Monthly Archives: aprile 2011

Giornalismo digitale: sicuri che lo scontro frontale con gli editori sia pagante?

23 aprile 2011
jacopinoE’ la domanda che pone una lettera aperta inviata da Marco Renzi, giornalista digitale e componente della redazione di Lsdi, al presidente nazionale dell’ Ordine, Enzo Iacopino (nella foto), a proposito dell' editoria online ----- (p.r.) - In Germania un giornalista freelance percepisce in media 2.147,00 euro al mese (dato dell’associazione dei giornalisti in Germania) e 127 euro al giorno per un reportage; in Inghilterra si parla di 170 sterline a pezzo, in Svizzera per un normalissimo pezzo di cronaca, diciamo di 3.500 battute, siamo sui 78 euro, 200 euro o più se si tratta invece di un reportage. Di fronte a questi dati, riportati da Natasha Fioretti in un articolo sul sito dell’ Osservatorio europeo di giornalismo, diventa un pugno nello stomaco ancora più forte la situazione che si registra in Italia, come è stato raccontato nel corso di “Se 5 euro vi sembran pochi” uno degli incontri del Journalism Lab, curato da Vittorio Pasteris all’interno del Festival di Perugia. (continua...)

Facebook punta sempre di più sul giornalismo (social)

22 aprile 2011
EffeFacebook punta sempre più apertamente sul giornalismo e, dopo aver aperto una pagina per i giornalisti, ha annunciato a gran voce la nomina di un manager che avrà la responsabilità dei programmi nel settore. Si tratta di Vadim Lavrusik, manager di Mashable, che avrà il compito di dare a FB un aspetto e delle funzionalità più professionali. Lavrusik ha spiegato sulla sua pagina Facebook come vede il suo nuovo ruolo , annunciando in particolare degli strumenti utili per i giornalisti e dichiarando il proprio entusiasmo per il social media journalism. Il ruolo di Facebook nel campo del giornalismo è fortemente cresciuto – spiega -, come hanno mostrato in queste settimane le vicende del Nord Africa e del Medio oriente. ‘’Mentre alcuni continuano a proclamare e a lamentare la morte del giornalismo, io invece – osserva Lavrusik – sono affascinato dal modo con cui il giornalismo sta evolvendo, soprattutto nella Direzione del social journalism. E, anche se la piattaforma o il format potranno cambiare, il racconto delle cose del mondo continua ad affascinare. Dopo tutto, il giornalismo non sta morendo. Sta rinascendo’’.

Data journalism: uno sguardo creativo sui numeri

22 aprile 2011
Income In una intervista a Owni.fr Catherine Mulbrandon parla di ‘’Income’’, un progetto di analisi approfondita dei redditi dei cittadini Usa, presentato e finanziato, con grande entusiasmo, attraverso una piattaforma di crowdfunding – A 8 giorni dalla scadenza, i sottoscrittori erano 246, per un ammontare di 10.907 dollari, contro i 6.000 dollari chiesti  - ‘’Una buona parte dell’ informazione economica viene creata dal governo, ma l’ amministrazione non ha nessun motivo per fornirla al pubblico in maniera comprensibile. I media si concentrano prevalentemente sull’ attualità e vari gruppi di ONG presentano spesso i dati in maniera parziale e orientata’’ ----- Una delle grandi promesse del Data journalism è riuscire a scavare nei dati, trarne un senso e scoprire quello che una situazione o un avvenimento possono in realtà nascondere. Ma, a parte alcune testate che lavorano in questo campo, non sono molti i pionieri in possesso di progetti entusiasmanti. Uno di questi, secondo Owni.fr, è il progetto chiamato  Income (reddito), messo a punto da Catherine Mulbrandon, che ha studiato economia, ha lavorato nella finanza e ha aperto quattro anni fa Visualizing Economics. I dati raccolti sul sito coprono l’ arco di

Il buon giornalismo sopravviverà al meteorite Internet

21 aprile 2011
Ramonet In un saggio appena uscito in Francia, Ignacio Ramonet, per 20 anni direttore di Monde Diplomatique, analizza l’ avvento del digitale, indicato come ‘’una grande catastrofe per la stampa tradizionale che rischia l’ estinzione’’ e, nello stesso tempo,  come ‘’una grande opportunità per i giovani giornalisti’’ – Nessun cedimento al catastrofismo, ma, anzi, una scommessa sulla sopravvivenza di un giornalismo rigoroso e di qualità ------ ‘’L’ esplosione del giornalismo’’ è il titolo di un libro che Ignacio Ramonet, per quasi 20 anni direttore del Monde Diplomatique,  ha appena pubblicato in Francia (150 pages, éditions Galilée). Il lavoro analizza l’ impatto della rivoluzione di Internet sul giornalismo. L’ avvento del  ‘’meteorite internet’’ che, secondo l’ autore, è nello stesso tempo ‘’una grande catastrofe per la stampa tradizionale che rischia l’ estinzione’’ e ‘’una grande opportunità per i giovani giornalisti’’. Il libro, che ha un sottotitolo molto chiaro – ‘’Dai media di massa alla massa dei media" – si interroga sul futuro di un giornalismo ‘’minacciato dalla proliferazione gratuita delle notizie online’’ per cui France2 – a cui Ramonet ha concesso una lunga intervista, che riportiamo -  utilizza il concetto di ‘’infobesità’’, abbastanza diffuso

Giornalismo: innovazione e resistenze nelle redazioni

21 aprile 2011

AnsoDirettori, giornalisti ed editori il 29 aprile all' Università di Milano in un incontro organizzato dall' Anso con la collaborazione di Ordine dei giornalisti della Lombardia, Master di giornalismo ''Walter Tobagi'' e Lsdi

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''Giornalismi e status quo. Come si vive il cambiamento in redazione''. E' il titolo di un incontro organizzato dall' Anso – l' associazione degli editori online – per il pomeriggio del 29 aprile a Milano, col patrocinio dell' Ordine dei giornalisti della Lombardia e la collaborazione del Master di giornalismo dell' Università di Milano e di Lsdi.

Al centro dell' incontro - il cui inizio è fissato per le 15 nella Sala lauree della Facoltà di Scienze Politiche (Via del Conservatorio, 7) – la questione dell' innovazione e delle resistenze che essa incontra nelle redazioni, un tema chiave dell' evoluzione del giornalismo e dell' editoria contemporanei.

Al dibattito partecipano giornalisti ed esperti del settore, fra cui il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, che proprio su questi temi ha avuto nelle scorse settimane con la sua redazione una forte polemica.

Data journalism: primi passi in Italia

20 aprile 2011
Open Data Ultimamente se ne parla sempre più spesso e anche in occasione del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia se ne è discusso molto: l’open data e il data journalism sono tendenze culturali e giornalistiche che stanno raccogliendo sempre più consensi e che anche nel nostro paese stanno cominciando a richiamare interesse - Il progetto Conti pubblici territoriali e l' esperimento di iData - ----- di Andrea Fama Finora lo scenario privilegiato è stato quello fuori confine, soprattutto nei paesi anglosassoni, ma oggi pare che anche in Italia inizi a muoversi qualcosa, e il rumore dell’iniziativa sta lasciando un’eco internazionale tra gli addetti ai lavori, e non solo. Sulla home page di openspending.org, ma anche sul Data Blog del Guardian e sul blog della Open Knowledge Foundation (OKF), è stata pubblicata la visualizzazione della spesa pubblica italiana, iniziativa che si inquadra all’interno proprio del progetto Open Spending dell’OKF, nato dall’ormai celebre esperienza di Where does my money go?. Di che si tratta? È la prima volta dell’Italia in materia di data journalism e – sulla scorta dell’esperienza di OpenCamera, è un precedente pericoloso visto che, attraverso una visualizzazione

”A href”, un centro di ricerca sulla qualità dell’ informazione

20 aprile 2011
Ahref Come evolve il concetto di qualità nell'informazione? Luca De Biase mette questa domanda al centro delle riflessioni di <a href , un luogo di ricerca e di analisi che ha ‘’l’obiettivo di ipotizzare, disegnare, implementare, sperimentare e testare logiche incentivanti che favoriscano il miglioramento della qualità dell’informazione stessa’’. Nata a Trento nella primavera dell’ anno scorso, la Fondazione <a href (un termine che indica un comando che nel linguaggio html  serve a creare un link) è stata accolta al Festival del giornalismo di Perugia con grande interesse. Lo sfondo è dato dalla convinzione che – come  osserva De Biase – ‘’la storia recente, nell'informazione, si può riassumere con il fatto che il pubblico si è liberato dalla posizione passiva cui lo relegava il contesto mediatico precedente. Mettendo le autorità dell'informazione sotto pressione: non per negarne il ruolo, ma per stimolare chi di dovere a dimostrane la legittimità della propria posizione con i fatti e il servizi. Ne può venire fuori – aggiunge - un rinnovamento dell'ecosistema dell' informazione. Il cui motore e senso, ancor più che nella tecnologia, si trova nelle persone che colgono l'occasione offerta dalla tecnologia

Pubblicità: un nuovo codice per il tracciamento dei dati degli utenti online in Europa

18 aprile 2011
Behavioral Il nuovo quadro normativo, a cui hanno aderito anche i colossi del web – Google, Microsoft, Yahoo -, è stato messo a punto dalla sezione europea dell’ IAB e consentirà ai cittadini di controllare o bloccare l’ utilizzo dei loro dati  per l’ Online Behavioral Advertising ------ Google, Microsoft, Yahoo sono fra le aziende che hanno aderito in questi giorni al nuovo codice di autoregolamentazione dell’ OBA (Online Behavioral Advertising), il ramo della pubblicità online basato sul comportamento e le scelte degli internauti. Il codice è stato messo a punto dalla sezione europea dell’ IAB (International Advertising Bureau) allo scopo di ‘’ garantire la trasparenza e il controllo da parte degli utenti della rete’’, che – spiega Ampletech.net - avranno la possibilità di controllare l’ utilizzo dei dati che li riguarda attraverso una serie di nuovi strumenti. (continua...)

Open Data-Data Journalism: trasparenza e informazione al servizio della società nell’era digitale

17 aprile 2011
Dataj In occasione del Festival internazionale del giornalismo di Perugia, LSDI annuncia il suo secondo “e-book di giornalismo” ---------- Open Data – Data Journalism: trasparenza e informazione al servizio delle società nell’era digitale è il titolo del secondo e-book* che LSDI pubblicherà prossimamente nella collana “e-book di giornalismo”, curata insieme al Festival internazionale del giornalismo e a Simplicissimus, casa editrice specializzata in libri elettronici. Lo abbiamo annunciato a Perugia nel corso del Festival internazionale di Giornalismo. (continua...)

Albania: numero record di testate, editori molto impuri, poca qualità e tanta autocensura

17 aprile 2011
Albania Nel paese europeo con il maggior numero di testate per abitante le tirature dei quotidiani non superano le 20 mila copie e i giornalisti professano apertamente l’ autocensura e praticano un modo superficiale di fare informazione – Una intervista sull’ Osservatorio sui Balcani a Lufti Dervishi esperto di media e direttore esecutivo di Transparency International Albania – ‘’Vi sono media privati piuttosto che media liberi’’ e i proprietari se li tengono stretti  come un ‘’capitale pubblico per mantenere o accrescere l' influenza di determinati gruppi politici od economici nel Paese. Gli imprenditori fanno di tutto per non far fallire questi media, nonostante la loro scarsa redditività sul mercato’’. ------- E' il Paese europeo con il maggior numero di testate  per abitante: un numero sorprendentemente grande di media, radio, tv, giornali stampati e online. Ma le tirature dei quotidiani non superano le 20 mila copie e i giornalisti professano apertamente l’ autocensura e praticano un modo superficiale di fare informazione. E’ il quadro della situazione dell’ editoria e del giornalismo in Albania che emerge da una ampia intervista a Lutfi Dervishi, esperto di media e direttore esecutivo di Transparency International Albania, pubblicata dall’