Monthly Archives: dicembre 2011

Open data, per la commissaria europea Neelie Kroes sono “oro”

15 dicembre 2011
DatiInaugurando la strategia dell' UE nel settore, la commissaria europea Neelie Kroes cita Regno Unito, Danimarca e Francia, ma non l' Italia, che pure ha lanciato due mesi fa 'dati.gov.it' - E' il risultato della inerzia sul piano della promozione dell' iniziativa  mostrata dalla pubblica amministrazione -  Così Regno Unito, Danimarca e Francia vengono citate come esempi, ma il nostro paese resta nell' ombra ----- Neelie Kroes, Vice-Presidente della commissione responsabile dell’ agenda digitale europea, ha tenuto ieri a battessimo la Strategia per l’ Open Data varata dall’Unione Europea. Nel suo discorso, il Commissario ha evidenziato gli aspetti fondamentali della Strategia: 1. Aprire gli archivi della Commissione a partire dal 2012. 2. Armonizzare le modalità con cui gli Stati membri renderanno riutilizzabili i propri dati pubblici (quest’ultimo punto è stato salutato come “una rivoluzione”, che dovrebbe consentire alle imprese di beneficiare ulteriormente del Mercato Unico). Ma “il vero messaggio”, come ha sottolineato Kroes, è rivolto alle autorità pubbliche: “Non aspettate che questo pacchetto diventi legge. Liberate i vostri dati adesso – generando entrate e occupazione, e risparmiando grazie al conseguente

Open Data, la Commissione europea batte un colpo

12 dicembre 2011
OpenData Secondo un documento presentato oggi a Bruxelles, le informazioni del settore pubblico sono la principale fonte di dati e potrebbero generare benefici economici per 140 miliardi di euro – Un portale Web diventerà una porta di accesso ai dati provenienti dalla Commissione e da tutte le istituzioni europee – La situazione dell’ Open Data in Italia e negli Stati Uniti --- a cura di Andrea Fama Le informazioni che fanno capo al settore pubblico (PSI) sono la principale fonte di dati in Europa e, secondo uno studio condotto dalla Commissione Europea, possono generare benefici economici diretti e indiretti pari a 140 miliardi di euro. Quindi, incentivare il riutilizzo di tali materiali può favorire consistenti opportunità economiche in termini di nuovi ambiti e posti di lavoro. Quanto viene segnalato sul sito della Commissione stimola una prima, immediata riflessione: in tempi di magra, il dibattito sulla liberazione dei dati pubblici pare essersi spostato dalla questione della trasparenza a quella dello sviluppo economico. Con una mano sul cuore ed una sul portafogli, dunque, la CE (a seguito di una consultazione avviata nel  settembre 2010) ha presentato oggi una Strategia per l’Open Data volta a stabilire

L’ editoria per i nuovi italiani, fra testate etniche, multiculturali e business

12 dicembre 2011 Tag:, , ,
Mixa In una tesina universitaria un viaggio nel mondo dei media destinati ai cittadini immigrati nel nostro paese (4 milioni, il 7% della popolazione) - Un mondo poco conosciuto, che riserva anche delle sorprese, come i numeri di ‘’Stranieri in Italia’’ (30 testate multietniche, una radio, un programma tv e un portale internet) gruppo editoriale che fa capo ai proprietari della Western Union Italia – La storia e l’ analisi delle principali esperienze e iniziative del settore, da Metropoli a Mixa ----- Trenta testate multietniche, che vendono mensilmente 160.000 copie, una radio, un programma televisivo e l'omonimo portale internet con 290.000 visite mensili. E’ la radiografia del gruppo editoriale Stranieri in Italia, che fa capo ai proprietari della Western Union Italia e che si è conquistato un ruolo maggioritario se non addirittura di monopolio nel nostro paese nel campo dell’ editoria commerciale rivolta agli stranieri. Perché c’ è anche l' aspetto del business nel panorama delle attività di informazione per gli stranieri in Italia (ormai circa quattro milioni e mezzo di persone, il 7% dell' intera popolazione del paese), delineate da una tesina di uno studente padovano in Scienze della Comunicazione, Luca Peruzzato. ‘’Carta

Un decalogo per i blogger contro i rischi da ‘’bufala’’

11 dicembre 2011
Bufala0 Pier Luca Santoro, sul Giornalaio, lancia il progetto di elaborazione di un codice di autodisciplina di chi diffonde informazioni sulla Rete, ‘’ prima di restare schiacciati non solo sotto il peso dell’ infobesità ma anche di quello delle bufale’’ – La vicenda della presunta morte di Paolo Villaggio e una inchiesta del Guardian --- La Rete è andata in fibrillazione ieri per la notizia della presunta morte di Paolo Villaggio, da lui stesso smentita con ironia all’ Ansa, che a sua volta ha smentito di essere stata – come alcuni online le attribuivano – la fonte dell’ informazione. Quello di ieri  è stato un esempio di quali risultati possa produrre a volte la corsa a privilegiare la velocità rispetto all’ accuratezza di una notizia. E’ una dinamica che i meccanismi della Rete hanno potenziato in maniera significativa, anche se non è una caratteristica specifica di internet (i giornalisti di agenzia ne sanno qualcosa). Lo ha segnala, fra gli altri, Pier Luca Santoro sul suo ‘Giornalaio’, approfittando dell’ occasione per lanciare il progetto di elaborazione di un codice di autodisciplina per i blogger che fanno informazione. (continua...)

Mafiaviz: visualizzare le mafie attraverso i dati

11 dicembre 2011
MafiaIl sito web lemetropolidellemafie lancia un esperimento peer coinvolgere i cittadini della Rete in una campagna di visualizzazione dei dati relativi alla criminalità organizzata - L' obbiettivo è di contribuire ad approfondirne e allargarne la conoscenza pubblica ----- Mafiaviz: visualizzare le mafie attraverso i dati. E’ l’ esperimento lanciato dal sito Lemetropolidellemafie per coinvolgere i cittadini in una campagna di visualizzazione dei dati relativi alla criminalità organizzata per approfondirne e allargarne la conoscenza. “Il fatturato delle mafie è stimato in 135 miliardi di euro (Confesercenti). I detenuti per associazione mafiosa sono 6438 (Ministero della Giustizia). Sono dati facili da dimenticare, soprattutto quando manca un contesto di riferimento – spiega Luca Dello Iacovo, che ieri ha lanciato l’ esperimento su un sito specifico -. Ma come ricostruirlo? Il primo passo di Mafiaviz è la raccolta dei dati che riguardano la criminalità organizzata italiana: sono frammentati in decine di archivi su internet, spesso difficili da trovare. È un'immensa miniera accessibile a chiunque. Qui trovate un elenco: si possono aggiungere altri link e tag. Le tabelle, però, non incoraggiano la memoria. Gli strumenti per la visualizzazione (mappe, grafici, tag cloud e altri) aiutano la visione

L’ 89% delle mail sono spam

11 dicembre 2011
Mail Ogni giorno vengono inviati 106 miliardi di messaggi spazzatura mentre le società che mandano più di 50.000 mail al mese è salito dal 40% nel 2007 al 60% nel 2011 – Le mail come strumento di lavoro saranno sostituite da altri sistemi, mutuati dalla sfera dei social network – Il caso della Atos, in cui su 100 mail che arrivavano ai 75.000 dipendenti solo 5 erano ritenute utili sul piano lavorativo, che sta sostituendo alla posta elettronica un sistema di comunicazione interna di tipo Wiki – Ma i ragazzi già ora non usano più le mail ----- La mail come strumento di comunicazione interna nelle aziende è destinata ad essere fortemente ridimensionata, sostituita da sistemi mutuati dalla sfera dei media sociali. Lo segnala Giovanni Boccia Artieri sul suo Mediamondo citando alcuni dati recenti secondo cui la percentuale delle società che mandano più di 50.000 email al mese è salita dal 40% nel 2007 al 60% nel 2011; che ogni giorno vengono inviati 106 miliardi di messaggi spam; e che, in sintesi, l’89% di tutte le email è spam. In senso stretto o in senso lato: messaggi inutili. Per questo –

Analfabetismo di ritorno, che conseguenze sulla Rete?

10 dicembre 2011
MaestroManzi Lsdi ha interpellato alcuni liberi pensatori della blogosfera italiana per capire che peso può avere dal punto di vista digitale la situazione di regressione culturale che ha investito il nostro paese denunciata qualche giorno fa a Firenze dal linguista Tullio De Mauro - Ecco che cosa hanno risposto Vittorio Pasteris, Giuseppe Smorto, Marco Pratellesi, Gianluca Nicoletti, Massimo Mantellini, Sergio Maistrello, Luca De Biase, Pierluda Santoro, Angelo Cimarosti - Il dibattito è aperto ---------- a cura di Marco Renzi Alcuni giorni fa, esattamente il 27 novembre scorso, il professor Tullio De Mauro illustre linguista ed ex ministro della pubblica istruzione nel governo Amato anno 2000,  intervenendo a Firenze all'incontro "Leggere e sapere: la scuola degli italiani" ha lanciato un accorato grido d'allarme su uno stato di regressione culturale in corso nel nostro Paese: << Soltanto il 29% degli italiani è in possesso degli strumenti linguistici per padroneggiare l'uso della lingua italiana >>. I dati illustrati dal professore fanno parte di due diversi studi internazionali realizzati a cavallo fra la fine degli anni '90 e l'inizio del nuovo millennio,  e successivamente attorno alla metà degli anni 2000, i cui risultati potrete trovare

Fra 15 anni il 90% delle notizie saranno generate dai computer

9 dicembre 2011
NarrativeScience Kris Hammond,  co-fondatore di un’ azienda americana che produce sistemi per la generazione automatica di articoli dai dati, ne è convinto – E spiega perché, indicando in questo articolo tre tendenze in atto: la progressiva quantità di elementi disponibili; la capacità di estrarre dati dalle narrazioni linguistiche; i processi di personalizzazione spinta delle informazioni ----- di Kris Hammond (Co-fondatore e responsabile delle tecnologie di Narrative Science)
Quante notizie verranno generate dai computer fra 15 anni, mi era stato chiesto qualche giorno fa? Ero riluttante nel rispondere che dovrebbero essere nell' ordine del 90%: la mia riluttanza dipendeva dal fatto che mentre per me questo dato era inevitabile, provavo una notevole dose di angoscia nel comunicarlo ai miei interlocutori. Quindi ho pensato che fosse una buona cosa spiegare che cosa significava e per quale motivo io lo ritenevo realistico sulla base dei trend attuali dell' informazione e della tecnologia. (continua...)

Newsring, il sito che vuole ‘’inventare il dibattito su internet’’

8 dicembre 2011
NewsringE’ appena nato in Francia, in versione sperimentale, uno spazio in cui i cittadini possono  proporre i temi da discutere, votare, intervenire, seguire i vari argomenti, mentre la redazione si limita a ‘’orchestrare’’ il tutto – Ma, secondo Culture Visuelle, si tratta di un sito che ‘’anestetizza’’ la discussione e non fa altro che importare sul web le ‘’regole’’ dei famigerati dibattiti televisivi - Aggiornamento: ‘’Siamo online solo da lunedì - replica Philippe Couve, responsabile della redazione - e nelle prossime settimane seguiremo e svilupperemo costantemente il sito tenendo conto soprattutto delle esperienze e delle indicazioni dei nostri utenti. Discutere su internet in buone condizioni è ancora difficile e richiede conoscenze tecniche e parecchio tempo. Ma noi pensiamo che si possa rendere questo esercizio più fluido e più accessibile per tutti gli internauti'' ----- Il centro è di destra? Pro o contro il diritto di voto agli stranieri nelle elezioni locali? Il movimento degli indignati serve a qualcosa? Zagabria-Lione: 7 gol in 32 minuti, è normale? Il trionfo del punto interrogativo. E’ Newsring, un sito francese appena lanciato che proclama: ‘’Inventiamo insieme il dibattito su internet’’. Insieme, cittadini

Una blogger non è giornalista in Oregon, ma a Washington sì

8 dicembre 2011
CoxUn giudice di Portland, nell' Oregon, ha condannato la titolare di una serie di blog di argomento legale a versare 2,5 milioni di dollari per diffamazione escludendola dalla sfera di applicazione della legge che dà il diritto di non rivelare la proprie fonti – Ma la persona che ha steso la legge-scudo per lo stato di Washington sostiene che i blogger invece hanno la stessa protezione dei giornalisti tradizionali ----- La vicenda di una blogger americana condannata per diffamazione da un magistrato dell’ Oregon che non le ha riconosciuto il diritto di ricorrere alle norme che consentono ai giornalisti di non rivelare le fonti in quanto i blog non potrebbero considerarsi dei media giornalistici. La vicenda è stata rivelata dal Seattle Weekly, a cui la Cox ha raccontato la sua vicenda, sottolineando come l' episodio riguardi ‘’tutti coloro che scrivono su internet’’. Crystal Cox (che si definisce blogger investigativa) è stata condannata da un giudice di Portland a un risarcimento danni di 2,5 milioni di dollari nei confronti del gruppo finanziario ‘’Obsidian Finance Group’’ e del suo cofondatore (che avevano chiesto 10 milioni di dollari di danni), che la donna   aveva