Facce di Bronzi

| 13 giugno 2011 |

Bronzi

(p.r) – Un ulteriore esempio di manipolazione viene da quel pozzo di San Patrizio di episodi di cattivo giornalismo che è diventato il Tg1. Lo racconta la protagonista della vicenda, la pubblicitaria Anna Maria Testa.

Intervistata a proposito delle polemiche suscitate dalla campagna della Regione Calabria (2,5 milioni di euro di investimenti) – che utilizza i Bronzi di Riace come degli avviliti e tristi pupazzi – si è vista tagliare quasi completante le sue osservazioni e soprattutto qualsiasi riferimento critico a quella campagna.

Sul suo blog, Nuovo e utile, Anna Maria Testa racconta come sono andate le cose. Illuminante.

E commenta nella conclusione: ‘’Lo diceva Andreotti: a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina’’.

Qui il suo racconto.

(Il titolo di questo post è rubato dal blog Bad Avenue. Era troppo bello per farne un altro).

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