Il servizio pubblico britannico ha cominciato a sperimentare dei software che permetteranno ai suoi giornalisti di andare in diretta audiovideo con smartphone e tablet
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di Pino Bruno
(da http://www.pinobruno.it/2011/06/giornalismi-inviati-bbc-in-diretta-con-iphone/)
Avete presente una diretta televisiva broadcast dal luogo in cui c’è stato un importante fatto di cronaca? Ci vuole un furgone attrezzato con parabola satellitare e mini studio per il montaggio delle immagini. Ci vogliono telecineoperatori e tecnici. E ci vuole, ovviamente, un cronista. E’ un’organizzazione complessa e molto costosa. L’innovazione tecnologica ha semplificato mezzi e procedure e ridotto gli ingombri, ma l’impianto resta quello. E se si facesse tutto con un iPhone, almeno per le dirette in cui è più importante la tempestività che la qualità tecnica della trasmissione? Eventi particolari, incidenti, disastri, come terremoto e tsunami in Giappone, ad esempio. La BBC, broadcast per antonomasia, ci sta lavorando su.
Il servizio radiotelevisivo pubblico britannico sta sperimentando software che permetteranno ai suoi giornalisti di andare in diretta audiovideo con smartphone e tablet. La BBC sta testando opzioni diverse. Innanzitutto, in accordo con gli sviluppatori, sta cercando di integrare l’applicazione Luci Live al sistema tecnico-editoriale del gruppo.
(continua qui)
Tv: inviati della BBC in diretta con l’ iPhone
Il servizio pubblico britannico ha cominciato a sperimentare dei software che permetteranno ai suoi giornalisti di andare in diretta audiovideo con smartphone e tablet
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di Pino Bruno
(da http://www.pinobruno.it/2011/06/giornalismi-inviati-bbc-in-diretta-con-iphone/)
Avete presente una diretta televisiva broadcast dal luogo in cui c’è stato un importante fatto di cronaca? Ci vuole un furgone attrezzato con parabola satellitare e mini studio per il montaggio delle immagini. Ci vogliono telecineoperatori e tecnici. E ci vuole, ovviamente, un cronista. E’ un’organizzazione complessa e molto costosa. L’innovazione tecnologica ha semplificato mezzi e procedure e ridotto gli ingombri, ma l’impianto resta quello. E se si facesse tutto con un iPhone, almeno per le dirette in cui è più importante la tempestività che la qualità tecnica della trasmissione? Eventi particolari, incidenti, disastri, come terremoto e tsunami in Giappone, ad esempio. La BBC, broadcast per antonomasia, ci sta lavorando su.
Il servizio radiotelevisivo pubblico britannico sta sperimentando software che permetteranno ai suoi giornalisti di andare in diretta audiovideo con smartphone e tablet. La BBC sta testando opzioni diverse. Innanzitutto, in accordo con gli sviluppatori, sta cercando di integrare l’applicazione Luci Live al sistema tecnico-editoriale del gruppo.
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Ebook: vendite alle stelle
Amazon ha annunciato di aver superato le vendite complessive dei libri cartacei (normali e in versione economica messi insieme), con un rapporto di 100 a 105 – Mentre Steve Jobs ha detto che dall’iBookstore di Apple sono stati scaricati 130 milioni di libri digitali, con un incremento di 30 milioni di unità rispetto al marzo dell' anno scorso - Le donne rappresentano il 66% dei cosiddetti power buyer, i lettori assidui, mentre nel 2009 non erano neanche il 49%.- I consumatori assidui, nel complesso, costituiscono circa il 18% dei lettori di e-book, e coprono il 61% del totale di libri elettronici venduti – Libri elettronici in vendita anche nelle librerie tradizionali
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di Andrea Fama
L’ estate è alle porte e, in vista delle vacanze estive, rievocare l’immagine del popolo degli ombrelloni mollemente armato di libro e olio solare non richiede un grosso sforzo di immaginazione. Più futuribile, invece, è l’immagine del bagnante immerso nella lettura che tra le mani stringe un e-reader piuttosto che un tascabile.
Di fatto, se non per statistiche puramente commerciali o
Pubblicità: 500 miliardi di dollari il mercato mondiale
Le stime di eMarketer, secondo cui a partire dal 2013 il mercato dell’ ad online superà i 100 miliardi di dollari
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Nel corso del 2011 gli investimenti pubblicitari nel mondo dovrebbero essere cresciuti del 3,9%, raggiungendo i 494 miliardi di dollari.
Lo prevede eMarketer, secondo cui l’ insieme del mercato delle inserzioni – quotidiani,riviste, radio e tv, – continueranno a crescere con percentuali a una cifra fino al 2015, quando la spesa globale nel settore dovrebbe arrivare ai 600 miliardi di dollari.
(continua...)
Ottantenni connessi: una specie in via di apparizione
Owni, un sito francese che si occupa con grande fantasia e profondità di web, di poteri e di cultura digitale, presenta un webreportage dal titolo ‘’80 anni: connessi!’’, dedicato ad alcuni ‘’pionieri-senior’’della Rete.
Il reportage racconta l’ esperienza di quattro persone – Gisèle (web nerd), Marcel (Facebook geek), e Antoine e Bophany (tablets addicts) - che hanno fatto del digitale una parte importante della loro vita quotidiana. Un mondo che, fra l’ altro, dà loro la possibilità di lottare contro la noia e l’ ozio e di conservare i rapporti con i familiari.
Il sociologo Serge Guérin suggerisce che l’ uso delle nuove tecnologie darebbe un contributo positivo alla prevenzione dell’ invecchiamento: ‘’più legami hanno le persone e più fanno funzionare la mente’’.
I tre video del webreportage – ritmati dalla musica di Chapelier Fou – seguono queste persone che scoprono la gioia della serendipità, degli scambi di foto, delle chat su Facebook o Skype, dell’ iPad o, ancora, delle serate passate sotto le coperte in compagnia di serie tv in streaming.
E’ la dimostrazione che, come dice Gisèle, ‘’si può addomesticare il selvaggio che abbiamo dentro''.
La ”bufala” della blogger siriana e l’ intelligenza collettiva della Rete
La ‘’bufala’’ della blogger lesbica e le sue implicazioni ricostruite in un articolo di Bernardo Parrella su L’ Indro
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L’ intelligenza collettiva della Rete è un motore assai potente. Lo ha dimostrato la vicenda della ‘’bufala’’ del sequestro a Damasco della blogger lesbica siriano-americana Amina Arraf, operazione e identità inventata in realtà da Tom MacMaster, 40enne attivista e conoscitore di quell’area, ma originario della Georgia, USA, da poco all’Università di Edinburgo, Scozia, per un PhD in relazioni internazionali.
Certo – osserva Bernardo Parrella in una ampia riflessione su l' Indro - ‘’ è inevitabile la domanda: quali lezioni trarre dalla vicenda?’’.
(continua...)
Facce di Bronzi
(p.r) - Un ulteriore esempio di manipolazione viene da quel pozzo di San Patrizio di episodi di cattivo giornalismo che è diventato il Tg1. Lo racconta la protagonista della vicenda, la pubblicitaria Anna Maria Testa.
Intervistata a proposito delle polemiche suscitate dalla campagna della Regione Calabria (2,5 milioni di euro di investimenti) - che utilizza i Bronzi di Riace come degli avviliti e tristi pupazzi – si è vista tagliare quasi completante le sue osservazioni e soprattutto qualsiasi riferimento critico a quella campagna.
Sul suo blog, Nuovo e utile, Anna Maria Testa racconta come sono andate le cose. Illuminante.
E commenta nella conclusione: ‘’Lo diceva Andreotti: a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina’’.
Qui il suo racconto.
(Il titolo di questo post è rubato dal blog Bad Avenue. Era troppo bello per farne un altro).
Giornalisti nella ruota del criceto
Il Rapporto pubblicato qualche giorno fa dalla Federal Communications Commission sullo stato dei media negli Stati Uniti utilizza il neologismo ‘’hamsterization’’ (cricetizzazione) per illustrare i nuovi meccanismi di produzione in molte redazioni dopo l’ avvento del digitale – ‘’Mentre un tempo veniva apprezzato il lavoro di approfondimento, ora gli incentivi vanno a quei lavori che possono essere fatti velocemente e producono un sobbalzo al traffico web’’ - Un articolo di Arstechnica
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Fra i tanti spunti che la Rete segnala in relazione al Report pubblicato qualche giorno fa dalla FCC, uno sembra particolarmente curioso, non foss’ altro che per la definizione utilizzata, quella di ‘’hamsterization’’ of American journalism.
La ‘’cricetizzazione’’ del giornalismo americano fa riferimento ai nuovi meccanismi di produzione all’ interno delle redazioni nell’ epoca digitale.
La buona notizia di questa convergenza online, sostiene il Rapporto – secondo Matthew Lasar, di Arstechnica.com -, è che consente al giornalista della carta stampata di produrre versioni brevi e lunghe degli articoli, la cui versione web può essere continuamente aggiornata con lo sviluppo della videnda.
Ma ‘’queste responsabilità addizionali – che impongono di imparare le nuove tecnologie che consentono di farlo – consumano tempo e
Giornalismo online: una Guida legale pubblicata in Usa
Il Reporters Committee for Freedom of the Press, una organizzazione non profit che si occupa di assistenza legale ai giornalisti americani, ha lanciato una Guida specifica per tutti coloro (non solo i giornalisti) che fanno informazione su internet, compresi i blogger, e per gli addetti agli uffici legali delle varie testate.
La Digital Journalist’s Legal Guide affronta tutte le possibili questioni giuridiche, dall’ accesso ai documenti pubclici (FOIA) e ai materiali processuali alle denunce per diffamazione, dalle norme sul diritto d’ autore e il copyright ai termini del diritto alla privacy, dai rapporti con le fonti fino ai problemi della regolazione di internet.
La normalità dello stare su Facebook
Un ebook di Giovanni Bocci Artieri spiega ai ‘’genitori’’ il senso che ha per i ragazzi ''vivere'' nella Rete, cercando di far capire che ‘’nel loro modo di abitare online c’è una normalità’’ - ‘’Due generazioni diverse hanno l’esigenza di incontrarsi su questo tema al di là degli stereotipi e di una cultura conflittuale’’
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Far capire ai ‘’genitori’’ (ai non ‘’nativi’’) il senso che ha per i ragazzi stare su Facebook e sulla Rete e la ‘’normalità’’ di quell’ esserci. E’ l’ obbiettivo di Facebook per genitori (ed. 40K), un ebook, appena uscito, realizzato da Giovanni Boccia Artieri, docente universitario e blogger esperto (ed appassionato) di social media.
Il libro – racconta l’ autore sul suo blog - è nato da ‘’una serie di conferenze e incontri pubblici che ho fatto per i non-addetti-ai-lavori – i genitori e gli educatori che hanno a che fare con quelli che continuiamo a chiamare “nativi digitali” – e per alcune scuole – in alcune sono stato invitato dai ragazzi, proprio dai “nativi”, durante le settimane dell’occupazione’’.
(continua...)