Monthly Archives: ottobre 2011

Reti sociali: una guida per i redattori dell’ Afp

26 ottobre 2011
Afp Ora che le reti sociali sono diventate indispensabili per ogni giornalista che si rispetti, la France Presse (Afp), la maggiore Agenzia di stampa francese, ha pubblicato per i suoi guiornalisti una guida sul modo con cui usare Twitter, Facebook o LinkedIn. Il primo invito è a indicare il loro nome e la loro qualità di giornalista dell’ agenzia. Chi volesse invece esprimersi a titolo personale è tenuto a farlo attraverso un account personale in modo da ‘’conservare una posizione di neutralità’’, a cui l’ agenzia tiene molto, e ‘’per evitare quasiasi confusione’’. Riservando ovviamente all’ agenzia la priorità sulle notizie raccolte nel quadro del suo lavoro, il giornalista avrà la possibilità di usare le reti sociali per esprimere ‘’notazioni personali, dettagli di colore, aneddoti, informazioni ulteriori’’. La guida verrà aggiornata regolarmente tenendo conto delle osservazioni dei giornalisti sul campo. (via archimag.com)

Quotidiani in mezzo a una strada, a Parigi

26 ottobre 2011
Strada ‘’Il digitale è fondamentale, ma il modello 100% online non può funzionare’’. E’ per protestare contro questa prospettiva che migliaia di copie di quotidiani – soprattutto Le Parisien e France soir -  sono stati gettati in strada a Parigi per protestare contro i tagli nel settore della carta stampata. La protesta si è concentrata a Rue Lafayette, nel cuore della capitale, dove il traffico è stato bloccato, davanti alla sede della Federazione degli editori. “Questa azione è simbolica perché vogliono mettere i giornali per strada come a France Soir o a La Tribune. E’ uno spreco. Siamo consapevoli che il digitale è fondamentale, ma il modello 100% digitale non può funzionare”, ha detto Romain Altmann, responsabile per la comunicazione di InfoCom-CGT, uno dei sindacati che ha organizzato la protesta. La direzione di France Soir, sull’orlo del fallimento, ha recentemente annunciato di voler abbandonare la versione cartacea, il prossimo dicembre, per limitarsi al solo web, eliminando di fatto i tre quarti dei posti di lavoro. Da parte sua, la direzione del Parisien/Aujourd’hui en France ha presentato un piano di ristrutturazione da 30 milioni di euro, con il possibile taglio di 48 posti di

Raccontare storie altrimenti non raccontabili,
la grande sfida del Data journalism

23 ottobre 2011
ebook Il processo di digitalizzazione ha generato una immensa quantità di materiale da scoprire, analizzare, confrontare e processare: esso richiede nuove, complesse competenze professionali ma pone concretamente nuovi piani di interazione fra giornalismo e interessi di cittadinanza, attraverso il movimento per l’ Open Data e la trasparenza degli atti della pubblica amministrazione – L’ aspetto giornalistico e quello civico si intrecciano ripetutamente nella ricostruzione fatta da ‘’Open Data – Data Journalism: trasparenza e informazione al servizio delle società nell’era digitale’’, di Andrea Fama, il secondo volume della collana e-book di giornalismo”, curata da Lsdi insieme al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia e a Simplicissimus, che sarà presentato il 27 ottobre a Roma nella sede della Fnsi e che qui pubblichiamo – Una nuova razza di giornalisti del futuro in grado di leggere anche nei territori della Rete apparentemente irraggiungibili e di cogliere le opportunità di collaborazione con quelle realtà già esistenti in possesso dei saperi  tecnici necessari per sviluppare progetti giornalistici di ampia portata – La situazione e le opportunità in Italia – Mentre le redazioni devono attrezzarsi a questi compiti, le associazioni che si battono per la trasparenza

Amedeo Vergani, lo scatto che racconta

23 ottobre 2011
Amedeo Lo scatto che racconta: è intitolata così una mostra sul lavoro fotogiornalistico di Amedeo Vergani, uno dei fondatori di Lsdi, morto la notte del primo maggio 2010 nella sua casa di Merone, nel cuore della Brianza. La mostra si apre sabato prossimo (29 ottobre) nelle sale del Palazzo Civico ‘’Zaffiro Isacco’’, a Merone, e resterà aperta fino al 6 novembre. Sono foto di viaggio soprattutto, scatti che raccontano quello che a volte le parole non riescono a raccontare. Il grande fotogiornalismo. (continua...)

Il digitale non riesce ancora a intaccare il duopolio Rai-Mediaset

22 ottobre 2011
DuopolioUno studio sui media digitali in Italia, realizzato per la Fondazione Open Society e presentato qualche giorno fa a Roma, offre un quadro pessimistico della situazione, spiegando che l’ inadeguatezza delle politiche pubbliche sui media e l’ informazione nasce proprio dalla priorità che continua ad essere data alla difesa degli interessi consolidati del duopolio ----- Il passaggio al digitale e la diffusione della rete non sono riusciti a intaccare in maniera significativa il duopolio Rai-Mediaset che, anche se Sky si è conquistata un 10% dell' ascolto tv, continuano a spartirsi l' 80% degli ascolti. Neanche la spartizione delle frequenze in seguito al digitale è stata determinante, favorendo ancora il duopolio tanto da spingere la Commissione europea ad aprire una procedura di infrazione contro l' Italia, anche se poi il procedimento è stato ritirato. E gli interessi consolidati del duopolio televisivo condizionano in maniera determinante il quadro del sistema mostrando l' inadeguatezza delle politiche pubbliche sui media e l' informazione. Sono alcune delle considerazioni emerse da uno studio sulla situazione dei media digitali in Italia presentato martedì a Villa Medici, a Roma, nell' ambito del Festival Eurovisioni. (continua...)

I social media come nuovo tessuto culturale

22 ottobre 2011
Solis1 Brian Solis, uno dei maggiori esperti di nuovi media, parte dai dati di una recente ricerca della Nielsen sull’ uso dei social network negli Stati Uniti per sostenere che ormai essi rappresentano la ‘’nuova normalità’’ e per lanciare il suo ultimo saggio, The end of business as usual ---------- Le donne e gli internauti (di entrambi i generi) fra i 18 e i 34 anni sono, fra gli americani, i maggiori frequentatori dei media sociali (social network e blog). Le persone della fascia 35-49 sono dei visitatori altrettanto avidi visto che frequentano i social media con un tasso del 4% superiore alla media di tutti gli internauti americani. Sono alcuni dei dati emersi da un recente Report della Nielsen sui Social Media. Come si vede nella tabella, le donne superano nettamente i maschi – 103 a 96 -, mentre gli utenti fra i 18 e i 34 anni hanno una frequentazione delle reti sociali dell’ 8% superiore a quella della media degli americani. (continua...)

Sette giornalisti (qualunque) del New York Times raccontano perché, come e cosa scrivono

21 ottobre 2011
Perchè-scrivo Le notizie sul giornalismo e sui giornalisti occupano uno spazio sterminato della Rete, ma è difficile trovare spunti sulle esperienze individuali concrete dei giornalisti, ricostruzioni della loro storia, racconti sul modo con cui la professione viene affrontata nel lavoro quotidiano. E’ quello che ha cercato di fare una redattrice del New York Times, che ha posto ad alcuni colleghi del giornale tre semplici domande: Come sei diventato giornalista? Qual è la cosa più strana o più interessante che hai scritto? Come descrivi il tuo processo di scrittura giornalistica? Katherine Schulten lo ha fatto in occasione del National Day on Writing, che è stato appena celebrato con successo negli Stati Uniti, raccogliendo sul suo blog sul sito del New York Times le risposte di sette giornalisti della testata, che si occupano di cose diverse – dalla politica internazionale ai necrologi, dalla scienza alla scuola e allo sport. Si tratta di uno spaccato molto interessante sul giornalismo americano in carne ed ossa. L’ iniziativa ha avuto un seguito su Twitter, dove continuano ad arrivare decine di segnalazioni, commenti, riflessioni sulla materia viva, al tag: #vhyIwrite.

Giornalismo partecipativo, fioriscono nuove piattaforme

21 ottobre 2011
Blottr Blottr, nato nell' agosto 2010 a Londra, è arrivato in Francia e lunedì aprirà in Germania, ma punta ad espandersi in altre sette paesi - Negli Usa nasce Fuego, mentre il Guardian apre una finestra sulla sua newslist ----- Dal 12 ottobre è in funzione in Francia e da lunedì prossimo comincerà a funzionare anche in Germania. Blottr, una piattaforma di giornalismo partecipativo che raccoglie testimonianze dei cittadini in diretta e in tempo reale e che è integrabile nell' attività dei giornali. Il progetto è stato avviato in Gran Bretagna nell’ agosto del 2010 e sei mesi fa ha ricevuto un finanziamento di un milione di sterline destinati a sostenerne l’ espansione. In Uk – racconta  Journalism.co.uk – ha già raccolto un network di più di 1.000 ccittadini-cronisti , giornalisti non professionali e blogger che scrivono sugli avvenimenti di attualità, gestiscono i commenti e vengono pagati sulla base dei click che i loro articoli registrano. (continua...)

Un genocidio via radio

20 ottobre 2011
Ruanda La tesi di una studentessa dell’ università di Padova analizza il ruolo di una emittente radiofonica nel massacro del popolo tutsi in Ruanda -  ‘’La voce dell’ odio, il genocidio in Ruanda e il ruolo dei media’’, ricostruisce in profondità la vicenda di Radio-Télévision Libre de Mille Collines, l' emittente manovrata dai circoli estremisti hutu del Paese: utilizzata inizialmente come principale mezzo per fomentare la propaganda dell' odio etnico  e poi come vero e proprio strumento per dirigere i massacri -  Fondatori, giornalisti e collaboratori più stretti sono stati accusati di genocidio e di crimini contro l' umanità dallo speciale Tribunale internazionale perché ‘’pienamente consapevoli del potere delle loro parole nei confronti della popolazione ruandese’’ ----------- Nel 1994 in Ruanda venne perpetrato un genocidio: in soli 100 giorni più di ottocentomila persone vennero sterminate. I massacri raggiunsero un ritmo così violento e sostenuto con l' aiuto di un particolare mezzo di comunicazione: la radio. Un medium capace di raggiungere istantaneamente grandi masse e che in questo caso accelerò il processo di coordinamento dello sterminio rivolgendosi direttamente al popolo ed spingendolo ad imbracciare i machete e ad uccidere. Si tratta di Radio-Télévision

Wikileaks, una grande sfida per l’ innovazione nelle redazioni

19 ottobre 2011
Wikileaks Alla Conferenza di Kiev sul giornalismo investigativo Andy Lehren (New York Times) e David Leigh (Guardian) hanno raccontato l’ impatto che i materiali diffusi dal sito di Assange hanno avuto sull’ organizzazione delle redazioni, costrette a trovare nuove strategie di gestione e controllo: catalogare le informazioni, creare database di ricerca, avviare indagini transnazionali per controllare l’attendibilità delle notizie e ricostruire le vicende – Una parte degli staff impiegati nell’ operazione Cablegate sono stati impegnati unicamente nel lavoro di verifica e controllo, il tutto, spesso nella massima segretezza – La centralità del ruolo del giornalista e l' accelerazione nell' affermarsi di nuove figure essenziali, come i data visualizer per il text mining, la destrutturazione e l’ estrazione delle informazioni implicite dall’ insieme dei cablogrammi ----- (a. c.) – Kiev - Quando i cablogrammi di Wikileaks hanno fatto irruzione nelle redazioni dei principali giornali del mondo, hanno scatenato una vera rivoluzione nel mondo dell’ informazione e della gestione di dati e fonti. Gli addetti ai lavori sono stati costretti a trovare nuove strategie per gestire nel modo più adeguato il materiale. Si trattava di catalogare le informazioni, creare database di ricerca e