Esperienze di lettura a confronto, nuove ”prove” sulla superiorità della carta

| 21 agosto 2011 |

Lettura

Tre ricercatori dell’ Università dell’ Oregon hanno messo a confronto le esperienze di due gruppi di lettori del New York Times osservando che chi legge su carta ricorda  un  numero significativamente  maggiore di articoli, di argomenti e di elementi importanti dei vari articoli rispetto a chi legge sul web – Secondo gli autori, fra  l’ altro, i quotidiani online tendono a dare pochi stimoli per suggerire l’ importanza di un articolo e, soprattutto, la funzione di ‘’agenda setting’’ del giornale svanisce nel corso del processo

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I lettori dell’  edizione stampata di un giornale ricordano un numero significativamente maggiore di articoli rispetto a quelli dell’ edizione online, un numero maggiore di argomenti e un numero maggiore di elementi importanti dei vari articoli. Ricordi alla pari invece per quanto riguarda i titoli.

E’ il risultato di una Ricerca condotta da Arthur D. Santana, Randall Livingstone e Yoon Cho dell’  University of Oregon. I tre ricercatori hanno costituito due gruppi di lettori dell’ edizione stampata e di quella online del New York Times. Ogni gruppo aveva 20 minuit di tempo per leggere il giornale e al termine doveva stilare un piccolo rapporto.

Sebbene la Ricerca  (“Medium Matters: Newsreaders’ Recall and Engagement With Online and Print Newspapers” ) si basi sulle reazioni di un campione di appena 45 persone – osserva Jack Shafer su Slate – essa conferma l’ idea di una ‘’superiorità’’ dell’ esperienza di lettura sulla carta. Lo studio – aggiunge – analizza diverse teorie sulla magiore rilevanza della carta. I quotidiani online tendono a dare pochi stimuli per suggerire l’ importanza di un articolo e, soprattutto, la funzione di ‘’agenda setting’’ del giornale svanisce nel corso del processo.

“I lettori online sono portati ad acquisire meno informazioni sui fatti di carattere internazionale e nazionale e sugli avvenimenti politici per mancanza di indicazioni sulla loro importanza; in generale non viene loro segnalata attraverso la posizione nell’ architettura del giornale l’ importanza di quello che stanno leggendo – che è invece una funzione di base del prodotto stampato’’, scrivono i ricercatori. Che, al contrario, non hanno trovato prove all’ ipotesi che la ‘’dinamica della forma degli articoli online’’ (la multimedialità, ecc.) rendano i servizi più facile da ricordare.

Lo studio – continua Shafer – cita altri ricercatori secondo cui il layout delle pagine online ( con il frequente inserimento di inserzioni pubblicitarie nel corpo dell’ articolo oppure con l’ obbligo per il lettore di cliccare su pagine ulteriori per completare la lettura dell’ articolo) possa alterare l’ esperienza di lettura. Un articolo stampato, anche quello che continua in una pagina successiva, non presenta difficoltà sul piano del completamento della lettura. I quotidiani cartacei inducono meno alla distrazione, come sa bene chi si  dedica alla lettura sul web. E poi – ma qui, dice Shafer, non sono molto d’ accord con la Ricerca – a causa dell’ abitudine e di una questione di carattere culturale un giornale cartaceo produce un diverso tipo di rispetto, impegno e attenzione da parte dei lettori.

Influenzato come sono ancora dal saggio di Bill Hill (1999) “The Magic of Reading” (c’ è bisogno del Microsoft Reader per leggerlo), io – commenta Shafer – penso che il giornale tradizionale abbia un altro vantaggio. L’ attenzione che viene dedicata a tutte le componenti grafiche della pagina – caratteri, spaziature, giustezza, formato e margini – dà agli occhi e al cervello un qualcosa in più rispetto alla copia pubblicata dai browser sul web.

Dopo 15 anni di lavoro nel giornalismo online, incontro ancora difficoltà a terminare sul monitor del web qualsiasi articolo che sia lungo più di 1.000 parole. O trovo la copia del giornale su carta oppure mi stampo l’ articolo online. Non sono luddista, comunque. Nell’ edizione di carta non puoi fare ricerche o trovare notizie! Puoi solo usare quel giornale di carta per quel giorno, e per questo sono contento che esistano entrambi gli ambienti di lettura. La mia esperienza di lettura su iPad è ben miscelata. Se certo è una gioia potersi portare dietro 25 edizioni del New Yorker e una intera biblioteca sull’ iPad, per una soddisfazione piena e reale uso ancora la stampa su carta.

A mano a mano che i consumatori di informazione continueranno a dividersi fra carta e computer, l’ impegno di lettura nel campo dell’ informazione cambierà, concludono gli autori. Tutti coloro che scrivono, editano e producono informazione giornalistica dovrebbero dare un’ occhiata a questa Ricerca. E siccome è un pdf di 30 pagine – conclude Shafer -, non mi meraviglio se la stampate.

(via News 3.0).

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