Monthly Archives: aprile 2011

Ungheria: legge sui media, solo piccoli ritocchi ‘’estetici’’

13 aprile 2011
censura Gli interventi seguiti alle forti critiche che la legge varata a dicembre dal nuovo governo di Budapest aveva suscitato in tutto il mondo vengono visti con scetticismo da Resporters sans frontières e dalla Federazione europea dei giornalisti, che ha lanciato una petizione in cui si indicano alcuni correttivi indispensabili ---------- di Claudia Leporatti Dal 24 al 25 marzo 2011 i capi di stato e di governo dei 27 paesi dell' Unione europea si sono incontrati per il primo summit della presidenza di turno dell' Ungheria. Oltre alla crisi in Libia e ai problemi della governance economica, tra i temi all'ordine del giorno alla vigilia del vertice veniva dato per sicuro anche il punto sulla legge sui media approvata dal governo ungherese a dicembre scorso e da poco modificata su richiesta della Commissione europea. Ma non si è saputo se l’ argomento è stato affrontato e, se sì, in che termini.  Ma la questione è ancora d’ attualità e può essere utile fare il punto sulla situazione. La cosiddetta”legge bavaglio” non convince ancora l'opposizione nel Parlamento magiaro nè tantomeno i cittadini, come dimostra la grande manifestazione di protesta organizzata  proprio nel giorno della festa nazionale ungherese

Google diventa editore, via You Tube

9 aprile 2011
Google Da semplice piattaforma di condivisione di video a spazio dove proporre contenuti realizzati e finanziati in proprio. YouTube, uno dei grandi punti di forza della galassia Google, starebbe per trasformarsi nel primo braccio editoriale della casa madre, che – contrariamente a quello che ha semprer assicurato – avrebbe cominciato una marcia di avvicinamento alla dimensione delle media company. Un orientamento diventato chiaro poco più di un mese fa, quando YouTube aveva acquisitoNext New Networks, una startup specializzata nella produzione di video online. Il Wall Street Journal, riporta Webmasterpoint, parla ora di circa 20 canali che dovrebbero proporre contenuti appositamente realizzati per YouTube, e di un investimento iniziale di 100 milioni di dollari. Si tratta di una cifra esigua se paragonata alle produzioni firmate dai broadcaster tradizionali. Per tale motivo, ha sottolineato il WSJ, almeno in questa prima fase le proposte professionali veicolate su YouTube saranno produzioni low cost. Si tratterebbe, prosegue Webmasterpoint, di un primo passo di un progetto che, secondo gli analisti e gli osservatori del settore potrebbe portare la società di Mountain View a competere con gli altri produttori di contenuti, siano essi protagonisti dell’offerta televisiva tradizionale oppure

Nella “guerra delle parole” anche i Taliban scelgono le armi più moderne

8 aprile 2011
Taliban2 Negli ultimi anni in Afghanistan si sono moltiplicati in maniera esponenziale i media indipendenti, soprattutto a Kabul (canali televisivi in primis), e parallelamente le tecniche di guerra dei media della fazione talebana si sono fatte sempre più aggressive e capillari - E' la rete telefonica, in particolare, ad essere uno dei canali principali di promozione e reclutamento dei Taliban, in uno stato in cui i cellulari sostituiscono spesso una rete urbana inesistente - Messaggi di testo, video di attacchi, nasheed. - La multimedialità fatta propaganda ********** (a cura di Valentina Barbieri) La caduta del governo talebano in Afghanistan, avvenuta nel 2001, ha segnato un profondo cambiamento non solo nel panorama mediatico delle istituzioni governative di vertice ma anche nelle tecniche di comunicazione dei talebani. Dal divieto di usare strumenti come internet, imposto quando erano al governo, all'impiego massiccio di strumenti come Facebook e Youtube. Dal rifiuto di film e fotografie al servizio sms di aggiornamento. E se è vero che negli ultimi anni si sono moltiplicati esponenzialmente i media indipendenti, soprattutto a Kabul (canali televisivi in primis), dall'altro canto le tecniche di "guerra delle parole" della fazione talebana si sono fatte sempre più aggressive e

Pubblicità: editori britannici vendono spazi collettivamente

8 aprile 2011
Uk Con una decisione senza precedenti, alcuni editori britannici della carta stampata, tradizionalmente in forte concorrenza fra loro, si sono accordati per vendere insieme gli spazi pubblicitari. Per la prima volta – spiega Ejc.net - stanno infatti offrendo agli inserzionisti dei pacchetti collettivi legati al torneo di tennis di Wibledon, in programma a giugno. La soluzione promette la presenza su alcune delle maggiori testate del paese, fra cui The Guardian, The Times, Daily Telegraph, The Independent, The Sun, Daily Mail, Daily Mirror e le loro edizioni domenicali. I vari giornali hanno problemi e strategie diverse – ha spiegato Simon Kilby, direttore vendite di Guardian News & Media -, ma è da tempo che stiamo lavorando per realizzare iniziative analoghe.E’ probabile che questa legata a Wimbledon diventi un banco di prova in vista delle Olimpiadi di Londra del 2012.

Facebook apre una pagina per i giornalisti e sfida Twitter

7 aprile 2011
Facebook Facebook ha appena lanciato una pagina speciale per i giornalisti e l’ ha chiamata  Journalists on Facebook, che non è la stessa cosa delle numerose pagine che giornalisti di varie zone del mondo hanno già creato come strumenti di aggregazione. Si tratta infatti di una pagina ufficiale, che in pochissimi giorni già ‘’piace’’ a oltre 23.000 giornalisti (ore 23 italiane del 7 aprile; alle 17 erano circa 18.000). La pagina – spiega una nota – punta ad offire ai giornalisti la possibilità di utilizzare gli ultimi prodotti di FB all’ interno del loro lavoro e di connettersi con una audience di oltre 500 milioni di utenti. Facebook ritiene che la pagina possa essere uno strumento professionale ‘’per individuare argomenti interessanti e fare cronaca sul campo’’. La società - ha annunciato Justin Osofsky, direttore della sezione Media Partnerships - ha anche l’ intenzione di organizzare incontri per spiegare il modo di FB come strumento di lavoro e di avviare un dialogo aperto con la comunità del giornalismo a livello internazionale. Il primo si terrà a Palo Alto, in California, il 27 aprile. Sapendo bene che generalmente i giornalisti preferiscono usare Twitter per

Brutte notizie per Murdoch, The Daily già in declino

7 aprile 2011
DailyUn’ analisi del Nieman Lab sul quotidiano solo-per-iPad lanciato due mesi fa, ha mostrato che il flusso di tweet prodotti all’ interno dell’ applicazione è andato progressivamente diminuendo – L’ editore non fornisce i dati ufficiali sui lettori effettivi, ma i calcoli su questo aspetto fanno pensare a un declino costante ------ Brutte notizie per Murdoch. Un’ analisi del Nieman Lab delinea una traiettoria piuttosto sgradevole per il quotidiano solo-su-iPad realizzato dalla News Corp. Secondo la ricerca, basata sull’ attività registrata su Twitter - alla luce della convinzione che il numero di tweet dovebbe aumentare con il crescere dei lettori, e viceversa -, l’ interesse nei confronti del quotidiano online starebbe rapidamente declinando. Purtroppo, il numero esatto di lettori è sconosciuto – commenta Techland.time. News Corp il mese aveva detto che il numero di download era nell’ ordine delle ‘’centinaia di migliaia’’. A questo punto, mancando questo segmento vitale di informazione, l’ autore della ricerca, Joshua Benton, ha cercato di individuare una tendenza di fondo, quella che lui stesso definisce ‘’una linea generale di direzione’’ . Linea che, apparentemente, va verso il basso. Benton descrive così la presunta parabola:  “un iniziale balzo

Una divertente storia dei social network

7 aprile 2011
Il primo social network tecnologico risale al 1930, quando a Londra,  con una piccola spesa, si poteva lasciare su una sorta di ‘’robot’’ dei messaggi per i propri amici. Comincia in quell’ anno una divertente storia per immagini dei social network realizzata per  People Browsr (una società americana che offre servizi di consulenza tecnologica e analisi di marketing) per i suoi 75 anni di vita. (via  Roberto Venturini )

Sul Guardian una splendida timeline interattiva sulla ‘’primavera araba’’

6 aprile 2011
Timeline Il Guardian ha realizzato una splendida infografia interattiva sulla ‘’primavera araba’’. A partire dal 17 dicembre 2010, quando un gesto disperato (un disoccupato si diede fuoco in una città a 200 km da Tunisi) fece scoppiare le prime rivolte in Tunisia, una timeline ripercorre tutte le fasi della protesta per la democrazia in Nord-Africa e Medio Oriente. Presentando, giorno per giorno e paese per paese, articoli e immagini sulla vicenda. Un esempio di altissimo livello delle potenzialità dell’ editoria online.

Mobilitazione in Usa contro i rischi di chiusura del sito data.gov

6 aprile 2011
dataIl bilancio in discussione a Washington prevede drastiche riduzioni del budget per il sito ufficiale del governo, che da due anni pubblica dati di rilievo come le direttive sulla sicurezza nucleare e l’ uso degli OGM da parte degli agricoltori – Un appello della Sunlight Foundation e l’ invito di Tim Berners-Lee a firmare la petizione in favore della trasparenza dei dati pubblici ---------- Data.gov, il famoso sito dedicato alla pubblicazione dei dati dell’ amministrazione pubblica Americana, rischia la chiusura. Il bilancio federale, che è in discussione al Senato, prevede un fortissimo taglio ai relativi finanziamenti, che opasserebbero da 34 a 2 milioni di dollari.Cosa che – commenta un articolo su leMonde.fr, lascia intravedere, se non una pura e semplice chiusura, un forte rallentamento della sua attività. (continua...)

Le Monde: verso la fusione fra le redazioni carta e web

6 aprile 2011
Monde Erik Izraelewicz, il nuovo direttore di  leMonde, ha annunciato ai suoi redattori l’ intenzione di unificare le redazioni carta e web avviando inizialmente un processo di ‘’forte avvicinamento’’. In una mail indirizzata alla sua équipe, Izraelewicz evoca l’ obbiettivo di una « fusione Carta e Web » e annuncia delle misure per incoraggiare questa integrazione. ‘’La nuova struttura del vertice giornalisrtico assicurerà la direzione delle due redazioni’’. Il compito in particolare è stato affidato ad uno dei vicedirettori, Serge Michel, che – dice il direttore – seguirà ‘’questo cantiere prioritario’’, moltiplicando per quanto è possibile gli scambi fra le due strutture. Fra i progetti in cantiere, la moltiplicazione dei liveblog, dei programmi video e l’ uso dei blog. (via Journalisme.info)