Social network e banche dati, grandi risorse per il giornalismo investigativo
Internet: Russia, 5 minuti per le notizie e 51 per i social network
Dieci strumenti per un un buon Data journalism
Usando la tecnica tradizionale del decalogo (diffusissima nella cultura giornalistica Usa – tipo ‘’le x cose da imparare per…’’) Troy Thobodeaux ha scritto per Poynter.org un articolo che elenca i 10 strumenti che possono rendere più efficace il Data Journalism – Dai fogli di calcolo ai sisemi di interrogazione dei data base, dai dispositivi per la ‘pulizia’ dei dati agli strumenti per la visualizzazione, fino ai processi di analisi di document set – Un approccio molto didattico, che può essere utile a chi si avvicina in modo non superficiale al giornalismo basato sui dati
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10 tools that can help data journalists do better work, be more efficient
di Troy Thibodeaux (traduzione a cura di Claudia Dani) È difficile rispondere adeguatamente all’ insieme delle pratiche che vanno sotto il nome di data journalism, visto che chi se ne occupa deve scoprire e applicare continuamente un mix di nuovi di strumenti. Agli esordi, come giornalista di data journalism,sarà necessario afferrare il senso degli strumenti che altri stanno già utilizzano. Non vanno compresi ad usati tutti in un solo colpo e nemmeno bisogna andare avanti tramite tentativi. È necessarioPc al mattino, tablet la sera e smartphone nelle ore centrali della giornata
Una indagine di ComScore sulla frequenza e la modalità con cui si utilizzano i dispositivi di accesso alla Rete – Un quadro articolato che, secondo l’ Ejo dovrebbe convincere le aziende editoriali a diversificare i modelli di offerta dei contenuti sui tre canali
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Una ricerca effettuata recentemente da ComScore ha delineato la frequenza e la modalità con cui si utilizzano negli Stati Uniti i dispositivi di accesso alla Rete, computer, tablet e smartphone. Si tratta di dati essenziali per l’ elaborazione delle strategie delle aziende editoriali, obbligate a diversificare i modelli di offerta dei contenuti sui diversi canali.
Come racconta Piero Macrì sull’ Osservatorio europeo di giornalismo, la ricerca ha rilevato sostanzialmente queste modalità:
- Computer – Il traffico è costante durante le ore del mattino. I picchi si registrano all’ora di pranzo per diminuire rapidamente nelle ore serali
- Tablet – Traffico modesto durante le ore lavorative con picchi nelle prime ore della giornata e in aumento in serata tra le otto e mezzanotte.
- Smartphone – Traffico costante nelle ore centrali della
Libri: Il Cavaliere nella Rete
Internet ha contributo in maniera rilevante al declino del berlusconismo, cominciando a minare la forza persuasiva della televisione, che era stata il cuore del progetto (e della egemonia culturale) di Berlusconi – Esce giovedì in libreria ‘Il Suicidio’, un saggio di Edmondo Rho sullo sgretolamento dell’ ‘impero’
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Internet ha contributo in maniera rilevante al declino del berlusconismo, cominciando a minare la forza persuasiva della televisione, che era stata il cuore del progetto (e della egemonia culturale) di Berlusconi.
E’ una delle tesi che Edmondo Rho avanza ne ''Il Suicidio; il declino del berlusconismo, cronache e retroscena'', un saggio che sarà in libreria a partire dal 21 ottobre (Melampo editore, 160 pagg., 15 euro).
(continua...)
Carta di Firenze, un accordo con gli editori su un tariffario realistico
E' l' ipotesi avanzata da Marco Renzi, professionista disoccupato e collaboratore di Lsdi, in queste riflessioni sulla due giorni fiorentina - Una giusta retribuzione è l' elemento che accomuna tutti i giornalisti esterni alle redazioni e allora un ''listino prezzi'' realistico, un tariffario attendibile redatto dopo capillare consultazione fra Ordine, Sindacato unitario, rappresentanze dei lavoratori esterni e, naturalmente, editori, potrebbe essere una strada concreta per andare avanti
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di Marco Renzi
E venne la Carta di Firenze. Presa di posizione deontologica, solenne, ufficiale, dell' Ordine dei Giornalisti.
A beneficiarne, o a farne le spese, - decidete voi - come al solito, i precari, quei giornalisti non "possessori di contratto" e per questo ampiamente sfruttati ad ogni pie' sospinto da capi, capetti, editori, e ranghi compatti delle scarsamente illuminate truppe delle istituzioni giornalistiche. E' di questo che stiamo parlando o sbaglio? Per caso l' avete letta la Carta di Firenze? Avete forse scorto nel prezioso documento elementi di concretezza per dare una svolta, una volta per tutte, allo sfruttato mondo del cosiddetto lavoro atipico nell'informazione? L'ennesimo documento di indirizzo morale non può fornire