Monthly Archives: aprile 2011

L’ informazione iperlocale delude anche il Guardian

30 aprile 2011
guardian La via dell' editoria e del giornalismo iperlocale si rivela sempre più complessa e meno redditizia di quello che si poteva ipotizzare. Dopo la rapida implosione del tanto strombazzato sito di informazione TBD (che copre Washington), e di altri siti analoghi che lo avevano preceduto, una ulteriore conferma viene dal Guardian. A due anni dall' avvio il progetto di informazione iperlocale del Guardian sembra ormai arrivato alla fine.

Il motivo – secondo Myweb2.0.it - è lo stesso che ai primi di marzo ha bocciato TBD, ''troppo oneroso rispetto ai ritorni economici''.

Anche la raccolta pubblicitaria iperlocale, ritenuta da molti come più efficace di quella generalista, è stata deludente – aggiunge il sito -.

Ma soprattutto, secondo Marshall Kirkpatrick, il punto è che finora raramente i siti di informazione iperlocale sono riusciti a creare sufficiente engagement con i lettori, preoccupandosi più di aggregare freddi dati iperlocali.

Bufale giornalistiche e macchine da scrivere

29 aprile 2011 Tag:, , ,
Pino Bruno propone nel suo blog delle riflessioni interessanti sulla diffusione di notizie false anche su siti normalmente "autorevoli" Questa storia dovrebbe diventare case study nelle scuole di giornalismo. Tutto comincia con una notizia pubblicata il 17 aprile dall’India’s Business Standard. Nei magazzini di Godrej & Bojce Manifacturing Company, l’ultimo fabbricante di macchine per scrivere al mondo – scrive il giornale – sono rimaste soltanto 500 macchine. La produzione è cessata per mancanza di ordini. La notizia viene rilanciata il giorno successivo dal Daily Mail e poi, martedì 19, da CBC e USA Today. Agenzie di stampa, giornali, televisioni e siti internet di tutto il mondo fanno il resto, con un copia-incolla virale. Con una sola eccezione: Gawker.Ne ho già parlato martedì scorso. Il redattore Seth Abramovitch legge la news e non si accontenta di riproporla così com’è. Fa qualche telefonata in giro, cerca in rete, contatta il responsabile delle vendite di una grande azienda del settore e scopre che, in realtà, ci sono altri produttori di macchine per scrivere, in Cina, Giappone e Indonesia. (continua...)

Giornalisti: Pasteris, non condivido molte cose di Iacopino, ma accettare la sfida della discussione è un grande passo avanti

28 aprile 2011
PrecariatoContinua su Lsdi il dibattito dopo l’ incontro al Festival di Perugia sui temi del precariato e della legalità del giornalismo italiano ----- di Vittorio Pasteris Il dibattito si sta animando su LSDI dopo l'incontro svoltosi al  festival del Giornalismo di Perugia. E' cosa positiva che finalmente si affronti "a cielo aperto" le tematiche del precariato e della legalità del giornalismo italiano. Per quanto non personalmente non possa condividere diversi aspetti dell'intervento del presidente ODG Iacopino occorre riconoscere che rispetto al recente passato si è fatto un salto quantico in avanti. Nella precedente gestione non avremmo mai pensato di trovare un Presidente che prima si rende disponibile ad un incontro sapendo che si sarebbe trovato di fronte persone arrabbiate, insoddisfatte, stuprate intellettualmente, moralmente ed economicamente. (continua...)

Giornalismo: su ”Problemi dell’ informazione” la ricerca di Lsdi sul lato emerso della professione

28 aprile 2011
Lsdi-Problemi-informazione L' ultimo numero di Problemi dell' informazione - la rivista edita dal Mulino e diretta da Angelo Agostini  - pubblica la parte centrale di ''Giornalismo, il lato emerso della professione'', la ricerca sulla condizione dei giornalisti italiani ''visibili'' realizzata da Lsdi. Si tratta del primo titolo di una collana di ebook sul giornalismo che Lsdi cura insieme al Festival internazionale di Perugia e a Simplicissimus e che è consultabile gratuitamente dal nostro sito. Il secondo titolo della collana, dedicato al Data journalism, è in fase di edizione. Il  numero di 'Problemi dell' informazione' appena uscito nelle librerie contiene molti materiali interessanti materiali, fra cui: - ‘’Nuovi giornalismi, la cultura digitale in redazione’’, una riflessione di Claudio Giua e Mario Tedeschini Lalli - ‘’L’ Europa dei media di fronte alla crisi’’, una Rassegna di José Manuel Nobre-Correia - ‘’Il web senza qualità; i limiti di Wikipedia e la microfisica dell’ informazione’’, di Andrea Miconi - ‘’La teoria dei ‘frame’ nel giornalismo scientifico: il caso dellebiotecnologie’’, di Arnaldo, D’ Amico, Michela Liouccio, Fabio Naro e Silvia Soligon - ‘’Il mezzo e il messaggio. Primi risultati di una indagine pilota sulla fruizione di notizie tramite giornali, web e tv’’, di Pietro Cipresso e Marco

Donazioni per un milione e 331 mila euro a Wikileaks nel 2010

27 aprile 2011
Wikileaks-Contributi1 Le spese sono state pari solo a 401.000 euro – Il bilancio 2010 nella relazione della Fondazione tedesca che cura la raccolta dei contributi per il sito coordinato da Julian Assange – Gli italiani all’ undicesimo  posto fra i donatori ----- Euro 1.331.698 di entrate, contro 401.824 di spese. E’ il bilancio 2010 di Wikileaks proposto – come segnala il blog lapulcedivoltaire – nella "Relazione preliminare 2010" della Wau-Holland-Stiftung (WHS), la Fondazione tedesca, molto vicina al Chaos Computer Club (grossa organizazione hacker), che cura la raccolta dei fondi per il sito coordinato da Julian Assange. Sul piano delle spese, la voce maggiore – 143.305 euro – riguarda l’ attività e le campagne svolte, seguono le spese di gestione interna (104.477 ) e quelle per gli spostamenti (62.053). Quasi 33.000 euro  sono stati dedicati invece alle consulenze legali. L’ Italia è all’ undicesimo posto nella classifica dei donatori, con 10.983 euro (1,7%). Al primo posto i donatori Usa con contributi per 220.000 euro (34,6%), seguiti dai tedeschi con 91.336 euro (14,4%).

Giornalisti: Iacopino, nessuna tregua agli editori ‘’ladri di verità e di sogni’’

27 aprile 2011
Iacopino Il presidente dell’ Ordine replica alla lettera aperta pubblicata qualche giorno su  Lsdi (‘’Sicuri che lo scontro frontale con gli editori sia pagante?’’), a commento di un dibattito svoltosi al Festival di Perugia – Sentendo uno strano clima nei confronti dell’ Ordine e della Fnsi, racconta Iacopino, avevo ‘’sentito il bisogno di affermare che era bene chiarire chi è il nemico: gli editori’’ - In questa vicenda, secondo il presidente dell’ Ordine,  ci sono in campo due parti: una i giornalisti, in particolare i più giovani; l’altra gli editori, impegnati solo in logiche mercantili – ‘’Non mi chieda, né lei né altri, di stare in mezzo. La mia scelta è netta ed è con i primi, non perché sono gli ultimi (non mi condiziona il mio essere cattolico) e neanche per una logica di casta. Ma per ragioni morali’’ – Il presidente della Fieg, Carlo Malinconico, osserva Iacopino, ‘’parla solo e sempre di soldi, in tutte le occasioni. E’ stato inutile chiedergli una presa di distanze da quanti tra gli editori si comportano in maniera scorretta. Inutile. Per il presidente della Fieg non è mai ‘la sede giusta’

Più di 100.000 abbonati all’ edizione online del New York Times

26 aprile 2011
NYT A un mese dall’ avvio del pay wall, il traffico sulla pagina è calato di circa il 15%, ma nello stesso periodo sono aumentato gli abbonamenti all’ edizione cartacea ----- L’ edizione digitale del New York Times ha superato i 100.000 abbonati nel suo primo mese di vita e l’ azienda è soddisfatta. L’ obbiettivo è raggiungere i 300.000 abbonamenti in un anno. Il pay wall è scattato il 28 marzo e secondo i vertici del giornale da quel giorno il traffico sulla pagina è calato di circa il 15%. Il sito, come si ricorderà,  resta gratuito per le persone che non raggiungono i 20 articoli al mese e che rappresentano l’ 85% dei 30 milioni di visitatori unici mensili. Il giornale ha spiegato che la maggioranza degli abbonati hanno scelto un abbonamento di prova a 99 centesimi di dollaro per quattro settimane, anche se un numero consistente ha optato per la quota completa di 15 dollari. (continua...)

Wikileaks: le debolezze della stampa italiana

26 aprile 2011
WikiLeaksMentre l’ informazione in tutto il mondo diffondeva i files diffusi domenica sera su Guantanamo e molti quotidiani, anche europei, erano riusciti ad uscire con la notizia in grande evidenza in prima pagina, in Italia ieri fino a metà mattinata, eccezion fatta per Il Post, regnava il silenzio più assoluto dopo più di 10 ore dalla diffusione della notizia - La conferma ulteriore di una condizione di debolezza che emerge con nettezza da una tesi che una studentessa padovana ha dedicato a una analisi approfondita del sito di Assange e a un confronto fra New York Times e la Repubblica sul modo con cui era stata seguita la vicenda del Cablegate – Secondo l’ autrice, in sostanza, sulla stampa italiana ‘’i fatti sono stati spesso banalizzati nella loro portata, quando non contaminati dalle diverse posizioni e opinioni politiche. Il  disarmante risultato è stata l’assenza nel panorama italiano di una fonte autorevole che si elevasse al di sopra di schieramenti o ideologie e che premiasse un’informazione di qualità’’ – Il lavoro, che

Blogger in rivolta contro l’ economia della ”gratitudine”

25 aprile 2011
Blogger-in-rivolta Dalla Francia agli Stati uniti segnali di forte insofferenza nei confronti dei siti che ripagano il lavoro con la ''gratitudine'' - Niente soldi, ma, ''come dicono i responsabili dei siti'',  visibilità, spazio, esposizione, considerazione; e la notorietà della testata - Un articolo su lemonde.fr fa il punto sulla ribellione di questa sorta di 'lumpen proletariat' ''che non è difeso da nessun sindacato''- Benoit Raphael, ex redattore capo del Post (gruppo Le Monde), pensa a una soluzione che riesca ad uscire dal modello della ''gratitudine'': ''Non si può più far lavorare le persone dicendo loro 'diventerete famosi’. Bisogna trovare un sistema di remunerazione che sia giusto e trasparente'' - Non tutti i blogger, ovviamente, sono oggetto di sola ''gratitudine'': leMonde ha selezionato una trentina di ''blogger invitati'' con cui condivide le risorse pubblicitarie generate dai loro blog: le somme versate sono calcolate in funzione dell' audience e vanno da 500 euro a trimestre, che è il minimo garantito, a più di 3.000 euro al mese per alcune blogger-star - Ma, nella maggior parte dei casi, la regola è di offrire ai blogger soltanto la notorietà della testata ---------- Per ora

Il presidente di Fox News sorpreso a spiare i giornalisti dei suoi quotidiani locali

23 aprile 2011
ailes In dieci mesi una dozzina di redattori e freelance si sono dimessi dai due quotidiani (personali) di Roger Ailes, presidente della rete televisiva di Murdoch, accusandolo di essere stati controllati e intercettati da agenti della sicurezza della Fox – Una gestione ‘’paranoica e insolente’’ - Una ricostruzione della vicenda, che presenta ancora contorni molto poco chiari ----- di John Cook e Hamilton Nolan (da Gawker.com) (a cura di Elena Baù) I giornali locali della Hudson Valley (New York) che il presidente di Fox News Roger Ailes possiede assieme a sua moglie Elizabeth sono in rivolta dopo che  i dipendenti hanno scoperto che Ailes li spiava attraverso alcuni addetti alla sicurezza della News Corp. Roger Ailes aveva acquistato nel 2008 il Putnam County News and Recorder, nella contea omonima, per cominciare a costruirsi il suo rifugio da pensionato. L’ idea era che lui ed Elizabeth si sarebbero ritirati nel loro piccolo fortino di 9.ooo metri quadri a Garrison (NY) e Roger avrebbe passato i suoi giorni come un gentiluomo di campagna che seguiva il quotidiano di una sonnolenta cittadina di provincia. (Un anno dopo aveva rilevato un secondo quotidiano, il Putnam County Courier).