Monthly Archives: ottobre 2011

Quotidiani: 519 milioni di copie al giorno
I lettori (per ora) sono più numerosi degli internauti

13 ottobre 2011 Tag:, , , , ,
Vienna Secondo gli ultimi dati di WAN-IFRA, l’ associazione mondiale degli editori e stampatori di giornali (che sta celebrando il suo Congresso annuale a Vienna), le testate quotidiane nel 2010 erano salite a 14.853, con una media di 17.000 copie giornaliere diffuse a titolo - La lettura del quotidiano rappresenta l’ 8% del tempo di consumo dei media, ma il mezzo raccoglie il 20% di tutti gli investimenti pubblicitari - Le cose però si stanno complicando anche perché non c’ è più corrispondenza fra cicli economici e andamento della pubblicità- I ricavi della pubblicità digitale non riescono a compensare le perdite della carta stampata.  - I social media stanno cambiando il concetto e il processo di raccolta e diffusione dei contenuti. Ma nell’ arena dei media sociali non si è ancora riusciti a trovare dei modelli economici efficaci ---------- Il numero di lettori dei quotidiani, su scala mondiale, continua ad essere superiore a quello degli utenti di internet, almeno per il 20%. I primi, in un giorno medio, raggiungono 2,3 miliardi di persone, contro 1,9 miliardi di internauti giornalieri. Sono i dati che fanno da sfondo al Congresso dell’

Carta di Firenze, ma il giornalismo digitale dov’ era?

12 ottobre 2011
Digitali‘’Un solo intervento ha accennato al web e al giornalismo digitale - È possibile che nessuno si ponga la questione del cambiamento profondo della professione e della necessità di rivedere i criteri di accesso?’’ ----- di Claudia Dani (giornalista freelance, momentaneamente prestata alla comunicazione d'impresa e alle PR, collabora con Lsdi e scrive sul suo blog di giornalismo e fotografiaTo-shoot ) Non sono partita per Firenze con delle grandi aspettative e non sono stata contraddetta. A fine della due giorni è stato approvato un testo che, secondo me, nulla di nuovo contiene e che, non ha disilluso le mie aspettative. Gli strumenti, per fare il nostro lavoro in modo corretto ed essendo pagati in modo dignitoso, già ci sono. Il problema è tutto italiano: non si utilizzano, non si mettono in pratica. Il valore da dare all'incontro è quello di aver creato una rete di persone che ha qualcosa in comune, che vuole farsi sentire. È importante che si parli di giornalisti precari, è una presa di coscienza della vera situazione. In un periodo in cui, ogni giorno, c'è qualcuno in piazza che protesta, è bene che a farlo siano anche quelli che,

Come i social media svelano l’ identità di un popolo

11 ottobre 2011
Una bellissima infografia ottenuta sulla base di una ricerca sugli internauti americani offre una immagine nitida e sorprendente sulla cultura dei cittadini Usa

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Infografia I social media possono raccontare molto della società attuale e una bellissima infografia, realizzata da  Hasai (azienda specializzata in analisi strategica dei media sociali) e pubblicata su mashable.com, offre una immagine molto nitida dell’ identità dei cittadini Usa (clicca per ingrandire). Gli americani, ad esempio, sono dei followers incalliti: quasi la metà degli americani adulti (il 47%) usano almeno un social media (gli internauti sono il 79% della popolazione) e il 77% di quelli che guardano la tv, dicono di usare i social media per parlare con gli amici dei programmi più interessanti e per archiviarli. Ancora: - gli americani hanno un sacco di cose da dire: il 48% di tutti i blogger del mondo vivono negli Stati Uniti. - gli americani sono grandi lavoratori: quasi il 50% dei 120 milioni di utenti di LinkedIn sono in Usa. - gli americani amano i brand: quattro su 10 seguono su Facebook prodotti, servizi e marchi. - gli americani sono ossessionati dalla regalità: il 65% di tutti i contenuti

Siamo in una ”età d’ oro per il giornalismo’’, secondo Arianna Huffington

11 ottobre 2011
HuffPo Per la fondatrice dell’ Huffington Post, quello attuale è ’ ’un periodo incredibile in termini di creatività e di offerta di informazione’’ – Domani la giornalista sarà a Milano dove incontrerà probabilmente i primi interlocutori in vista di una edizione italiana – Intanto, dopo Canada e Regno Unito, e presto Francia (partirà il 15 novembre), toccherà a Brasile, Spagna e Turchia ----- Attualmente viviamo ‘’in una età dell’ oro del giornalismo, un periodo incredibile in termini di creatività e di offerta di informazione’’. Arianna Huffington, la fondatrice di Huffington Post (domani a Milano anche in vista di una possibile apertura di una edizione italiana del famoso blog) lo ha dichiarato in una intervista a Xavier Ternisien su leMonde, in occasione dell’ annuncio di un Huffington Post francese. ‘’Stanno emergendo nuovi modelli di aziende editoriali, come ad esempio ProPublica – ha aggiunto -, che funziona come una Fondazione senza scopo di lucro e che ha appena vinto un Premio Pulitzer’’. Quanto al futuro prossimo, fra 10 anni ‘’si continueranno a stampare giornali perché la lettura su carta è qualcosa che sta all’ interno del nostro Dna. Le persone amano ancora fare la prima

Una ‘’guerra disciplinare’’ nelle redazioni?
Riflessioni a caldo sulla Carta di Firenze

9 ottobre 2011
Carta1 Una Carta che chiede ''politiche attive contro la precarietà'' e un Osservatorio permanente costituito da Ordine dei Giornalisti e Fnsi per vigilare sul rispetto delle regole. E' la ‘’Carta di Firenze'’, approvata al termine dell' assemblea '’Giornalisti e Giornalismi’’, che si è tenuta a Firenze il 7 e 8 ottobre, per affrontare il problema della precarietà ---------- di Pino Rea * Ha ragione Enzo Iacopino, il presidente dell’ Ordine dei giornalisti, quando dice che Firenze sarà un punto di non ritorno. La due giorni fiorentina contro il precariato e per la dignità del giornalismo ha infatti segnato un momento di svolta dando massa critica, in termini di visibilità ed urgenza, ad una questione che si agitava da tempo senza riuscire a sfondare nel discorso pubblico sul giornalismo e l’ editoria italiana. Certo, pensare a una sorta di via disciplinare a un riequilibrio dei trattamenti economici e professionali fra interni ed esterni alle redazioni, ''garantiti'' e inermi, contrattualizzati e atomizzati - per giunta col rischio che all’ Ordine venga sottratta proprio la competenza sulla materia deontologica, come prevede la manovra governativa del 14 agosto -, può sembrare un po’ demagogico o illusorio: i

Giornalismo digitale, 10 nuove competenze per lavorare (bene) in tv

8 ottobre 2011
Scherer Da un noto giornalista e saggista francese un decalogo  che delinea i principali saperi chiave in campo digitale e mostra come gli standard richiesti ai nuovi giornalisti siano parecchio più complessi di quanto generalmente si crede ---------- Eric  Scherer, noto giornalista francese e autore del saggio  A-t-on encore besoin des journalistes?, ha tenuto giovedì ai direttori delle maggiori scuole di giornalismo francese una sorta di ‘’lezione’’ sul digitale, delineando quelle che a suo parere sono le nuove, principali, competenze che dovrebbero possedere i giovani giornalisti per lavorare al meglio nel campo dell’ informazione televisiva. Il testo che proponiamo qui sotto è stato diffuso nell’ ambito di un seminario dal titolo: ‘’Quali giornalisti per France Télévision?’’. Ci sembra un documento interessante. Questo ‘’decalogo’’  infatti  smentisce in maniera plateale il pregiudizio secondo cui, con le nuove tecnologie,  tutte le pratiche giornalistiche sarebbero facilmente accessibili e mostra invece come gli standard necessari (e richiesti) siano piuttosto complessi. Certo, il decalogo è diretto specificamente ai gironalisti televisivi. Ma molte indicazioni valgono per tutti i settori. E poi, non c’ era la multimedialità? Nuovi media, nuovo giornalismo: 10 nuove competenze secondo Eric Scherer

Pubblicità: molti giovanissimi non cliccano sui banner perché non li ‘’vedono’’

8 ottobre 2011
Banner-blindness0 Una ricerca di CrowdScience mostra che per i giovani dai 15 ai 24 anni il motivo principale (28%) per cui non cliccano sulle inserzioni pubblicitarie è esse perché passano del tutto inosservate – E’ un fenomeno della ‘’cecità pubblicitaria’’, la cosiddetta banner blindness ------ La paura di beccarsi un virus è la principale motivazione che spinge a non cliccare su una inserzione pubblicitaria online, seguita dalla volontà di non lasciare la pagina su cui si sta e dalla mancanza di fiducia e di rilevanza delle inserzioni stesse. Ma per i giovani fra i 15 e i 44 anni il motivo più rilevante (28%) è che i banner passano del tutto inosservati. Lo segnala Davide Pozzi su Tagliablog, illustrando i dati emersi da una ricerca di Crowd Science, ripresi anche da eMarketer. E’ la cosiddetta cecità pubblicitaria, la banner blindness, particolarmente attiva fra le giovani generazioni. (continua...)

Giornalismo: scarsa attenzione all’ etica in Italia, ricerca

8 ottobre 2011
Etica1 L’ 84% dei giornalisti milanesi e l’ 81% di quelli veneti sono fortemente critici sul grado di attenzione della professione nei confronti dei temi etici, più critici ancora di quanto si mostrino in generale i cittadini  (53%) – I dati in uno studio di AstraRicerche presentato a Milano in un convegno organizzato dall’ Ordine della Lombardia ---------- Nel giornalismo italiano c’ è scarsa attenzione verso i principi etici, parola di giornalisti. Il giudizio (apparentemente paradossale) è emerso da un sondaggio condotto da AstraRicerche presentato giovedì a Milano nel corso di un convegno su Etica e professione , organizzato dall’ Ordine dei giornalisti della Lombardia. Si è trattato di una doppia indagine che ha coinvolto un campione di 1035 italiani fra i 15 e i 70 anni e un campione di 1.085 giornalisti iscritti agli Ordini della Lombardia e del Veneto. E i professionisti dell’ informazione sono stati notevolmente più critici (e autocritici) rispetto ai cittadini sulla diffusione dei comportamenti propri del giornalismo etico in Italia, che è nulla o bassa per l’81% dei giornalisti veneti e per l’84% di quelli lombardi, mentre la percentuale scende al 53% per quanto riguarda i cittadini intervistati.

Arrivano le emoticon nei titoli del NYT

6 ottobre 2011
Emoticon-titolo Una ulteriore conferma dell’ influenza dei media sociali su quelli tradizionali e della progressiva contaminazione dei rispettivi linguaggi viene dal quotidiano Usa che anche nell’ edizione cartacea ha conservato il titolo con l’ inserimento di una delle ‘’faccine'' che rappresentano i vari stati d' animo’’ ---- L’ influenza dei social media sull’ informazione tradizionale è confermata dalla progressiva contaminazione dei rispettivi linguaggi. Un esempio recente è l’ inserimento in un titolo da parte del New York Times, sia  nell’edizione online che in quella cartacea, di una emoticon, le cosiddette ‘’faccine’’ che rappresentano iconograficamente i vari stati d’ animo. Lo segnala Pier Luca Santoro sul suo Giornalaio, spiegando che il titolo si riferiva a un articolo su una Ricerca compiuta da due ricercatori della Cornell University, che hanno identificato l’ umore della microblogosfera raccogliendo, nel corso di 24 mesi, 509 milioni di Tweet, messi sul social network da 2 milioni

Yahoo ed ABC, prove di informazione integrata

5 ottobre 2011
Abc I due grandi gruppi editoriali Usa hanno deciso di condividere notizie e servizi, pur conservando il controllo editoriale sui propri contenuti, costruendo un gigante da 100 milioni di visitatoti unici – Una intervista a Obama sarà il primo evento a segnare l’ inizio di questa convergenza ------------ (a.f.) - Il grande mash-up da più parti annunciato e atteso (vedi qui e qui) fa le prove generali, e le fa in grande stile. Yahoo ed ABC, infatti – come racconta il Guardian - , rendono noto il lancio di un progetto di informazione integrata e condivisa incrociando gli articoli del gigante del Web e il  materiale video dell’emittente, come Good Morning America (uno dei programmi di punta dell’ informazione mattutina a stelle e strisce). Il primo evento a segnare l’inizio di questa convergenza editoriale che vede la convergenza dei due colossi americani è niente meno che un’intervista al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che sarà trasmessa dal vivo online lunedì 10 ottobre, contemporaneamente sia su Yahoo che sul sito dell’emittente, e si baserà sulle domande degli utenti di Yahoo e dei lettori di ABC News. (continua...)