Quale tipo di giornalismo digitale è in grado di sostenere il mercato Usa, e come? E’ la domanda chiave al centro del recente Rapporto sul giornalismo online realizzaro da tre docenti della Columbia Journalism School col titolo "The Story So Far: What We Know About the Business of Digital Journalism" – In attesa della traduzione integrale della Ricerca, a cui Lsdi sta lavorando, presentiamo un’ ampia sintesi del primo capitolo, dedicato alle questioni economiche che dominano il nuovo ecosistema mediatico digitale
---Quale tipo di giornalismo digitale è in grado di sostenere il mercato Usa, e come?
E’ la domanda chiave al centro del recente Rapporto sul giornalismo online pubblicato dalla Columbia Journalism Revue col titolo "The Story So Far: What We Know About the Business of Digital Journalism", che Lsdi presenterà fra una decina di giorni in traduzione integrale (ne abbiamo già parlato due giorni fa in relazione alla commistione fra giornalismo e pubblicità).
Il lavoro, curato da Bill Gueskin, Ava Seave e Lucas Graves, docenti e ricercatori della Columbia journalism School, affronta tutti gli aspetti del giornalismo digitale, a partire dai problemi economici
[/caption]
In una intervista a Lsdi la figlia della giornalista russa uccisa nel 2006, cronista come la madre, fa il punto sulla situazione cupa del suo paese, ma segnala come anche lì internet offra grandi opportunità – ‘’Le persone iniziano a capire che si può essere seduti al computer e vedere cosa succede in Africa. Si può non guardare solo Pervyj kanal (il primo canale), che riporta un solo punto di vista, ma si può seguire una notizia in decine di varianti e provare a tirare le proprie somme’’ – Il pricolo della crescente statalizzazione dei media
-----
Il 14 maggio scorso a Vittorio Veneto (TV) si è tenuto l’incontro “Libera stampa!”, organizzato dall’associazione Mondo in Cammino e patrocinato da Lsdi.
In occasione della serata, che ha visto protagonisti Vera Politkovskaja, figlia di Anna Politkovskaja, e Leonardo Coen, inviato di Repubblica, abbiamo incontrato la figlia della giornalista uccisa il 7 ottobre del 2006 a Mosca e le abbiamo posto alcune domande sullo stato del giornalismo in Russia.
Ecco l’ intervista, a cura di Valentina Barbieri.
Pensa

E’ il primo esperimento di accesso totale via internet all’ attività in un’ aula di giustizia ed è stato chiamato OpenCourt – La trasmissione in streaming sarà continuativa e relativa a tutti gli appuntamenti processuali di ogni giornata e sarà predisposto anche uno spazio apposito, dotato di connessione WiFi, per i rappresentanti del giornalismo partecipativo
------
Chiunque sia collegato ad Internet può seguire da qualche giorno i processi che si svolgono nella Corte distrettuale di Quincy, una cittadina del Massachusetts a sud di Boston. E’ il primo esperimento del genere avviato negli Stati Uniti, ed è stato realizzato da WBUR, una delle testate radiofoniche della rete pubblica NPR, con i fondi del Knight News Challenge. Tutti i dibattimenti giudiziari vengono diffusi in diretta attraverso streaming.
Mentre molti stati ammettono le telecamere all' interno delle sedi giudiziarie e alcuni dispongono di una trasmissione in streaming dei dibattimenti della Corte Suprema – osserva 

Sebbene molti giornalisti non vogliano ammetterlo, gli addetti alle Pubbliche relazioni spesso giocano un ruolo chiave nel giornalismo e in maniera crescente questa interazione avviene ormai attraverso il canale dei media digitali, dalle email ai social media - Un recente Libro bianco esplora che cosa funziona, e cosa no, nel modo con cui giornalisti e comunicatori si incontrano online – Il 55% dei giornalisti seguono su FB o Twitter (come amici o follower) le società di comunicazione o i loro addetti stampa e ritengono che i social media siano ‘’un accettabile canale di comunicazione con le fonti e i loro rappresentanti’’ – Nonostante questo la stragrande maggioranza dei giornalisti interpellati (il 94% circa) preferisce però ricevere i comunicati stampa via mail
-----
MyPRGenie, un sito online che si occupa di social media, ha realizzato un sondaggio interrogando più di 2400 giornalisti per capire abitudini e preferenze nel loro lavoro in campo digitale per trovare notizie, idee, arricchire servizi e contattare le fonti.
Il
@alemarahweb pubblica diversi messaggi ogni giorno e ha raccolto finora quasi 4.000 follower
----------
Quando i Taliban governavano l’ Afghanistan, avevano bandito tutti i nuovi strumenti tecnologici, compresi televisione e apparecchi per ascoltare musica. Ma negli ultimi tempi, in un progressivo avvicinamento ad alcuni segmenti del mondo moderno, hanno abbracciato il microblogging.
Il loro Twitter feed,
Google sta lavorando a un suo social network, ma, sembra, non tanto perché è convinta di poterlo fare meglio, ma solo perché non ne può fare a meno – Il numero due di Google, Amit Singhal, è esplicito: “I social sono solo uno dei tanti fattori. Un fattore molto piccolo”
---------
Google sta lavorando a un suo social network, ma, sembra, non tanto perché sia convinta di poterlo fare meglio (come è accaduto per tanti altri suoi ‘’oggetti’’), ma solo per stare al passo, perché lo fanno gli altri e non se ne può fare a meno.
E’ quanto ipotizza Davide “Tagliaerbe” Pozzi, sul suo