto è stato presentato, il componente democratic della FCC Michael Copps ha detto che esso ha fallito il bersaglio perché non ha riconosciuto quanto sia profonda la crisi. ‘’La conclusione del Rapporto sembra sostenere che il paesaggio mediatico americano sia molto palpitante e che generalmente non ci sia una crisi dekl giornalismo o dell’ informazione’’, ha detto a Broadcasting & Cable. “Ma non dimostra forse la presenza di una grossa crisi il fatto che, come la ricerca dimostra, più di un terzo delle nostre reti televisive non offrono informazioni alle comunità a cui si rivolgono?’’.

» Al contrario, secondo il commissario repubblicano Robert McDowell le valutazioni secondo cui il mercato dei media risulti competitivo e innovativo dovrebbero esserere lette dal governo come un segnale di alt. Per McDowell – riporta il National Journal –  “il governo dovrebbe togliere le sue mani pesanti dal Giornalismo.”

FCC

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