E-book, un mercato in ebollizione
19 settembre 2011
Diversità di genere nel trattamento delle notizie?
18 settembre 2011
Editoria digitale: in Italia una ‘’corsa di cavalli zoppi’’?
18 settembre 2011
Facebook: ‘Subscribe button’, piccolo manuale per i giornalisti
17 settembre 2011
New Subscribe button lets journalists use Facebook like Twitter
di Jeff Sonderman
Subscribe button (‘’Ricevi gli aggiornamenti’’), il nuovo servizio di Facebook, ha delle implicazioni importanti per i giornalisti. Fino ad oggi l’ unico modo per connettersi con il profilo di qualcuno era diventarne amico. Ma ora c’ è un’altra possibilità. Le persone possono sottoscrivere per vedere gli aggiornamenti pubblici di una persona fra le loro notizie senza aggiungere questa persona come amico. Questo rappresenta un grande cambiamento nel modo in cui Facebook opera. Qui sotto 5 cose fondamentali che i giornalisti dovrebbero capire di questa novirà. 1. Bisogna per prima cosa decidere di partecipare, è un’opzione da attivare. Bisogna andare a questa pagina e abilitare la funzione. Solo allora altri utenti FB potranno visitare il profiloGiornalismo digitale: il marketing avanza e rompe la separazione fra ‘’stato’’/pubblicità e ‘’chiesa’’/informazione (Innovazioni e paradossi di una ‘’rivoluzione’’ ancora in cerca di un modello economico/9)
17 settembre 2011
Il nono e ultimo capitolo di ‘’The story so far’’, la Ricerca sul giornalismo digitale della Columbia, dedicato alla gestione manageriale del settore, dedica un’ ampia analisi al ruolo del marketing mettendo in rilievo come esso finisca a volte per essere rilevante almeno quanto quello della produzione dei contenuti, e nello stesso tempo segnala anche la trasformazione della figura del giornalista, che ora non può fare a meno di un punto di vista manageriale – I direttori, infatti, sono sempre più tenuti a considerare gli articoli anche sotto il profilo dei potenziali ricavi, tanto che un manuale ad uso interno di Aol li invita la direzione a considerare che il prezzo di acquisto di un articolo non dovrebbe superare la metà dei ricavi pubblicitari che ci si aspetta possano derivare da esso – L’ ampliamento del numero di lettori, una volta affidato agli esperti di tiratura, ora è assegnato a impiegati commerciali ed editoriali che sviluppano “strategie di crescita del pubblico” individuando le forme migliori di copertura giornalistica - Quando decidono quali argomenti possano attrarre più lettori, o lettori di fasce differenti, questo influisce sugli sforzi della redazione e dei
Account pirata contro la politica editoriale dei grandi gruppi
17 settembre 2011
Entro cinque anni il Pulitzer a un robot-giornalista
16 settembre 2011
YouTube punta anche al giornalismo d’ inchiesta
15 settembre 2011
Il gigante dei video è in trattative col CIR, il Centro di giornalismo investigativo di Berkeley (Usa), per realizzare una piattaforma che dovrebbe chiamarsi YouTubeInvestigative – I media tradizionali sono costretti a ricorrere a fonti esterne per avere dei contenuti che non riescono a produrre, mentre i social media come You Tube non vedono l’ ora di sbarcare in un settore che è stato abitualmente dominato dai media tradizionali
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YouTube sta lavorando al lancio di un servizio dedicato al giornalismo d’ inchiesta, in risposta alla ‘’scarsità di informazioni approfondite sui media tradizionali’’. Dovrebbe chiamarsi YouTubeInvestigative e nascere da una collaborazione fra il gigante dei video e il Centro per il giornalismo investigativo (CIR) di Berkeley, un’ organizzazione senza fini di lucro che – spiega 233grados.com – dovrebbe provvedere a fornire di contenuti la nuova piattaforma.
Robert Rosenthal, direttore esecutivo del CIR, ritiene che le limitazioni intrinseche dei media tradizionali obbligano gli editori a ricorrere a fonti esterne di informazioni giornalistiche. ‘’Cercano contenuti che non possono produrre’’, ha detto ad ABC News Australia.
Rosenthal pensa che le piattaforme di media sociali come YouTube “non vedono l’ ora di potersi impegnare in un
Nove svizzeri su 10 leggono regolarmente un quotidiano
15 settembre 2011
Secondo l’ Agenzia elvetica per le indagini sui media la percentuale dei lettori di giornali rimane stabile, mentre aumenta la diffusione dei quotidiani gratuiti – Ma qualche preoccupazione comincia a circolare anche nella Confederazione visto che la ministra per le comunicazioni lancia un appello agli editori a ‘’rafforzare la carta stampata’’
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Nove cittadini svizzeri (dai 14 anni in su) su 10 leggono regolarmente un quotidiano (il 90,2%). E’ il dato di maggior effetto che emerge dagli ultimi dati della Wemf (Agenzia elvetica per l’ indagine sui media), che forniscono un quadro piuttosto positivo della stampa elvetica.
In particolare il settore dei gratuiti sta conoscendo un forte sviluppo – racconta l’ European Journalism Observatory -, che conquista sempre più lettori: esponenziale la crescita di 20 Minuten che nell’ ultimo decennio è salita da 314.000 a 1,38 milioni di lettori.
Per la stampa generalista e di qualità invece il numero dei lettori è rimasto stabile (90,2% della popolazione dai 14 anni in su), anche se la diffusione diminuisce dell’ 1,2%.
(continua...)
Pubblicità: oltre 40 aziende aderiscono al manifesto contro lo stereotipo femminile
15 settembre 2011