Giovani, media e democrazia nel ‘’triangolo del Caucaso’’

| 7 luglio 2011 |

The Caucasus Triangle – Full Movie (web) from Letizia Gambini on Vimeo.

Un documentario di Letizia Gambini analizza il modo con cui il mondo giovanile e la sua contaminazione con i valori della democrazia sta modificando l’ atmosfera e la vita pubblica di quei paesi – Le reazioni provocate dagli arresti del blogger azero Emin Milli e di Adnan Hacizade, cofondatore del movimento giovanile Ol! (ovvero “essere!”) – Il ruolo chiave dei media sociali

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di Valentina Barbieri

Azerbaijan, Georgia, Armenia.

Tre stati che hanno in comune l’ appartenenza al Caucaso, le forti pressioni sulla popolazione e una nuova generazione di giovani, cosmopoliti e cresciuti con i social network.

Questi ultimi sono il soggetto del documentario “Il triangolo del Caucaso: giovani, media e democrazia in Georgia, Armenia e Azerbaijan” girato da Letizia Gambini, coordinatrice media e relazioni esterne del Forum europeo dei giovani.

Il progetto, patrocinato dal Forum stesso, prende spunto da una serie di domande sulla relazione tra media, giovani e democrazia. “Qual è lo stato della libertà d’ espressione nel Caucaso? Come può crescere e migliorare? Quale il ruolo chiave dei giovani? Che difficoltà hanno incontrato le organizzazioni giovanili che aspiravano ad un cambiamento democratico? Come può la libertà di espressione contribuire alla democrazia e alla valorizzazione della società civile?”

Queste complesse domande sono al centro di un dialogo con giovani azeri, georgiani e armeni impegnati nella cittadinanza attiva e il documentario arriva a presentare un panorama composito e differenziato.

Spiega Onnik Krikorianm, giornalista armeno: “Molti ragazzi hanno studiato all’ estero e quando sono rientrati in Azerbaijan hanno iniziato a condividere la propria esperienza e le proprie conoscenze, a diffondere concetti chiave che per questa regione erano unici e rari: la tolleranza, la democrazia, la libertà di essere un individuo (molto rara in questa regione). E la rete è cresciuta, hanno iniziato a diventare attivi online.”

Gli arresti del blogger azero Emin Milli e di Adnan Hacizade, cofondatore del movimento giovanile Ol! (ovvero “essere!”), sono stati due episodi cardine dello sviluppo della coscienza di questa nuova realtà.I bloggers ricoprono un ruolo critico nel riportare i fatti che i media indipendenti potrebbero riportare ma su cui al momento tacciono. I media in Azerbaijan sono l’ ultimo rifugio della libertà di parola ma anche l’ultimo tipo di giornalismo, perché le pressioni sui media tradizionali stanno diventando la nuova soluzione al problema. I blogger e gli attivisti dei social media interagiscono e cercano di produrre un contenuto critico e interessante per le persone”.

Inaspettatamente, spiega il blogger Ali Novruzov, il numero degli attivisti e dei blogger è cresciuto. ”

In Georgia la nuova generazione sta accedendo al parlamento e producendo cambiamenti istituzionali. Per l’ Armenia questa generazione dalle nuove potenzialità è anche la generazione dell’ indipendenza nazionale.

Nikolay Harutyunyan, del Club dei giovani scienziati politici, spiega che quella armena è una generazione che ha maggiori opportunità e conoscenze da impiegare, che usa gli stessi social media e ha la stessa possibilità di incontrare persone dall’ Azerbaijian, dalla Turchia, dalla Georgia.

In Armenia, come in Georgia e Azerbaijan, una nuova generazione socialmente attiva può essere, in una prospettiva di lungo periodo, il motore di importanti cambiamenti sociali e politici.

Per questo il documentario di Letizia Gambini è un segno di attenzione importante e necessaria verso una realtà che potrebbe essere rivoluzionaria.

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Il documentario “Il triangolo del Caucaso: giovani, media e democrazia in Georgia, Armenia e Azerbaijan” è reperibile al link http://vimeo.com/23790146.

Trovate qui un abstract che individua le linee guida del progetto e fornisce informazioni sui partner: il Centro Giovanile Manana, Global Voices Online  e l’ Unione giovanile Ponte per il futuro.

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