Monthly Archives: settembre 2011

E-book, un mercato in ebollizione

19 settembre 2011
e-readerMentre Sony sta per aprire e-book store anche in Europa (in Italia primi del 2012), Amazon lancia un nuovo Kindle da 7 pollici che dovrebbe essere dotato anche di una applicazione Pulse per la lettura delle news, cosa che segnerebbe il passaggio dell’App ad un pubblico decisamente mainstream ---------- (a.f) - Cinque anni dopo il lancio ufficiale, Sony è finalmente pronta ad aprire le porte dei propri e-book store anche in Europa. Dopo Nord America (2006) e Giappone (2010), i Reader Store sbarcano nel Regno Unito (apertura prevista per ottobre 2011), in Germania e in Austria (entro la fine dell’anno), e poi finalmente anche in Italia, Francia e Spagna per gli inizi del 2012 – in attesa di colonizzare ulteriori mercati a data da destinarsi. Il lancio è contestuale all’annuncio da parte del colosso giapponese del nuovo Reader, più leggero di Kindle e dotato di touch-screen e zoom in grado di riadattare i testi. Naturalmente, dal nuovo lettore si può accedere allo store di casa. In proposito, le prime indiscrezioni anticipano che gli store del Regno Unito avranno più di 100.000 titoli, oltre che quotidiani come Daily

Diversità di genere nel trattamento delle notizie?

18 settembre 2011
Abramson La neodirettrice del New York Times nega che le giornaliste abbiano gusti e sensibilità differenti nel trattamento dell’ informazione, ma molte sue colleghe non sono d’ accordo ed esaltano l’ importanza della diversità di genere nelle redazioni giornalistiche – Un articolo sul sito del Maynard Institute for Journalism Education (clicca sulla foto per ingrandire) ----- Jill Abramson, da poco diventata la prima donna alla direzione del New York Times nei suoi 160 anni di storia, ha detto qualche giorno fa che "l’ idea secondo cui le donne giornaliste avrebbero un gusto e una sensibilità diverse non è assolutamente vera." Ma questa dichiarazione non hanno trovato d’ accordo, negli Stati Uniti, alcune donne che hanno studiato il rapporto fra donne e giornalismo. Abramson ha fatto quella asserzione – racconta Richard Prince su Journal-isms, il suo blog sul sito del Maynard Institute for Journalism Education – in una intervista ad Arthur S. Brisbane, public editor (ombudsman) del NYT, pubblicata domenica. (continua...)

Editoria digitale: in Italia una ‘’corsa di cavalli zoppi’’?

18 settembre 2011
Cavalli-zoppi Per l’ editoria italiana ‘’la grande marcia al digitale pare più una corsa di cavalli zoppi’’. E’ la (amara) conclusione che Pier Luca Santoro, sul suo Giornalaio, trae analizzando i dati sul periodo aprile-luglio 2011 dell’indagine periodica di Audipress sulla lettura di quotidiani e periodici nel nostro paese, che ha fornito anche i dati relativi ai visitatori del sito web della testata corrispondente. Oltre a confermare che l’ Italia è una Repubblica fondata sulla  “Gazzetta dello Sport”, l’ indagine mette in rilievo come moltissime testate anche di ampia diffusione (come ad esempio, Chi o Al Volante), non abbiano neppure un sito web. Oppure – osserva ancora Santoro - come il numero di visitatori sia davvero marginale con, ad esempio, Quattroruote o Focus tra i mensili e L’Espresso e Donna Moderna per i settimanali che hanno un rapporto almeno di 1 a 10

Facebook: ‘Subscribe button’, piccolo manuale per i giornalisti

17 settembre 2011
FB Nella rincorsa a Twitter e Google+,  FB ha introdotto uno strumento che dovrebbe separare lo ‘spazio’ pubblico da quello privato -  Non serve più essere ‘amici’ per potere vedere gli ultimi aggiornamenti degli altri utenti ed è possibile scegliere  quanti e quali aggiornamenti ricevere – Jeff Sonderman, un esperto di digital media, elenca 5 aspetti del nuovo servizio che possono interessare il giornalismo -------

New Subscribe button lets journalists use Facebook like Twitter

di Jeff Sonderman
Subscribe button (‘’Ricevi gli aggiornamenti’’), il nuovo servizio di Facebook, ha delle implicazioni importanti per i giornalisti. Fino ad oggi l’ unico modo per connettersi con il profilo di qualcuno era diventarne amico. Ma ora c’ è un’altra possibilità. Le persone possono sottoscrivere per vedere gli aggiornamenti pubblici di una persona fra le loro notizie senza aggiungere questa persona come amico. Questo rappresenta un grande cambiamento nel modo in cui Facebook opera. Qui sotto 5 cose fondamentali che i giornalisti dovrebbero capire di questa novirà. 1. Bisogna per prima cosa decidere di partecipare, è un’opzione da attivare. Bisogna andare a questa pagina e abilitare la funzione. Solo allora altri utenti FB potranno visitare il profilo

Giornalismo digitale: il marketing avanza e rompe la separazione fra ‘’stato’’/pubblicità e ‘’chiesa’’/informazione
(Innovazioni e paradossi di una ‘’rivoluzione’’ ancora in cerca di un modello economico/9)

17 settembre 2011
Digital Il nono e ultimo capitolo di ‘’The story so far’’, la Ricerca sul giornalismo digitale della Columbia, dedicato alla gestione manageriale del settore, dedica un’ ampia analisi al ruolo del marketing mettendo in rilievo come esso finisca a volte per essere rilevante almeno quanto quello della produzione dei contenuti, e nello stesso tempo segnala anche la trasformazione della figura del giornalista, che ora non può fare a meno di un punto di vista manageriale – I direttori, infatti, sono sempre più tenuti a considerare gli articoli anche sotto il profilo dei potenziali ricavi, tanto che un manuale ad uso interno di Aol li invita la direzione a considerare che il prezzo di acquisto di un articolo non dovrebbe superare la metà dei ricavi pubblicitari che ci si aspetta possano derivare da esso – L’ ampliamento del numero di lettori, una volta affidato agli esperti di tiratura, ora è assegnato a impiegati commerciali ed editoriali che sviluppano “strategie di crescita del pubblico” individuando le forme migliori di copertura giornalistica - Quando decidono quali argomenti possano attrarre più lettori, o lettori di fasce differenti, questo influisce sugli sforzi della redazione e dei

Account pirata contro la politica editoriale dei grandi gruppi

17 settembre 2011
hacker Crescono i casi di  hackeraggio dei profili di testate e giornalisti famosi da parte di gruppi che li usano per lanciare notizie e allarmi falsi – Dagli Script Kiddies a ‘Sophie Germain’ – In Venezuela diventa uno strumento  di lotta politica ---------- Qualche giorno fa il gruppo The Script Kiddies ha rivendicato la paternità della creazione di un account falso su Twitter della NBC News in cui i pirati informatici avevano annunciato ai 130.000 followers della catena tv Usa un falso attacco aereo a  Ground zero di New York. Non è un caso isolato. L’ FBI – racconta 233grados.com ha spiegato di aver aperto una inchiesta, tenendo anche conto che il gruppo (il nome si riferisce alla possibilità di compiere facilmente delle intrusioni) in precedenza aveva attaccato un altro account, quello della Fox News, per annunciare l’ uccisione di Barack Obama. Un modo – aggiunge il sito spagnolo – per ribadire le proprie critiche alla politica editoriale dei grandi gruppi editoriali e di alcuni giornalisti. (continua...)

Entro cinque anni il Pulitzer a un robot-giornalista

16 settembre 2011
PulitzerLo assicura provocatoriamente Kris Hammond, uno dei fondatori di Narrative Science, l’ azienda Usa che ha sviluppato un programma in grado di raccogliere dati – statistiche sportive o rapporti finanziari – per trasformarli in notizie, in testi giornalistici – Il passo avanti rispetto ad altri programmi, secondo il New York Times, è nella capacità di questo software di fare collegamenti e deduzioni e di presentare i diversi punti di vista – L’ azienda ha raccolto finora una ventina di clienti, fra cui alcune catene di quotidiani Usa che per ora pensano di utilizzarlo per realizzare delle sintesi automatizzate che consentano di ampliare la copertura dello sport giovanile locale e per produrre articoli sui risultati finanziari trimestrali delle aziende della zona – Tra l’ altro anche i prezzi sono competitivi, meno di 10 euro per un articolo di 500 parole,  e sono probabilmente destinati a scendere -  Ma anche 10 dollari, osserva Steve Lohr sul New York Times,  sono un prezzo più conveniente della media dei costi ad articolo a Patch. Com (il grande network di siti locali che fa capo ad AOL), per esempio,  o a Demand Media ----- Entro

YouTube punta anche al giornalismo d’ inchiesta

15 settembre 2011
YoutubeIl gigante dei video è in trattative col CIR, il Centro di giornalismo investigativo di Berkeley (Usa), per realizzare una piattaforma che dovrebbe chiamarsi  YouTubeInvestigative – I media tradizionali sono costretti a ricorrere a fonti esterne per avere dei contenuti che non riescono a produrre, mentre i social media come You Tube non vedono l’ ora di sbarcare in un settore che è stato abitualmente dominato dai media tradizionali ----- YouTube sta lavorando al lancio di un servizio dedicato al giornalismo d’ inchiesta, in risposta alla ‘’scarsità di informazioni approfondite sui media tradizionali’’. Dovrebbe chiamarsi YouTubeInvestigative e nascere da una collaborazione fra il gigante dei  video e il Centro per il giornalismo investigativo (CIR) di Berkeley, un’ organizzazione senza fini di lucro che – spiega 233grados.com – dovrebbe provvedere a fornire di contenuti la nuova piattaforma. Robert Rosenthal, direttore esecutivo del CIR, ritiene che le limitazioni intrinseche dei media tradizionali obbligano gli editori a ricorrere a fonti esterne di informazioni giornalistiche. ‘’Cercano contenuti che non possono produrre’’, ha detto ad ABC News  Australia. Rosenthal pensa che le piattaforme di media sociali come YouTube “non vedono l’ ora di potersi impegnare in un

Nove svizzeri su 10 leggono regolarmente un quotidiano

15 settembre 2011
20-Minuti Secondo l’  Agenzia elvetica per le indagini sui media la percentuale dei lettori di giornali rimane stabile, mentre aumenta la diffusione dei quotidiani gratuiti – Ma qualche preoccupazione comincia a circolare anche nella Confederazione visto che la ministra per le comunicazioni lancia un appello agli editori a ‘’rafforzare la carta stampata’’ ---------- Nove cittadini svizzeri (dai 14 anni in su) su 10 leggono regolarmente un quotidiano (il 90,2%). E’ il dato di maggior effetto che emerge dagli ultimi dati della Wemf (Agenzia elvetica per l’ indagine sui media), che forniscono un quadro piuttosto positivo della stampa elvetica. In particolare il settore dei gratuiti sta conoscendo un forte sviluppo – racconta l’ European Journalism Observatory -, che conquista sempre più lettori: esponenziale la crescita di 20 Minuten che nell’ ultimo decennio è salita da 314.000 a 1,38 milioni di lettori. Per la stampa generalista e di qualità invece il numero dei lettori è rimasto stabile (90,2% della popolazione dai 14 anni in su), anche se la diffusione diminuisce dell’ 1,2%. (continua...)

Pubblicità: oltre 40 aziende aderiscono al manifesto contro lo stereotipo femminile

15 settembre 2011
Pari-o-dispare L’ iniziativa lanciata nel gennaio scorso da’’Pari o dispare’’, il movimento per un uso responsabile dell’ immagine femminile da parte degli investitori pubblicitari, sta inducendo le aziende a ‘’ una riflessione e un’ attenzione diversa nel ‘guardare’ le proprie campagne pubblicitarie’’, racconta Cristina Molinari, presidente del Comitato –Un articolo su Tabloid ---------- Oltre 40 aziende hanno aderito al Manifesto per un uso responsabile dell’ immagine femminile in pubblicità  lanciato a gennaio dal comitato ‘’Pari o dispare’’. Lo annuncia un ampio articolo sul numero di Tabloid (il magazine dell’ Ordine dei giornalisti della Lombardia) in distribuzione in questi giorni. Chi aderisce  al manifesto si impegna a non associare il proprio marchio a messaggi discriminatori o degradanti. (continua...)