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Nuovi dati sulla progressiva frammentazione della professione in Italia
30 ottobre 2011
La lunga marcia dei media alternativi alla conquista dell’ egemonia
30 ottobre 2011
A Montpellier, in Francia, un forum delle testate indipendenti ha fatto il punto sulla situazione dell’ ‘’altra stampa’’, chiarendo che se alcune testate vengono qualificate come ‘’alternative’’, è soprattutto perché la stampa ‘’tradizionale’’ non svolge più la sua funzione nei confronti dei cittadini e pecca sempre di più di mancanza di indipendenza
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I media cosiddetti ‘’alternativi’’ non devono essere una alternativa alla stampa dominante ma devono partire alla sua conquista e imporsi come stampa autorevole. E’ la tesi espressa da Nicolas Sené, giornalista di Fakir, una delle testate francesi considerate ‘’alternative’’, al Forum sui media indipendenti che si è tenuto nei giorni scorsi all’ Hôtel de région di Montpellier.
All’ incontro – racconta Hautcourant – hanno partecipato 200 giornalisti di varie testate, fra cui CQFD, Fakir, Médiapart, Le monde diplomatique e Acrimed, discutendo dell’ ‘’altra’’ stampa.
Una delle indicazioni emerse è che, se alcune testate vengono qualificate come ‘’alternative’’, è soprattutto perché la stampa ‘’tradizionale’’ non svolge più la sua funzione nei confronti dei cittadini e pecca di mancanza di indipendenza. Molti hanno sottolineato anche il vizio di un eccessivo ripiegamento su se stessa dell’ informazione alternativa.
(continua...)
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Dopo Wall Street perché non occupare le redazioni?
26 ottobre 2011
Perché dopo Wall Street non occupare anche le redazioni? Non è l’ invito di qualche mediattivista del movimento Occupy Wall Street, ma la proposta provocatoria lanciata dal columnist David Carr sul New York Times.
Carr – osserva Pier Luca Santoro sul suo Giornalaio - tratteggia gli effetti della crisi del mondo editoriale per i giornalisti d’oltreoceano, dipingendo una situazione che pare molto simile a quella della finanza e delle banche.
Perdita di posti di lavoro e, per chi resta, condizioni sempre più difficili di precarietà basata su ritmi lavorativi crescenti e compensi calanti sono la norma alla quale fanno invece da contraltare bonus stellari per i manager che hanno, sostiene Carr, generato questa situazione.
Dal parallello nasce l’ idea di adottare le stesse modalità del movimento partito da Occupy Wall Street occupando le redazioni per essere ascoltati.