Monthly Archives: agosto 2011

Ascesa e declino della stampa Usa in una mappa interattiva

8 agosto 2011
Bruno1 Trecento anni di storia dell’industria editoriale e del giornalismo USA, con più di 140mila pubblicazioni, racchiusi in una bellissima mappa realizzata da un gruppo di ricercatori della Stanfod University ---------- di Pino Bruno (pino bruno.it) Il 25 settembre del 1690 a Boston vide la luce il mensile “Publick Occurrences Both Forreign and Domestick” , edito dal libraio Benjamin Harris. Non durò molto, soli quattro giorni, perché il governatore coloniale britannico lo fece chiudere. La stampa libera faceva paura anche allora, nelle colonie di Sua Maestà, ma quel giornale è il First Newspaper in terra d’America. Così è catalogato dalla Library of Congress e così è indicato nella bellissima mappa interattiva della diffusione dei newspapers americani, realizzata dalla Stanford University. (continua...)

Internet: l’ estasi dei grandi numeri

6 agosto 2011
MetricheLa ‘’vertigine statistica’’ come specchio della  insignificanza del digitale rispetto alla realtà? - Un’ analisi di Hubert Guillaud, redattore capo di InternetActu.net e responsabile della Fondation Internet nouvelle génération - Non solo ci riesce difficile penetrare l’ astrazione dei grandi numeri, ma più ancora non sappiamo con  che cosa confrontarli. Fatichiamo a capire che cosa significhino un milione di download o di pagine viste, per esempio, perché non sappiamo con quale altra cosa compararli nella realtà - - Il mondo reale ha saputo creare vari sistemi di misurazione per valutarsi: numero di giornali stampati, numero di biglietti a teatro, numero di telespettatori di una trasmissione, numero di ingressi in un  cinema… Misurazioni che sappiamo decodificare, capire - Le nuove metriche invece sono tanto più affascinanti quanto meno le si capisce e quanto più i contatori del web, proposti molto spesso dagli stessi servizi con la maggiore oscurità possibile, snocciolano numeri su numeri ---------- Le vertige des métriques di Hubert Guillaud (InternetActu.net) Non c’ è niente che mi stanchi di più, da qualche tempo, delle cifre. A forza di vederle sgranate, le une dietro le altre

Data journalism/2: le due piramidi di Paul Bradshaw

6 agosto 2011
Bradshaw1Paul Bradshaw, uno dei più attenti osservatori del mondo del giornalismo, analizza in due post su Onlinejouirnaslismblog.com i principali aspetti del data journalism – Il primo articolo illustra il processo che porta alla realizzazione di un prodotto di data-j attraverso un diagramma a piramide rovesciata composto da cinque fasi: raccogliere, pulire, contestualizzare, incrociare e, infine, comunicare - Nel secondo analizza invece, attraverso un diagramma a piramide ‘’normale’’ le sei modalità di comunicazione del data-j: visualizzazione, narrazione, socializzazione, umanizzazione, personalizzazione e utilizzo – L’ analisi mostra intere aree del giornalismo digitale che non sono ancora dotate di convenzioni chiare né di un concetto di best practice; e ci lascia con alcuni interrogativi: cosa determina una buona umanizzazione? E l’utilità? Quali i migliori esempi di personalizzazione o di data journalism che coinvolgono la dimensione sociale? ---------- Paul Bradshaw, uno dei più attenti osservatori del mondo del data journalism, ha pubblicato su Onlinejouirnaslismblog.com due post in cui definisce, rispettivamente, le fasi che precedono la pubblicazione di un articolo e il modo in cui tali articoli vengono comunicati – un aspetto, quest’ultimo, ancora poco dibattuto. Nel primo post, Bradshaw illustra il processo che

Data journalism/1: dal Guardian una guida in 10 punti

6 agosto 2011
Dj-copertina Simon Rogers, direttore del data Blog del quotidiano inglese, spiega come il data-j non solo si stia modificando ma stia modificando il giornalismo stesso ---------- Il data journalism sta entrando a far parte dell’establishment. Non nel senso elitario e Oxbridgiano del termine (sebbene vi siano dei dati anche su questo), ma nel senso che sta diventando uno standard del settore. Due anni fa, quando abbiamo lanciato il Datablog, il giornalismo dei dati era un fenomeno nuovo. Ancora ci si chiedeva se gli articoli tratti dai dati fossero effettivamente giornalismo, e non tutti avevano letto le risposte fornite in tal senso da Adrian Holovaty. Ma dopo l’inchiesta sulle spese dei parlamentari inglesi e il clamore di Wikileaks, la cosa sorprendente è che nessuno fa più domande del genere. Piuttosto, ci si chiede “come posso farlo anch’io”? Intanto, ogni giorno giornalisti nuovi e sempre più innovativi si affacciano alla professione, portando con sé nuove tecniche e competenze. Con la conseguenza che non solo il data journalism si sta modificando, ma sta trasformando anche il giornalismo stesso. Qual è, dunque, questa evoluzione? E come la stanno gestendo dalla redazione del Guardian?

La bolla che rischia di isolarci dalla società reale

6 agosto 2011
BollaUn saggio dal titolo ‘’The Filter Bubble’’ analizza i ‘’rischi gravissimi’’ che la personalizzazione sempre più accentuata dei servizi web pone, fra cui la perdita della percezione della società nel suo insieme col surrogato di relazioni personali più ideali che reali ----- Rischiamo di chiuderci in una bolla. Una bolla che ha l’effetto di isolarci dalla società, di farci perdere la percezione della società nel suo insieme, con relazioni personali più ideali che reali. E’ il motivo centrale del saggio ‘’The Filter Bubble’’ di Eli Pariser, di cui Luca Conti su Pandemia consiglia la lettura indicandolo come un libro che fa molto riflettere. Dietro i vantaggi di una personalizzazione sempre più accentuata dei servizi offerti dal web (‘’Google ad esempio ha dichiarato di perseguire questo obiettivo e non è l’unico’’) si nasconde infatti ‘’un rischio potenziale gravissimo’’. Il libro – commenta Conti - è ricco di esempi e apre uno scenario inquietante, considerando che sono già all’opera società che raccolgono e profilano gli utenti internet …. senza che noi ce ne rendiamo conto, offrendo poi queste informazioni ad altre aziende o a governi, per scopi più disparati’’. Tra qualche mese – annuncia Conti

Pubblicità: in Canada l’ online supera la carta per la prima volta

5 agosto 2011
Canada Il fatturato della pubblicità online in Canada ha superato per la prima volta quello realizzato dai giornali e lo scarto è destinato a crescere anche nei prossimi anni. Lo rileva uno studio, citato da Lesechos.fr, realizzato dall’ IAB (Interactive advertising bureau), un organismo non governativo che rappresenta l’ industria del marketing online. Secondo i dati della ricerca, i ricavi pubblicitari online sono cresciuti nel 2010 del 23%, superando i 2,2 miliardi di dollari (circa 2,3 miliardi di dollari Usa). Internet ha così spostato in seconda posizione i giornali nella classifica dei media che attirano più investimenti pubblicitari e in cui la televisione continua a conservare il primato. (continua...)

Longshot, un magazine in 48 ore con contributi da tutta la Rete

5 agosto 2011
LongShot E’ uscito il secondo numero di un magazine indicato come un modello di giornalismo innovativo – In 24 ore arrivano i contenuti e in altre 24 ore vengono organizzati e disegnati - La rivista è stampata su carta con i sistemi di print-on-demand e ne viene regalata l’ edizione digitale a chi acquista la copia cartacea - Il numero appena uscito è dedicato al tema del Debito: 68 pagine realizzate con 672 contributi di giornalisti, scrittori, grafici, creativi, impegnati in un grosso esperimento di  crowdsourcing e riuniti in una sorta di redazione/comunità letteraria digitale globale ------------ E’ uscito il numero 2 di Longshot, la rivista che viene realizzata in sole 48 ore assemblando il materiale che arriva da decine di giornalisti, scrittori, grafici, creativi, impegnati in un grosso esperimento di  crowdsourcing e riuniti in una sorta di comunità letteraria digitale globale. Il numero appena pronto è stato realizzato nel week end fra il 29 e il 31  luglio ed è dedicato al tema del debito:  tema di fortissima attualità in questi giorni negli Stati Uniti, che la rivista declina da diversi punti di vista, con un taglio di carattere più letterario/filosofico

Google News, un intervento umano nel tempio degli algoritmi

5 agosto 2011
GoogleNewsParte oggi nell' edizione Usa dell' aggregatore di notizie  Editor’s Pick, un servizio di segnalazione degli articoli importanti delle maggiori testate americane realizzato direttamente dalle redazioni e non affidato agli algoritmi, che sin dalla sua nascita dominano invece la vita di Google News - Secondo NiemanLab la scelta potrebbe avere delle conseguenze importanti nei rapporti (finora spesso tempestosi o comunque sospettosi) fra la grande G e gli editori ----- Da oggi l’ edizione Usa di Google News lancia un nuovo servizio, che contraddice platealmente la ‘’filosofia’’ con cui nel 2002 la grande G presentò la sua pagina di informazioni da tutti i media del mondo: ‘’questa pagina viene generata interamente da algoritmi digitali, senza  alcun intervento umano’’. Si tratta di Editors’ Picks, una pagina in cui Google News presenta al pubblico dei contenuti originali che alcuni giornalisti (umani questa volta; direttori e capiredattore) hanno selezionato dalle proprie pubblicazioni e consigliano come gli articoli più interessanti del momento. (continua...)

Giornalismo digitale: piccolo è bello ma quanto è difficile avere successo
(Innovazioni e paradossi di una ‘’rivoluzione’’ ancora in cerca di un modello economico/3)

5 agosto 2011
Cjr Siti di nicchia e informazione locale e iperlocale: il titolo del terzo capitolo di ''The Story so far'', che pubblichiamo oggi, aggiunge nel titolo: ''il vantaggio di essere piccoli''. Ma mostra come sia difficile gestire questo vantaggio e come il passaggio dalla teoria alla pratica sia irto di problemi – Soprattutto per la la sproporzione di fondo tra i costi di produzione dell’ informazione locale e i ricavi limitati dal basso peso quantitativo del pubblico potenziale e dal basso livello dei prezzi delle inserzioni (oltre che dalla pressione della cultura editoriale tradizionale, difficile da contenere e ancora più difficile da sradicare) – Le difficoltà di TBD, i calcoli ‘’scientifici’’ di Patch, i sostanziali fallimenti dei siti iperlocali lanciati dal New York Times e dal Washington Post mostrano che non è stato ancora prodotta una dimostrazione concreta sul piano commerciale della teoria secondo cui il valore aggiunto starebbe nel prestare maggiore attenzione alla propria comunità –  Alla fine, conclude il Rapporto, definire e attirare un pubblico selezionato è necessario, ovviamente, ma non sufficiente, ma acquisire quel pubblico con un budget limitato è ciò che differenzia le iniziative di successo da quelle

Cento milioni di commenti sull’ Huffington Post

3 agosto 2011
Huff A sei anni dalla sua nascita il sito ha raggiunto il 100milionesimo commento. E’ accaduto  sabato scorso.  Attualmente  il giornale pubblica 175.000 commenti al giorno e – racconta Arianna Huffington, la fondatrice - solo a luglio ne sono arrivati 4,45 milioni ------ Sabato scorso l’ Huffington Post ha raggiunto il tetto dei 100 milioni di commenti. In una intervista con un redattore di Mashable, Arianna Huffington attribuisce questo successo a diversi fattori, il primo dei quali è la cura e la moderazione dei commenti. ‘’Sin dal primo giorno, quando per noi era molto duro utilizzare delle risorse in questo campo, ci siamo imposti di gestire e seguire per bene i commenti’’, dice Huffington. (continua...)