In un contesto di disinformazione crescente si va diffondendo la posizione di quelli per cui “tutto quello che ti dicono è falso”, di chi per principio non crede mai a niente, in un pregiudizio uguale e contrario a quello dei media dominanti
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Il contesto disinformativo è tale che stanno crescendo in maniera preoccupante quelli che non credono mai a niente, in un pregiudizio uguale e contrario a quello del mainstream.
L’ osservazione è di Gennaro Carotenuto, che in un post del suo blog elenca ‘’Alcune cose che ho capito della morte di Osama Bin Laden’’.
(continua...)
I media mainstream e l’ ideologia dell’ ‘è tutto falso’
In un contesto di disinformazione crescente si va diffondendo la posizione di quelli per cui “tutto quello che ti dicono è falso”, di chi per principio non crede mai a niente, in un pregiudizio uguale e contrario a quello dei media dominanti
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Il contesto disinformativo è tale che stanno crescendo in maniera preoccupante quelli che non credono mai a niente, in un pregiudizio uguale e contrario a quello del mainstream.
L’ osservazione è di Gennaro Carotenuto, che in un post del suo blog elenca ‘’Alcune cose che ho capito della morte di Osama Bin Laden’’.
(continua...)
Bin Laden ucciso: ricostruita la diffusione del ‘virus’ su Twitter
Una società di ottimizzazione nel campo dei social media ha analizzato quasi 15 milioni di tweet pubblicati dopo la morte del capo di Al Qaeda, condensando in alcune splendide visualizzazioni i meccanismi della diffusione della notizia - E rilevando che la massa critica di tweet era stata raggiunta solo dopo l’ apparizione in tv del presidente Obama
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Il tweet con cui l’ ex capo dello staff di Rumsfeld, Keith Urbahn, ha lanciato nel mondo il flusso di notizie sull’ uccisione di Osama Bin Laden, era stato rilanciato (retweeted) 80 volte nel minuto successivo al suo lancio e nei successivi 180 secondi aveva registrato più di 300 reazioni.
Sono alcuni dei dati di una ricerca effettuata da SocialFlow, un’ azienda di ottimizzazione nel campo dei social media, analizzando 14,8 milioni di tweet pubblicati nelle ore successive alla morte di Bin Laden.
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Se guardi la pubblicità ti pago
La strategia del social engagement, il coinvolgimento attivo dell’ utente online nelle operazioni di social marketing, ha compiuto un nuovo passo in avanti con la messa a punto di un sistema di ‘’scambio’’. Se guardi la pubblicità ti pago. Tu mi dai un po’ di attenzione (un valore reale e prezioso per la sua scarsità) ed io, in nome del brand che rappresento, ti dò in cambio qualche moneta (più o meno) virtuale.
Scambio ineguale?
In ogni caso, fra qualche settimana (per ora solo negli Usa, sembra) Facebook offrirà 1 credit (circa 10 centesimi di dollari) della sua moneta virtuale agli utenti che visioneranno per intero un video pubblicitario pubblicato su FB.
‘’Dare una ricompensa per ogni video potrebbe stimolare le persone a fidelizzarsi nel confronto del marchio o dell'azienda che si sta promuovendo’’, osserva web20.excite.it . Fino ad ora infatti la pubblicità su FB era stata proposta male e risultava spesso nascosta e quindi poco remunerativa.
I tanti restyling non sono serviti evidentemente a migliorare i ricavi se Facebook ha deciso di ‘’pagare’’ chi guarda la pubblicità.
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Media Cloud: una nuvola di parole
Pino Bruno presenta Media Cloud
Una nuvola di parole campeggia sulla home di Media Cloud. Parole sensibili al tocco del mouse. Sono le parole più ricorrenti sui più importanti media in lingua inglese. Clicco su Gaddafi e appare una finestra che mostra, in percentuale, quante volte la parola Gaddafi è stata citata durante la settimana appena trascorsa. Un’altra finestra, a destra, propone gli abstract degli articoli e i link ai giornali. Media Cloud è un potente e inedito strumento digitale a disposizione di ricercatori e giornalisti. Si tratta di una piattaforma open source che permette di ottenere risposte quantitative sui contenuti dei media online, conoscere le fonti delle notizie, verificare e confrontare spazio e gerarchia delle news. Da chi è partita la notizia, ad esempio, come è stata ripresa, da chi e in che modo.
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13 milioni di visitatori unici alla settimana sul MailOnline
Tredici milioni di persone, una cifra pari il 25% della popolazione del Regno Unito, visita ogni settimana MailOnline, il sito del Daily Mail, uno dei più diffusi tabloid del paese. Che risulta così il secondo sito web di informazione a livello mondiale , dopo il New York Times, per flusso di visitatori unici. Il sito registra infatti 39,635 milioni di visitatori mensili contro i 62 milioni del quotidiano Usa e i 38,429 milioni dell’ Huffington Post, che è al terzo posto.
Ogni mese tra l’ altro 6,6 milioni di lettori consultano sia il sito che il giornale cartaceo, segnala publicitas.com.
I giornalisti spagnoli diserteranno gli incontri stampa senza domande
''Sin preguntas no cobertura'': senza domande nessuna copertura giornalistica. E' lo slogan alla base della campagna contro le conferenze stampa senza domande lanciata in Spagna in questi giorni dalle Fape, la Federazione delle Associazioni dei giornalisti spagnoli, e dalle altre strutture della professione, impegnate in una sfida contro ''la manipolazione informativa'' che si cerca di far passare in periodo elettorale.
Non è il caso di replicare l' iniziativa anche in Italia?, chiede Pier Luca Santoro, sul suo blog, il Giornalaio.
Le associazioni dei giornalisti spagnoli hanno lanciato anche un Manifesto contro le conferenze stampa senza domande e ''altre anomalie'' che, spiegano, ''ostacolano il libero esercizio del giornalismo, indispensabile per la salute della democrazia''.
Oltre a disertare le conferenze stampa dove non siano ammesse domande, i giornalisti spagnoli si impegnano a denunciare, a segnalare pubblicamente i politici che le convocano.
Se 5 euro vi sembran pochi… (su Youtube)
Su Youtube è stata pubblicata la videoregistrazione completa di ''Se cinque euro vi sembrano pochi, per un futuro radiosissimo'', l' incontro sul tema del precariato nel mondo dell' editoria giornalistica che Vittorio Pasteris aveva organizzato per domenica 17 aprile in occasione del Festival del Giornalismo di Perugia.
La playlist dei video è su a questo indirizzo: http://bit.ly/midNMw.
Il dibattito – realizzato per Journalism Lab - è stato suddiviso in 15 video, curati con la collaborazione di Roberto Favini.
I temi dell' incontro erano stati al centro anche di una serie di interventi che Lsdi ha pubblicato qui, qui e qui.
Come l’ America ‘’forte e guerriera’’ accoglie in Rete l’ uccisione di Bin Laden
Su 4chan, in due giorni la ‘’discussione’’ sulla morte del capo di Al Qaeda ha raccolto 14.544 post e 4.071 immagini ed è stato probabilmente il più voluminoso thread della storia del sito – In un post su Culturevisuelle Patrick Peccatte ha raccolto alcune delle immagini più significative, suddividendole per ‘’genere’’, ma un ampio archivio dei commenti pubblicati (verbali e visuali) è ancora consultabile sul sito
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Il 2 maggio su 4chan , la piattaforma di condivisione di testi e immagini, spiccava un vistoso titolo’’muscolare’’ - AMERICA FUCK YEAH – a commento della notizia dell’ uccisione di Osama Bin Laden. Nello stesso momento Moot, l’ amministratore di 4chan, lanciava il thread (filone di discussione, ndr) con le due parole MISSION ACCOMPLISHED scritte in lettere rosse sul fondo di quattro bandiere americane che garrivano al vento (nella foto qui sopra).
La prima espressione – racconta Patrick Peccatte, che sul suo blog di cultura visuale ha dedicato un ampio servizio alla vicenda - è stata resa famosa dalla colonna sonora del film Team America: World Police uscito nel 2004, che aveva delle marionette come attori, e in cui
In Francia vorrebbero un internet ‘’sano’’ e ben ‘’educato’’
Dopo l’ ‘’internet civilisé’’ di Nicolas Sarkozy, il presidente del CNN, un organo appena costituito per consigliare governo e parlamento sui temi dello sviluppo digitale, lancia la parola d’ ordine di un ‘’internet sano per i cittadini’’ – Fra le proteste e le critiche di associazioni e organizzazioni di base
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In Francia si comincia a parlare di internet ‘’sano’’, ora, dopo i continui riferimenti a una Rete ''educata'' .
La nuova definizione è stata lanciata da Gilles Babinet , nuovo presidente del CNN (Consiglio nazionale del digitale), un organismo consultivo che dovrebbe fornire indicazioni all’ esecutivo e al parlamento sui temi dello sviluppo digitale.
Una definizione che – precisa numerama.com – ricorda quell’ ‘’internet civilisé’’ regolarmente evocato da Nicolas Sarkozy e dai suoi più fedeli sostenitori.
Appena insediato dal presidente Sarkozy, l’ Eliseo ha raccolto ‘’le impressioni e le speranze’’ di alcuni dei 18 componenti del Consiglio. Fra i materiali è stato pubblicato anche un video, in cui, appunto, il presidente del CNN evoca il principio di un "Internet sano".
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Internet un diritto di tutti i cittadini, il Perù paese virtuoso
Il Parlamento peruviano ha approvato un disegno di legge per garantire l' accesso alla Rete libero e gratuito a tutti cittadini . Lo segnala Wired, spiegando che, con tale legge, il governo peruviano intende allargare la copertura del segnale anche alle zone meno accessibili, come ha dichiarato Yaneth Cajahuanca, presidente della Commissione trasporti, specificando che per connettersi i cittadini dovranno comunque pagare una tariffa, ma non i costi di allargamento delle infrastrutture a tutto il paese.
Sottolineando come ''sono molti i paesi che sostengono Internet come un diritto fondamentale, ma pochi quelli che dalle parole sono passati ai fatti e hanno reso tale diritto effettivamente esercitabile'', Wired ricorda che nel 2009 la Finlandia fece parlare di sé approvando un decreto legge analogo che garantiva 1 Mbps a ogni cittadino, “pacchetto connessione” destinato ad aumentare a 100 Mbps entro il 2015.