I social network non sono come un’ autostrada che si può chiudere in casi di emergenza, come sostiene il primo ministro inglese, e farlo – sostenendo che ‘’non sarà certo la fine del mondo’’ – significherebbe violare il principio e il diritto della libertà di espressione – Una mossa che governi repressivi di paesi come Cina e Iran accoglierebbero con entusiasmo, come una indiretta giustificazione delle loro politica repressiva - Matthew Ingram su Gigaom e Giovanni Boccia Artieri sulla scoperta dell’ ''uncivic engagement''
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Mentre due giovani inglesi, di 20 e 22 anni sono stati condannati a 4 anni di reclusione per aver usato Facebook per lanciare un appello a scendere in piazza (come tanti altri avevano fatto in Tunisia o in Libia), in Parlamento il primo ministro britannico David Cameron ha spiegato che il governo prendeva seriamente in considerazione l’ ipotesi di bloccare l’ uso collettivo di social network come Facebook e Twitter, paragonando questo dipo di blocco alla chiusura di una strada o alla sospensione del servizio ferroviario a causa di una emergenza.
Intanto, sul Wall Street Journal Gordon Crovitz, un noto commentatore, utilizzava lo stesso argomento, sostenendo che un
Uk riots, l’ uso di Twitter e Facebook è un diritto fondamentale?
18 agosto 2011
I social network non sono come un’ autostrada che si può chiudere in casi di emergenza, come sostiene il primo ministro inglese, e farlo – sostenendo che ‘’non sarà certo la fine del mondo’’ – significherebbe violare il principio e il diritto della libertà di espressione – Una mossa che governi repressivi di paesi come Cina e Iran accoglierebbero con entusiasmo, come una indiretta giustificazione delle loro politica repressiva - Matthew Ingram su Gigaom e Giovanni Boccia Artieri sulla scoperta dell’ ''uncivic engagement''
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Mentre due giovani inglesi, di 20 e 22 anni sono stati condannati a 4 anni di reclusione per aver usato Facebook per lanciare un appello a scendere in piazza (come tanti altri avevano fatto in Tunisia o in Libia), in Parlamento il primo ministro britannico David Cameron ha spiegato che il governo prendeva seriamente in considerazione l’ ipotesi di bloccare l’ uso collettivo di social network come Facebook e Twitter, paragonando questo dipo di blocco alla chiusura di una strada o alla sospensione del servizio ferroviario a causa di una emergenza.
Intanto, sul Wall Street Journal Gordon Crovitz, un noto commentatore, utilizzava lo stesso argomento, sostenendo che un
Una Casa dei giornalisti nel ‘basso’ confiscato a un boss della camorra
18 agosto 2011
Un locale di circa 50 metri quadrati sulla strada, in vicolo Caritatoio ai Cariati, nei quartieri Spagnoli, a Napoli, diventa una ‘Casa dei Giornalisti’, un luogo per ospitare dibattiti sulla libertà d’informazione, una biblioteca di libri di camorra, uno spazio per mostre fotografiche, una ‘mini-redazione’ con laptop e wifi da mettere a disposizione agli operatori della stampa straniera che periodicamente vengono qui per raccontare l’emergenza rifiuti e la rivoluzione arancione di Luigi de Magistris. E a disposizione dei cronisti free lance o con contratti di collaborazione, che lavorano per piccoli e grandi quotidiani ma non hanno il diritto di poter accedere ai loro uffici.
Lo racconta il Fatto quotidiano in un articolo di Vincenzo Iurillo, spiegando che il locale è stato sequestrato a Ciro Mariano, capo di un grosso clan, mandante ed autore di alcune delle più efferate stragi di camorra, come quella del Circolo Canottieri nel 1989, in cui persero la vita quattro pregiudicati.
(continua...)
I domenicali Uk guadagnano il 66% dopo la chiusura del tabloid di Murdoch
16 agosto 2011
Anche i fumetti per il rinnovamento del giornalismo
14 agosto 2011
E-reputazione e diritto all’ oblio ai tempi di Google e Facebook
14 agosto 2011
Uno degli autori di ‘’E-Réputation - stratégies d'influence sur Internet’’, un saggio da poco pubblicato in Francia, spiega in una intervista all’ AFP (di cui presentiamo un' ampia sintesi) i problemi connessi all’ ‘’arte di gestire la propria immagine sulla Rete’’ - Una questione centrale, sostiene Edouard Fillias, perché mentre prima si poteva comunicare in modi diversi rispetto ai diversi obbiettivi (per le imprese: clienti, azionisti, dipendenti; per le persone: gruppi di amici, colleghi, famiglia…), oggi che ci si ritrova sul web queste diverse ‘’sfere’’ tutte presenti contemporaneamente, è fondamentale riuscire a evitare conflitti e dissonanze fra di esse, visto che le incoerenze fra i messaggi generalmente sono disastrose in termini di credibilità’’
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La e-reputazione è un termine/concetto ancora in via di definizione, che alcuni rifiutano sostenendo che la sfera di applicazione rientrerebbe nella ‘’Reputazione’’ in generale, mentre altri immaginano come una specificazione riferita in particolare al mondo digitale, elettronico.
La questione è al centro di un libro dal titolo ‘’E-Réputation - stratégies d'influence sur Internet’’ scritto da Edouard Fillias, uno dei responsabili dell’ agenzia Image & Stratégie, e Alexandre Villeneuve, esperto di référencement, che insieme curano il blog



