Monthly Archives: dicembre 2011

La stampa britannica accusata di sessismo

31 dicembre 2011 Tag:, ,
Una coalizione di gruppi femminili lancia un allarme, accusando i giornali di creare un ambiente pericoloso per le donne e chiede alla Commissione d’ indagine sull’ etica nel giornalismo nata dopo lo scandalo sulle intercettazioni illegali di occuparsi anche del modo con cui le donne vengono trattate dai media ----- Una coalizione di gruppi femminili ha accusato la stampa britannica di essere sessista e di creare un ambiente pericoloso per le donne. Secondo  End Violence Against Women, Equality Now,  Eaves,  Object, la Commissione di indagine sul comportamento del giornalismo inglese dovrebbe allargare la sua attenzione dallo scandalo delle intercettazioni illegali al modo con cui le donne vengono trattate dai media. Come riporta l’ Upi, l’ associazione End Violence Against Women ha offerto alla Commissione Leveson vari esempi di "articoli su episodi di violenza contro le donne caratterizzati da un eccesso di intrusività e inaccuratezza e da misoginia o pervasi da una indulgenza verso i responsabili e da allusioni negative sulle vittime’’. Se la coalizione denuncia tutta l’ industria dei quotidiani in generale, diventa aspramente critica con i tabloid tipo il Sun di  Rupert Murdoch per i

I giganti di internet minacciano un blackout totale contro il SOPA

31 dicembre 2011 Tag:
Google, Facebook, Twitter, Amazon, fra gli altri, stanno valutando la possibilità di oscurare i propri siti web per protesta contro il disegno di legge, in discussione al Senato Usa, che prevede misure drastiche, fino alla chiusura dei siti che infrangono le norme sul copyright ----------- I giganti dell' online - Google, Facebook, Amazon e così via - stanno valutando la possibilità di proclamare un blackout dei loro siti per protestare contro lo Stop Online Piracy Act (SOPA), il progetto di legge, in discussione al Senato, sostenuto da Hollywood e dall' industria discografica, che punta a eliminare una volta per tutta la pirateria online. Ma rischia di trasformare in maniera radicale la Rete che conosciamo. Il SOPA (HR 3261) permetterebbe al Dipartimento di Giustizia ed ai titolari di copyright di procedere legalmente contro i siti web accusati di diffondere o facilitare le infrazioni del diritto d'autore. A seconda del richiedente, le sanzioni potrebbero includere il divieto ai network pubblicitari o ai siti di gestione dei pagamenti (come, ad esempio,Paypal) d'intrattenere rapporti d'affari con il sito accusato delle infrazioni, il divieto ai motori di ricerca di mantenere attivi link verso il sito

Giornalismo dei dati, la storia del 2011 secondo il Guardian

31 dicembre 2011 Tag:, , , ,
Il Datablog del Guardian riprende in un post molto interessante numeri, dati e infografiche che hanno scandito i momenti più rilevanti della storia del 2011 così come il blog del quotidiano li aveva riportati, dal movimento di Occupy alle tensioni nell’ eurozona, dalle sommosse in Inghilterra a Fukushima. La rassegna mostra il grosso impegno e la fantasia che il giornale dedica al mondo dei dati e alla loro visualizzazione, sottolineando come, se i Fatti sono sacri (Facts are sacred, è il sottotitolo del blog), i dati sono l’ anima dei fatti. 30 – operai colpiti dalle radiazioni a Fukushima 48% - il tasso di disoccupazione giovanile in Spagna 52% - la crescita dei tassi di interesse dei bot in Italia Ecc. L’ articolo è qui.

Il giornalismo nell’ era wiki, informazione partecipata e laboratori di senso

31 dicembre 2011 Tag:, , , ,
Sviluppi e problemi dell’ informazione e della professione giornalistica analizzati anche attraverso l’ esperienza di Lsdi nella tesi con cui una studentessa croata si è  laureata in Scienze della Comunicazione sociale all’ Università Pontificia Salesiana di Roma e che qui pubblichiamo - ’IL GIORNALISMO NELL’ ERA WIKI. Dall’informazione partecipata a un 'laboratorio di senso': l’esperienza del sito LSDI’’, questo il titolo del lavoro, che qui pubblichiamo ----- Il futuro del giornalismo analizzato attraverso il lavoro di documentazione prodotto in questi anni da Lsdi. E’ la Tesi di una studentessa croata, Anita Posaric*, che nel novembre scorso si è laureata in Scienze della Comunicazione sociale all’ Università Pontificia Salesiana di Roma. ‘’IL GIORNALISMO NELL’ ERA WIKI. Dall’informazione partecipata a un “laboratorio di senso”: l’esperienza del sito LSDI’’ è il titolo della tesi, di cui è stato relatore il professor Vittorio Sammarco. Il lavoro di Anita Posaric dedica alla nostra attività un intero capitolo e si chiude con una ampia intervista a Pino Rea, coordinatore di Lsdi. L’ attezione della tesi è rivolta in particolare alla sfera del giornalismo partecipativo. L’ obbiettivo – spiega Posaric – è ‘’ripensare senso, ruolo e caratteristiche della professione, che vive

Per il futuro del giornalismo la ‘killer application’ sarà la Credibilità

30 dicembre 2011 Tag:, , ,
Robert Hernandez, giornalista multimediale e professore alla USC Annenberg School for Communication and Journalism è uno degli esperti interpellati da Niemanl Lab sulle prospettive del giornalismo nel 2012 -  Utilizzando la metafora della monarchia, Hernandez delinea la sua previsione/speranza, immaginando che il re sia il contenuto, la distribuzione la regina e il principe, la credibilità - L’ unica via per la sopravvivenza del giornalismo, a suo parere, è appunto la fiducia nei giornalisti da parte dei cittadini, la loro credibilità – E alla fine, se mi fido di te e di quello che racconti, non mi importa se lavori in una redazione o dal tuo garage’’ ----------  Come cambierà il giornalismo nel 2012? Il Nieman Lab, uno dei maggiori centri internazionali di ricerca e di analisi sull’ editoria e la professione giornalistica, ha pubblicato una serie di articoli sull’evoluzione in atto. Fra gli altri, quelli di Nicholas Carr, autore del celebre pamphlet “Google ci rende stupidi?”, che analizza il processo dell’ “applificazione” (la possibilità di creare più versioni di un medesimo contenuto base e di distribuirle a differenti segmenti di clienti, come lui stesso spiega) e di

Pubblicità, la macchina del riciclaggio e della ‘normalizzazione’

30 dicembre 2011 Tag:, ,
Esprit, un noto marchio di abbigliamento,  cerca di utilizzare la forza dirompente e i codici di comunicazione degli  Indignati e del movimento di Occupy per una campagna giocata sul tema dei desideri, ma, come spiega Culture Visuelle, non fa altro che un recupero freddo e levigato – E il tentativo di usare anche il discorso partecipativo finisce per ridurre l’ indignazione individuale e una vera rivolta collettiva in sorta di banale lotteria natalizia ---------- Ogni volta che nasce qualche nuovo movimento di massa che scuote il potere e, insieme a nuovi discorsi, porta anche nuovi stili di comunicazione, l’ apparato pubblicitario scatta nell’ operazione recupero. Un sito molto attento all’ universo dell’ immagine come Culture Visuelle descrive un nuovo capitolo di questo processo di appropriazione dei codici della rivolta da parte del marketing e dell’ invenzione pubblicitaria e della loro ‘’normalizzazione’’ all’ interno del discorso commerciale. Si tratta di una campagna (Make Your Wish) di Esprit, noto marchio di abbigliamento, che si è richiamato al movimento degli indignati e di Occupy Wall Street. E l’ articolo di Culture Visuelle ha come titolo, appunto, Esprit de récupération. (continua...)

L’ Huffington Post torna sul banco degli imputati, ma l’ aggregazione non è plagio

26 dicembre 2011
HuffPo Dare dei ladri a quelli dell’ HuffPo è come lamentarsi perché dopo l’ invenzione dell’ automobile non si trovano più dei buoni calessi – Piuttosto bisogna puntare ad aggiungere valore ai contenuti, più di quanto possa fare la creatura di Arianna Huffington, e gli editori dei quotidiani si devono convincere che bisogna cominciare ad aggiungere un po’ di link ai loro articoli, come consiglia Mathew Ingram su GigaOm ---------- L’  Huffington Post è continuamente accusato da altri media di essere impegnato in una sorta di “over-aggregation: di prendere cioè articoli da quotidiani e altre testate senza una sufficiente attribuzione.  L’ ultima accusa viene da Miami, dove il sito locale dell’ HuffPo è stato denunciato per ‘’furto’’, per  aver utilizzato una serie di dettagli contenuti in due articoli del Miami Herald. Queste accuse, ribatte però Mathew Ingram su gigaom.com, sono prive di senso per svariate ragioni: gli articoli dell’ HuffPo forniscono ampie attribuzioni alle fonti, hanno i link agli originali e soprattutto contengono anche informazioni ulteriori che quelli del quotidiano non avevano. Comunque, a parte questo, le testate che si lamentano per questa ‘’iper-aggregazione’’

Giornali: nei piccoli centri gli americani continuano a preferire la carta

26 dicembre 2011
NAAUno studio dell' Associazione nazionale giornali rileva che il 74% dei cittadini delle piccole comunità Usa usano i giornali stampati come prima fonte di informazione locale - Secondo il presidente della NAA “la ricerca non sottolinea solo lo stretto legame fra i cittadini e la loro comunità, ma dimostra anche che la gente sa valorizzare il buon giornalismo'' ---------- Nelle aree servite da giornali locali i lettori continuano a preferire questi ultimo come loro fonte di informazione primaria e di pubblicità. Lo ha accertato una ricerca prodotta dalla  National Newspaper Association. Lo studio, condotto dal Center for Advanced Social Research (CASR), un programma che fa capo al Reynolds Journalism Institute, dimostra poi che i lettori preferiscono la copia su carta alla versione online, con il 48% degli interpellati che affermano di non leggere mai l’ informazione locale in Rete. Questi, secondo il sito del Reynolds Journalism Institute , i principali risultati:

(continua...)

Sessantuno paesi nel Consorzio internazionale di giornalismo investigativo

26 dicembre 2011
Investigativo E’ salito a 158 il numero dei giornalisti di vari paesi del mondo che aderiscono al Consorzio internazionale di Giornalismo investigativo, un progetto lanciato nel 1997 dal Centre for Public Integrity per indagare soprattutto su corruzione ed abusi di potere. Il Consorzio offre ai giornalisti l’ accesso alle  risorse del Centro: per esempio, avvocati, esperti di computer-assisted reporting e di public records, addetti alle verifiche, ecc. Gli aderenti al Consorzio possono aiutare colleghi che operano in territori dotati di scarse risorse o in cui la libertà di stampa sia limitata per indagare su episodi di crimine o di corruzione che resterebbero altrimenti nascosti. (continua...)

Giornalismo: il 2012 l’ anno dell’ oligopolio del controllo dei contenuti?

25 dicembre 2011
Nieman Le forze che cercano di controllare il libero flusso delle informazioni sono più grandi che mai e costituiscono una minaccia diretta al giornalismo e all'innovazione – ‘’I giornalisti americani stanno iniziando a prender nota solo ora di tutto questo, e possiamo solo sperare che  non sia troppo tardi’’, avverte Don Gillmor su NiemanLab – Una serie di previsioni per l’ anno alle porte ----- Come cambierà il giornalismo nel 2012? Il Nieman Lab, uno dei maggiori centri internazionali di ricerca e di analisi sull’ editoria e la professione giornalistica, ha pubblicato una serie di articoli sull'evoluzione in atto. Fra gli altri, quelli di Nicholas Carr, autore del celebre pamphlet “Google ci rende stupidi?”, che analizza il processo dell’ “applificazione” (la possibilità di creare più versioni di un medesimo contenuto base e di distribuirle a differenti segmenti di clienti, come lui stesso spiega) e di Dan Gillmor, che pubblichiamo qui in traduzione integrale. Secondo Gillmor il 2012 sarà l’ anno del monopolio/oligopolio nel controllo dei contenuti sullo sfondo di un futuro per la rete e l’industria dell ’informazione tutt’altro che roseo: motori di ricerca, compagnie telefoniche e detentori di copyright