Giornalismo investigativo, 500 giornalisti di 80 paesi riuniti a Kiev

| 14 ottobre 2011 |

KievE’ in corso nella capitale dell’ Ucraina la settima edizione della Global Investigative Journalism Conference, un appuntamento che ha lo scopo di far incontrare giornalisti di tutto il mondo per parlare delle nuove sfide del giornalismo d’inchiesta, condividere le esperienze personali e imparare nuove tecniche per ottimizzare i risultati del proprio lavoro. Ma soprattutto creare collaborazioni tra i giornalisti di diversi paesi

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(a. c.) – Kiev – Sono più di 500 i giornalisti, da oltre 80 diversi paesi del mondo, che partecipano alla settima edizione della Global Investigative Journalism Conference. Dopo l’appuntamento del 2010 a Ginevra, quest’anno la conferenza si terrà  per la prima volta nell’Europa dell’Est, a Kiev, capitale dell’Ucraina. L’incontro, che si svolge ogni 18 o 24 mesi dal 2001,  ha lo scopo di far incontrare giornalisti di tutto il mondo per parlare delle nuove sfide del giornalismo d’inchiesta, condividere le esperienze personali e imparare nuove tecniche per ottimizzare i risultati del proprio lavoro. Ma soprattutto creare collaborazioni tra i giornalisti di diversi paesi.

“Uno degli obiettivi della conferenza 2011 è quello di diffondere e rafforzare la rete di giornalisti investigativi e creare un network per giornalisti che parlano la lingua russa”, ha spiegato Henrik Kaufholz, giornalista politico tra gli organizzatori dell’incontro.

Il giornalismo mondiale e quello d’inchiesta in particolare, si trovano ad affrontare le nuove sfide del mondo digitale: raccogliere e selezionare dati, utilizzare l’enorme quantità di informazioni fornite da wikileaks o creare banche dati globali per investigazioni transnazionali. Internet può rivelarsi uno strumento fondamentale per rintracciare e seguire persone e oggetti, e ricostruire le loro storie. Molte sessioni della conferenza sono dedicate a condividere e approfondire l’uso di questi strumenti, come Google Fusion, Document Cloud o AlchemyAPI, con l’aiuto di esperti da Al-Jazeera, Pro Publica, New York Times o BBC.

Tra i momenti più attesi della conferenza c’è l’intervento del giornalista inglese del The Guardian Nick Davies, che parlerà il 15 ottobre della propria inchiesta sulle intercettazioni telefoniche abusive che hanno portato alla chiusura del settimanale britannico “News of the world”, edito dalla News corporation di Rupert Murdoch. Il discorso sarà presentato da David Leigh, altro giornalista del The Guardian, autore del libro “WikiLeaks. La battaglia di Julian Assange contro il segreto di Stato”, in uscita ora in Italia.

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