Un tempo c’ erano le telescriventi. Ora, nella redazione del Boston Globe campeggiano dei grandi monitor su cui scorre durante tutto il giorno il flusso di notizie che il giornale diffonde via Twitter attraverso l’ account @BostonUpdate/bostonglobe. E che permettono di vedere tutti i collegamenti e i rapporti che Twitter consente di realizzare al giornale e ai suoi giornalisti.
Il progetto, curato dallo staff del giornale che segue i social media, è stato chiamato Information Radiator e, come spiega NiemanLab, punta ad incrementare la diffusione delle informazioni all’ interno del giornale, accrescere la familiarità della redazione con il nuovo mondo e incoraggiare un maggior numero di redattori ad utilizzate Twitter.
L’ idea alla base del progetto – racconta Chris Marstall, il tecnologo creativo del Globe – era il bisogno di mostrare alla redazione la nuova realtà di tutti questi nuovi canali di diffusione delle notizie che il giornale sta creando e che si intrecciano fra di loro. ‘’Non c‘ è più solo la carta e il Boston.com, il sito web. Ora ci sono carta, sito gratuto, BostonGlobe.com (ad abbonamenti,ndr) e Twitter’’.
Grandi monitor con Twitter nella redazione del Boston Globe
3 agosto 2011
Un tempo c’ erano le telescriventi. Ora, nella redazione del Boston Globe campeggiano dei grandi monitor su cui scorre durante tutto il giorno il flusso di notizie che il giornale diffonde via Twitter attraverso l’ account @BostonUpdate/bostonglobe. E che permettono di vedere tutti i collegamenti e i rapporti che Twitter consente di realizzare al giornale e ai suoi giornalisti.
Il progetto, curato dallo staff del giornale che segue i social media, è stato chiamato Information Radiator e, come spiega NiemanLab, punta ad incrementare la diffusione delle informazioni all’ interno del giornale, accrescere la familiarità della redazione con il nuovo mondo e incoraggiare un maggior numero di redattori ad utilizzate Twitter.
L’ idea alla base del progetto – racconta Chris Marstall, il tecnologo creativo del Globe – era il bisogno di mostrare alla redazione la nuova realtà di tutti questi nuovi canali di diffusione delle notizie che il giornale sta creando e che si intrecciano fra di loro. ‘’Non c‘ è più solo la carta e il Boston.com, il sito web. Ora ci sono carta, sito gratuto, BostonGlobe.com (ad abbonamenti,ndr) e Twitter’’.
Crisi dei media in Macedonia
3 agosto 2011
Una grave crisi si abbatte sul mercato editoriale di Skopje, molte testate stanno chiudendo e i più penalizzati sembrano i media di opposizione - Nel frattempo, il parlamento adotta una legge bollata dall’opposizione come faziosa - Quello che preoccupa però è l’assenza di una voce critica e obiettiva – Un’ analisi della situazione sull’ Osservatorio sui Balcani
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Fino a 16-17 anni fa, in Macedonia non esisteva la libertà di stampa. Poi lo spazio dei media si è aperto e il settore ha subito una vera e propria impennata. Sono fiorite decine di testate cartacee e online, sono stati creati migliaia di posti di lavoro. Ora però il settore è in crisi, con varie testate che chiudono. Anche se potrebbero essere ‘’solo segnali di un surriscaldamento, temporaneo’’. Ma più che la chiusura di qualche organo di informazione (che forse erano effettivamente troppi per un mercato di soli due milioni di persone) ciò che preoccupa maggiormente è, purtroppo, la crescente difficoltà di trovare una voce autenticamente indipendente nel rumore generale.
E’ il quadro della crisi del mercato editoriale nel paese balcanico che emerge da un’ analisi di Risto Karajkov, pubblicata da Osservatorio sui
Informazione, la sfida delle pre-notizie: come ”predire” il futuro
3 agosto 2011
Un lettore su tre in Usa rinnova l’ abbonamento ai giornali locali anche per abitudine
3 agosto 2011
Solo per il 7% degli abbonati l’ abitudine è però la motivazione principale che, secondo un sondaggio compiuto da Ad Age negli Stati Uniti, per il 50% degli abbonati è, invece, l’ interesse per l’ informazione locale
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Più di un terzo degli abbonati ai giornali locali sottoscrivono l’ abbonamento anche per abitudine, mentre solo per il 7% degli abbonati l’ abitudine è la motivazione principale.
Lo ha rilevato un sondaggio compiuto da Ad Age sulle motivazioni degli abbonati ai giornali locali, secondo cui, invece, per il 50% degli abbonati ai quotidiani locali Usa il principale motivo che li spinge ad abbonarsi è l’ interesse per l’ informazione locale, mentre per il 21% è la possibilità di usufruire dei buoni sconto.
(continua...)
Senzacasa vince un premio giornalistico internazionale
3 agosto 2011
José Espinosa, un ex rappresentante di assicurazioni costretto a trascorrere la notte in un centro per homeless di Philadelphia, ha pubblicato un ritratto-intervista a un ex campione mondiale di pugilato conosciuto in quel centro, che gli è valso il Premio dell’ International Network of Street Papers per la migliore intervista
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José Espinosa, un uomo costretto a passare la notte in un centro per senza casa a Filadelfia, ha vinto un premio giornalistico internazionale.
L’ uomo, ex rappresentante di assicurazioni, ha incontrato in quel centro Matthew Saad, che era stato campione del mondo dei pesi ultraleggeri fra il 1977 e il 1981 (nella foto), e ne aveva ricavato un’ ampia intervista-ritratto, poi pubblicata sul numero di giugno di One Step Away, un giornale scritto e pubblicato interamente da persone senza casa.
L’ articolo, racconta Businessinsider, ora ha vinto il premio dell’ International Network of Street Papers per la migliore intervista.
"Mi sono chiesto: ho perso due anni in questo centro, ma perché sono qui? – ha raccontato Espinosa – Forse questo mi aiuterà a indirizzare la mia vita in un’
L’ era di Google è finita, il vincitore sarà Apple?
3 agosto 2011
Ultima kiosk, arriva anche in Italia l’ edicola digitale?
1 agosto 2011
Dopo ePresse in Francia e Kiosko y mas in Spagna, e mentre in Italia ogni giornale ha la sua applicazione, Simplicissimus lancia Ultima Kiosk per iPad, una edicola in divenire, perché in questa prima edizione non ci sono ancora quotidiani, ma la sfida è aperta (e per gli editori è una sfida a costo zero)
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di Pino Bruno
(da Pinobruno.it)
Ce la faranno, i pionieri di Simplicissimus, a infrangere il muro di miopie/diffidenze/autarchici orticelli/arroganze/supponenze degli editori italiani di giornali, e convincerli a far squadra digitale?
Tutti per un’edicola, un’edicola per tutti. In Francia c’è ePresse, in Spagna c’è Kiosko y más, mentre in Italia ogni giornale e giornalicchio ha la sua applicazione, ma di edicole dove trovarli tutti neanche l’ombra. Ora Simplicissimus lancia Ultima Kiosk per iPad, edicola in divenire, perché in questa prima edizione non ci sono ancora quotidiani.
Già, perché i quotidiani preferiscono andarsene ognuno per i fatti propri, costringendo gli utenti a disseminare il display di tablet e smartphone di innumerevoli icone e applicazioni (pesanti, tolgono spazio!). C’è il giornale che ti permette di acquistarne una copia per volta (come è giusto e sacrosanto),