Monthly Archives: novembre 2011

Milioni di lettori svaniti dopo la chiusura del News of the World

26 novembre 2011
News-of-the-worldIl 58% dei vecchi lettori del News of the World – il giornale del gruppo Murdoch chiuso a luglio dopo lo scandalo delle intercettazioni illegali – non sono passati a nessun altro domenicale. Il 16% leggono il Sunday Mirror, l’ 11% sono passati al Mail on Sunday, il 9% al People e il 6% al  Daily Star Sunday . Ma tutti gli altri sono letteralmente svaniti. Lo ha scoperto una ricerca compiuta dal National Readership Survey (NRS) sulla base – racconta il Guardian – dei primi dati raccolti dopo il 10 luglio, giorno della chiusura della testata al centro dello scandalo. Prima della chiusura il giornale aveva registrato, per 50 anni di fila, il record di lettori, che nel giugno scorso avevano toccato la cifra di 7.217.000. Di questi, circa 4.342.000 non leggono più alcun giornale. Sono completamente spariti dal mercato. Infatti, comparando i dati dell’ ultimo trimestre prima della chiusura del News of the

Con Al Jazeera una rete tv multinazionale nei Balcani

26 novembre 2011
AlJazeera Un canale televisivo di informazione per i sette paesi della regione - Ricostruire una jugosfera mediatica – Al Jazeera Balkans nasce a Sarajevo con 100 dipendenti, 40 dei quali giornalisti, e centri di produzione in Serbia, Croazia e Macedonia, con l’ obbiettivo di allargare lo spazio dell’ informazione all’ interno delle frontiere nazionali ---- Con l' avvio delle trasmissioni via satellite di Al Jazeera Balkans dagli studi di Sarajevo, i Balcani hanno – da metà novembre - il primo canale televisivo regionale di informazione, racconta l’ Osservatorio sui Balcani. La dissoluzione della ex Jugoslavia non ha prodotto solamente sette nuovi Stati indipendenti, ma ha anche limitato lo spazio dei media all’interno delle [nuove] frontiere nazionali. Benché fra Croazia, Bosnia Erzegovina (BiH), Serbia e Montenegro in sostanza non esista una barriera linguistica, lo spazio dei media è ancora saldamente fermo alle frontiere nazionali. L’ obbiettivo della nuova struttura, invece, è di costruire proprio una rete con un punto di vista multinazionale. (continua...)

La gravidanza di Beyoncé la notizia più ‘’twittata’’ del 2011

24 novembre 2011
Beyoncé La morte di Steve Jobs? L' uccisione di Bin Laden? Lo Tsunami in Giappone? La finale di Champion League? No. La notizia più ‘’twittata’’ nel mondo quest' anno è stata quella relativa alla gravidanza di Beyoncé. Il 28 agosto 2011, quando, durante una cerimonia di premiazione su MTV, la cantante nordarmericana annunciò di essere incinta, i suoi fan generarono un volume di twitter mai registrato sulla rete: 8.868 tweet al secondo. Lo ha accertato la CNBC.com, che ha elaborato una classifica delle 10 notizie più twittate dell' anno. La cosa paradossale - sottolinea 233grados.com - è che, pur avendo quasi due milioni di followers, l' artista non ha mai pubblicato un tweet. Al secondo posto come volume di tweet la finale della Coppa mondiale femminile di calcio (7.196 tweet al secondo), seguita dall' eliminazione del Brasile dalla Coppa America (7.166). Agli ultimi posti invece l' uccisione di Osama Bin Laden (5.106); il terremoto sulla costa orientale Usa (5.449) e lo tsunami in Giappone (5.530).

Giornali di carta ‘’à la carte’’

24 novembre 2011
rotativa Un nuovo sistema di stampa digitale, progettato da una società francese, consentirà, a partire dal 2012, di stampare giornali variandone la composizione a seconda dei giorni, delle località e degli interessi delle varie fasce di lettori, producendo risparmi sia sui costi tipografici che sulla distribuzione ----- Giornali di carta ‘’à la carte’’. Realizzati con un tronco centrale comune attorno al quale possono essere pubblicate sezioni e rubriche diverse a seconda dei giorni, delle località e degli interessi delle varie fasce di lettori. E’ quello che consentirà di fare il ‘’Progetto SyNAPsE’’, che – racconta Lesechos.fr - dovrebbe essere avviato nel 2012 in Francia e che è stato realizzato da  Rivet Presse Édition. La società di Limoges mercoledì ha annunciato di essere ormai in grado, dopo quasi 4 anni di ricerche, di far partire questo nuovo sistema di stampa digitale, che dovrebbe proporre ‘’un nuovo modello economico editoriale capace di sostenere il rinnovamento’’ della stampa scritta. I costi di produzione dei giornali con questo nuovo processo dovrebbero scendere di almeno il 10% per quanto riguarda la stampa e portare altri risparmi rilevanti nel campo della distribuzione, visto che i giornali nazionali potrebbero ormai far

Diffamazione a mezzo stampa: una richiesta di risarcimento eccessivo viola la libertà di espressione

24 novembre 2011
Dirittiumani Chiedere ai giornalisti risarcimenti per diffamazione eccessivi comporta la violazione della libertà di espressione garantita dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali – Una importante decisione della Corte europea per i diritti umani ---------- di Pino Bruno (da Pinobruno.it) Se il risarcimento per diffamazione richiesto al giornalista è sproporzionato, eccessivo, si vìola la libertà di espressione garantita dall’articolo 10* della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. La decisione del 22 novembre scorso della Corte europea per i diritti dell’uomo (ricorso n. 41158/09, Koprivica contro la Repubblica del Montenegro) non piacerà ai querelatori di professione.  Cioè i pezzi grossi dell’establishment politico, economico e finanziario avvezzi alla richiesta di risarcimento danni a prescindere nei confronti dei giornalisti che fanno inchieste sulle loro magagne. Alla Corte – riassume la giurista Marina Castellaneta – si era rivolto un giornalista montenegrino che, sul settimanale di cui era capo redattore, aveva pubblicato un articolo nel quale si sosteneva che 16 giornalisti montenegrini sarebbero stati processati dal Tribunale penale per i crimini nell’ex Iugoslavia per incitamento alla guerra. (continua...)

La violenza sessuale e i media: quando la vittima diventa un fantasma

23 novembre 2011
Viol Il trattamento mediatico del fenomeno incide fortemente sul modo con cui esso viene percepito: confinati nelle pagine di cronaca gli episodi di violenza sessuale vengono presentati come una somma di storie individuali, come degli episodi tristi che accadono agli altri -  Così lo stupratore seriale è  largamente più presente del nonno che aggredisce i suoi nipotini. L’ eccezionale ha maggior peso - Quando una giovane donna viene violentata in un bosco mentre stava facendo del footing, tutti ne parlano. Un incesto non interessa quasi nessuno. I drammi che si consumano a bassa voce, frequenti ma poco visibili, non interessano i media. Perché quello che viene nascosto, dalla sfera familiare per esempio, è un argomento di inchiesta molto difficile. I giornalisti non hanno tempo e si precipitano su ciò che corre veloce – L’ analisi di Audrey Guiller e Nolwenn Weiler, due giornalisti francesi autori di ‘’Violenza sessuale, un crimine quasi ordinario’’, uscito un mese fa e di cui pubblichiamo la traduzione di un’ ampia parte, quella relativa ai media -----

In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne e come contributo al convegno in programma venerdì pomeriggio

Come Facebook registra tutte le nostre mosse

22 novembre 2011
Fb Usa Today ha parlato con alcuni tecnici di alto livello del social network e ha ricostruito come FB ha articolato la sua strategia di tracciamento dei comportamenti degli internauti – La società nega di aver intenzione di sfruttare questi materiali a scopi commerciali, ma ha già registrato un brevetto di una tecnologia che mette in relazione gli annunci pubblicitari con i dati raccolti ---------- UsaToday è riuscito a capire e a descrivere come concretamente Facebook traccia i dati delle centinaia di milioni di persone che frequentano la piattaforma. Come spiega la ricostruzione del quotidiano americano, tradotta e sintetizzata da Tagliaerbe, questi i meccanismi salienti: • Facebook non traccia tutti allo stesso modo. Utilizza metodi diversi per gli utenti che si sono iscritti e utilizzano i loro account, per gli utenti che non solo loggati e per coloro che non si sono ancora iscritti al servizio. • (continua...)

Open Data – Data Journalism

22 novembre 2011 Tag:, ,
Il giornalismo così come lo conosciamo sta attraversando una lunga, salutare fase di crisi economica, ma a tratti anche di identità. Salutare perché se da un lato comporta licenziamenti, chiusura di testate anche storiche, abbassamento della qualità del prodotto giornalistico, dall’altro ingenera (soprattutto grazie alle opportunità tecnologiche a disposizione) un naturale, conservativo istinto di evoluzione, innovazione, rivoluzione, come spesso si sente dire in occasione dell’ingresso di questo o quel social network nell’arena dell’informazione. Forse si potrebbe parlare di un mutamento genetico del giornalismo, una schizofrenia che ha prodotto un’ampia gamma di giornalismi possibili: alcuni viziosi, perché magari frutto di un gigantesco ‘copia e incolla’ globale per cui miliardi di bit schizzano avanti e indietro per il Web rimbalzando la stessa ridondante notizia; molti altri, invece, virtuosi poiché innovativi, partecipativi, iper-verticali, talvolta perfino sostenibili, e comunque sempre attaccati tanto alle calcagna dei poteri forti quanto all’orecchio del cittadino, ritrovando e ottemperando ai principi fondanti oggi un po’ bistrattati dell’indipendenza, l’obiettività e la trasparenza del giornalismo. Un’evoluzione, dunque, che riscopre ed eredita la parte migliore che il giornalismo tradizionale ha da offrire, nel tentativo di depurarsi dalle scorie accumulate in decenni di compromessi e

Controllo collaborativo dei contenuti del web, come nelle riviste scientifiche

21 novembre 2011
Hypothesis Un sistema che consente di sottoporre tutti i contenuti del web a un controllo incrociato analogo a quello che le grandi riviste scientifiche impongono agli articoli  prima della pubblicazione. E’  Hypothes.is, un prototipo messo a punto da una équipe coordinata da Dan Whaley, esperto di motori di ricerca e attivista ecologista. Il progetto, finanziato anche attraverso il crowdfunding, ha già raccolto fondi per 240.000 dollari e dovrebbe entrare in funzione all’  inizio del 2012. ‘’Pensiamo che una serie di strumenti relativamente semplici ci possano aiutare ad accrescere la qualità dell’ informazione su internet e, per estensione, a tutto il mondo che ci circonda’’, spiega il sito. Hypothes.is sarà una piattaforma open-source per una valutazione collaborativa dell’ informazione. Consentirà una critica a livello delle singole frasi scritte combinata con un sofisticato ma semplice modello di peer-review (revisione paritaria) a livello di comunità di esperti. Funzionerà come un filtro di controllo per ogni tipo di contenuto: notizie, blog, articoli scientifici, libri, istruzioni di servizio, programmi elettorali, leggi e regolamenti, codici software e oltre. Senza che sia necessario l’ intervento dei rispettivi siti web. Il meccanismo – spiega Hypothes.is – è basato su un

Agenzie di stampa: redattori, attenti, non si danno ‘buchi’ al notiziario

20 novembre 2011
Ap0 La vicenda di due redattori dell’ Ap che hanno usato Twitter per dare una notizia (sull’ arresto a New York di due loro colleghi) prima di diffonderla nel notiziario tradizionale ha provocato un dibattito intenso – Mentre dalla Rete qualcuno sostiene che, ormai, ‘’il notiziario è Twitter’’, le altre agenzie lanciano un richiamo alle regole – E in molte redazioni si fa fatica a capire l’ immediatezza e la velocità delle reti sociali ---------- Un’ agenzia di stampa può permettere che un suo giornalista trasmetta sulle reti sociali qualche informazione che non sia stata ancora diffusa dal notiziario tradizionale? Dopo il caso dei due redattori dell’ AP seccamente rimproverati dalla direzione per un tweet in cui davano notizia dell’ arresto a New York di due loro colleghi che seguivano l’ attacco della polizia agli ‘’indignati’’ di Occupy Wall Street  senza che l’ agenzia l’ avesse già passata sui canasli classici, il dibattito si è esteso a livello internazionale. Andando oltre la questione della priorità e investendo invece il problema della velocità intrinsecamente superiore dei media sociali rispetto ai meccanismi tradizionali (anche quelli più rapidi) delle agenzie. La France Presse, su Mediawatch, fa