Uk: forti pressioni della polizia anche sui media tradizionali
31 agosto 2011
Arianna Huffington alla conquista dell’ Europa, ma rischia la sconfitta
31 agosto 2011
Arianna Huffington è intenzionata a sbarcare in grande stile in Europa. Ma incontrerà delle grosse difficoltà - L’ industria dei media, spiega su Forbes Benoit Raphael, non è come quella del cinema: lanciare una nuova testata è sempre una nuova avventura, non un sequel – E i segnali che vengono da Londra non sono particolarmente incoraggianti, visti i bassi numeri dei commenti registrati dall’ edizione britannica, partita il 6 luglio
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Arianna Huffington è intenzionata a sbarcare in grande stile in Europa. Ma incontrerà delle grosse difficoltà
Ne è convinto Benoit Raphael che, in un ampio articolo su Forbes, spiega perché:
Primo: la situazione è cambiata. L’ Huffington Post non è più il sito progressista lanciato nel 2005 da 5 blogger e un redattore, ma è un’ arma potente nelle mani di AOL che, come ha spiegato il suo CEO, Tim Armstrong, vorrebbe diventare per i contenuti quello che Amazon è diventato per il commercio e Google per le ricerche.
Secondo: la competizione è dura perché dovrà vedersela con dei media molto aggressivi, come il Guardian, che ha – anch’ esso - intenzione di espandersi a livello internazionale.
Terzo: lanciare una edizione
‘’Arrestiamo i social network’’, a Londra incontro governo-web companies
31 agosto 2011
Osannate durante la cosiddetta primavera araba e demonizzate in occasione degli scontri che hanno recentemente infiammato l’Inghilterra, le maggiori piattaforme social (Facebook e Twitter in testa) sono state convocate dal ministro degli interni Theresa May – Al centro della consultazione le proposte di chiusura in caso di nuove rivolte avanzate dal primo ministro Cameron - Fenomenologia di un strumento (è solo di questo che si tratta?) policromo che si nutre di contrasti e contraddizioni, sfugge ad una definizione univoca e non può essere ingabbiato in un giudizio onnicomprensivo
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(Rettifica: per errore è stata indicata come data dell' incontro quella del 1° settembre; in realtà la consultazione si è tenuta il 25 agosto, e le posizioni delle web companies sono state quelle riportate nell' articolo, ndr)
di Andrea Fama
Domani a Londra i rappresentanti dei maggiori social network (Facebook e Twitter in testa) si incontreranno con il segretario agli affari interni, Theresa May, per discutere la proposta avanzata dal Primo Ministro inglese David Cameron di bandire i sospetti rivoltosi dai siti social o, in alternativa, di chiudere i siti durante altre eventuali rivolte.
Ma dai dirigenti dei siti web non dovrebbe venire
Un americano adulto su due usa i social network
30 agosto 2011
Un americano adulto su due usa i social network e la percentuale sale al 65% fra gli internauti. Le uniche attività che rimangono più popolari sono le email e le ricerche online.
Sono alcuni dei dati di una ricerca del Pew Internet, secondo cui nelle fasce giovanili (18-29anni) la percentuale degli utenti dei siti social – rileva il Knightdigitalcenter - tocca l’ 80%.
Negli ultimi due anni, tra l’ altro, l’ uso dei social network fra gli anziani – 65 anni e oltre – è cresciuto del 150%, passando dal 13% dell’ aprile 2009 al 33% dei maggio scorso.
Nello stesso periodo, gli utenti della fascia 50-64 anni sono raddoppiati, passando dal 25 al 51%.
Per quanto riguarda il genere, le donne tendono ad essere le più attive, col 48% di esse che usano I social network in un giornao qualsiasi rispetto al 38% dei maschi
Calano i contributi su Facebook, segni di progressiva passività sul web
30 agosto 2011 Tag:calano, contributi, Facebook, passività, progressiva, segni, su, sul, web
I dati di una ricerca di GlobalWebIndex su 100.000 internauti in vari paesi del mondo mostrano in generale una tendenza al calo nella scrittura di articoli e nella riproduzione di contenuti originali sulle reti di microblogging (come Twitter) - Meno consumo di contenuti generati dagli utenti e crescita della tendenza a preferire i media tradizionali come fonti di informazione - I contenuti professionali restano le principali fonti di in formazioni, in particolare siti giornalistici e tv, anche se le reti sociali non sono molto staccate - Ma questi contenuti sono sempre più filtrati dalle reti sociali, che sono diventati gli attori principali della loro diffusione verso dei buoni destinatari
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Un massiccio declino dei contributi su Facebook – che mette in forse la convinzione di un futuro glorioso per il principale social network – nell’ ambito di un marcato declino della produzione di contenuti in generale: meno scrittura di articoli e meno riproduzione di contenuti originali sulle reti di microblogging (come Twitter). Meno consumo di contenuti generati dagli utenti e crescita della tendenza a preferire i media tradizionali come fonti di informazione.
E’ quanto emerge, fra l’ altro, da

