Monthly Archives: marzo 2011

The Blizzard, trimestrale sportivo per cui paghi quanto ti sembra giusto

17 marzo 2011
Blizzard Un trimestrale britannico di approfondimento calcistico, di cui è appena uscito il numero zero,  segue per ora il sistema dei Radiohead, pagamento a donazione volontaria – E’ metà libro e metà magazine , non punta a fare concorrenza ai media tradizionali, ma intende offrire un senso e una profondità di analisi impossibile nel giornalismo frettoloso – E offre ai migliori giornalisti sportivi di tutto il pianeta ‘’uno spazio e la libertà di scrivere tutto quello che li attrae nelle vicende calcistiche più interessanti’’ ---------- Fra i tanti osservatori preoccupati per la possibilità che i ripetuti tagli alle redazioni possano comportare un abbassamento della qualità del giornalismo, Jonathan Wilson, noto commentatore sportivo inglese ha deciso di fare qualcosa di concreto e ha dato vita a  The Blizzard, un trimestrale sul calcio. All’ inziativa hanno aderito altri conosciuti giornalisti sportivi  e il numero zero è ora disponibile in formato Pdf. Una particolarità riguarda il prezzo: la Redazione ha deciso di seguire le indicazioni tradizionali dei Radiohead, chiedendo ai lettori di pagare quello che ritengono giusto. Così il numero zero può essere scaricato versando un minimo (per i costi del servizio) di 3 sterline(3,5

Pubblicità: i ricavi dei quotidiani Usa calano ai livelli di 25 anni fa

17 marzo 2011
Pubblicità-giornali Gli ultimi dati della Newspaper Association of America -  Se, anzi,  si considerasse l’ andamento dell’ inflazione, gli investimenti pubblicitari sui giornali sarebbero pari a quelli registrati 50 anni fa, nel 1962 – La pubblicità online rappresenta ora il 14% dei ricavi globali rispetto al 4% che era nel 2005 --------- La pubblicità sui quotidiani americani è sprofondata allo stesso livello di 25 anni fa, mentre il mercato ha seguito la migrazione dei lettori verso internet, dove i costi delle inserzioni sono molto più bassi di quelli imposti dagli editori sulla carta. Gli inserzionisti – spiega l’ Associated Press citando i dati diffusi martedì dalla Newspaper Association of America – hanno speso infatti nel 2010 25,8 miliardi di dollari nei quotidiani, la cifra più bassa dal 1985, quando gli investimenti complessivi nei giornali erano stati pari a 25,2 miliardi di dollari. Se si considera l’ andamento dell’ inflazione, la pubblicità sui quotidiani si aggira più o meno allo stesso livello di 50 anni fa. Nel 1962 i giornali registrarono complessivamente 3,7 miliardi, che tradotti ai giorni nostra valgono circa 26 miliardi di dollari. (continua...)

Miracolo ad Augusta (Usa), quotidiano online passa al sistema a pagamento e i lettori aumentano

16 marzo 2011
Miracolo E’ l’ Augusta Chronicle, giornale della Georgia, che a tre mesi dall’ introduzione del paywall ha visto crescere i visitatori del sito online del 5% - Ma è presto per capire se i ricavi reggeranno visto che il quotidiano offre 25 articoli premium gratuiti al mese e consente l’ accesso a un buon numero di materiali non premium ---------- Nonostante la decisione di passare all’ accesso a pagamento, un quotidiano Usa, l’ Augusta Chronicle, ha guadagnato lettori. Lo segnala Alan D. Mutter, in una delle sue Reflections of aNewsosaur, ricordando che, come vari altri osservatori, anche lui, proprio qualche giorno fa, aveva giudicato sempre molto ardua la scelta del ‘’paywall’’ per i quotidiani. E invece… nei tre mesi trascorsi dall’ innalzamento del ‘’muro’’, le pagine viste dell’ edizione online del giornale della Georgia sono aumentate di un buon 5%. (continua...)

Internet in Italia fa davvero schifo?

16 marzo 2011
InternetQualche riflessione a proposito delle amare considerazioni di Marcello Tansini, il blogger esperto di Ict che, in un post che ha fatto parecchio rumore, denuncia la scarsa qualità editoriale dell' informazione in rete, aggiungendo che lo scarso rispetto delle competenze giornalistiche e non sarebbe arrivato ad un punto di non ritorno ----- di Marco Renzi Una voce si leva libera dal web. E' una voce tricolore e fa ancora più effetto proprio perchè proviene dalle “rovine” del Belpaese 2.0 e non da Silycon o Indian o China Valley. E' la voce di un esperto di Ict che ci ricorda che nonostante la dinamicità, il grande ventaglio di possibilità, gli innumerevoli e incontaminati scenari possibili,  il web targato Italia stia diventando una degna rappresentazione dello sfascio in cui versa il Paese analogico, e sinceramente – permetteteci il giudizio di parte -  non crediamo serva a nessuno, nemmeno ai più biechi speculatori. Quello che soprattutto pare emergere in modo pressante fra le numerose e tutte molto azzeccate considerazioni di Marcello Tansini è la mancanza di rapporti fra la rete e il mondo dell' informazione. (continua...)

Dieci paesi nemici di internet

15 marzo 2011
Rsf Un internauta su tre al mondo non ha accesso a una Internet libera. Una sessantina di paesi censurano la Rete a livelli diversi o perseguitano gli utenti dell’ online.Per lo meno 119 persone sono detenute solamente per aver utilizzato il web per esprimersi liberamente. Sono alcune delle cifre contenute in un Rapporto che Reporters sans Frontières ha pubblicato, insieme alla Mappa dei nemici di internet qui sopra, in occasione della Giornata mondiale contro la cibercensura, che si è tenuta sabato 12 marzo. Il Rapporto, un centinaio di pagine, fa il bilancio della situazione della libertà di espressione sull’ online nei 10 paesi qualificati come nemici di internet - Arabia saudita, Birmania, Cina, Corea del Nord, Cuba, Iran, Siria, Turkmenistan, Uzbekistan e Vietnam - e in altri 16 paesi che si trovano sotto sorveglianza. I regimi repressivi – precisa Rsf – mettono in atto i più disparati sforzi per controllare i contenuti online, dalla censura alla repressione fisica dei protagonisti del we, passando per la diffusione massiccia di propaganda governativa. La Tunisia e l’ Egitto, in particolare, sono statio ritirati dall’ elenco dei nemiici di Intenret dopo la caduta dei governi al potere. Questi

Quotidiani Usa: redazioni ridotte del 30% in dieci anni

14 marzo 2011
Pew Lettori e ricavi pubblicitari dell’ informazione online superano per la prima volta quelli della carta stampata - Il 46% degli americani nel 2010  ha utilizzato prevalentemente il web per informarsi, contro il 40% dei lettori di quotidiani (di carta o digitali), il cui fatturato pubblicitario è sceso del 46% nell’ arco di un quadriennio, toccando i 22,8 miliardi di dollari  - L’ ottavo State of the News Media Survey realizzato dal Project for Excellence in Journalism ------ Per la prima volta lettori e ricavi pubblicitari nell’ online negli Stati Uniti hanno sorpassato quelli della carta stampata, le cui redazioni, in un decennio, hanno ridotto del 30% i propri organici giornalistici. Secondo quanto ha accertato lo State of the News Media survey, la (ottava) ricerca annuale condotta dal Project for Excellence in Journalism del Pew Research Center, nel 2010, negli Usa,  il 46% dei cittadini hanno utilizzato per informarsi per almeno tre volte alla settimana l’ online, contro il 40% che si è rivolto invece ai quotidiani di carta e alle loro edizioni web. ‘’La migrazione verso il web ha accelerato’’, ha commentato Tom Rosenstiel, direttore del Project for Excellence in Journalism. "La rapida

Pubblicità online: la falsa inevitabilità della crescita indefinita

13 marzo 2011
Pubblicità0 Ma chi l’ ha detto che la pubblicità online proseguirà indefinitamente a crescere? E la previsione secondo cui il settore dovrebbe toccare nel breve periodo i 200 miliardi di dollari, con un incremento del 700%, non è un dato gonfiato visto che l’ ammontare del mercato pubblicitario globale è di 500 miliardi di dollari? Bob Gilbreath, esperto di marketing e responsabile delle strategie a ‘’Possible Worldwide’’, una delle principali agenzie di pubblicità digitale degli Stati Uniti, invita a non farsi trascinare acriticamente dalle sirene di una crescita continua della spesa nell’ advertising online e ipotizza invece un mondo con meno interruzioni pubblicitarie – E con una contrazione della spesa che verrà probabilmente utilizzata per rimpolpare i profitti ----- (p. r.) - Ma chi l’ ha detto che la pubblicità online proseguirà indefinitamente nella sua crescita impetuosa? E la previsione secondo cui il settore dovrebbe toccare nel breve periodo i 200 miliardi di dollari, con un incremento del 700%, non è un dato gonfiato visto che l’ ammontare del mercato pubblicitario globale è di 500 miliardi di dollari? Bob Gilbreath, esperto di marketing e responsabile delle strategie a

Giornalismo online: fra luoghi comuni e ritardi culturali

13 marzo 2011
Giornalismo Nell’ immaginario collettivo l’ informazione sul web viene vista ancora come una semplificazione di quella su carta, mentre invece richiede criteri e conoscenze tecniche più sofisticati di quelli tradizionali e promette esperienze di lettura e di approfondimento più ricca e più appagante rispetto a quella proposta su carta – Una riflessione dell’ EJO – ‘’I giornali italiani hanno investito poco nel web e non hanno avuto grande coraggio nell’intraprendere un percorso verso una diversa organizzazione del lavoro’’- ‘’La trasformazione dell’assetto editoriale cartaceo in un assetto pienamente integrato paper-web è stata ricercata con convinzione da pochi e rappresenta l’elemento di debolezza primario che ostacola il raggiungimento di obiettivi di innovazione’’ ----- Pur richiedendo criteri tecnici molto più sofisticati di quello tradizionale, nell' immaginario collettivo si tende a pensare che il giornalismo sul web sia invece una semplificazione di quello su carta. Si tratta di una convinzione superficiale e completamente sbagliata, che è stata alla base del ritardo culturale che ha caratterizzato negli ultimi due decenni il mondo del giornalismo (dei giornalisti e degli editori insieme, naturalmente) in vari paesi europei, fra cui ovviamente l’ Italia. E che invece ha impedito finora di

AOL taglia 900 posti di lavoro ma promette ‘’più giornalisti’’

13 marzo 2011
aol AOL ha eliminato in questi giorni circa 900 posti di lavoro: 200 addetti negli Stati Uniti e 700 persone che lavoravano in India. In  una nota dell’ azienda che – riferisce Venturebeat.com – è arrivata sotto banco ad alcune redazioni, Tim Armstrong tenta di far passare la decisione come un passo positivo e necessario verso un riposizionamento della company, sostenendo che questa scelta ‘’rafforzerà in maniera significativa la capacità di AOL di concentrarsi sul suo sviluppo’’. E, a dispetto dei tagli, Armstrong ha aggiunto che AOL presto ‘’avrà comunque un numero maggiore di giornalisti’’ (nel senso che – traduce Venturebeat - le nuove assunzioni saranno superiori ai licenziamenti). Nei giorni scorsi alcune voci parlavano di tagli ancora più pesanti,  quantificandoli in  400 o 500 licenziamenti negli Usa.

Il Washington Post esplora il futuro del giornalismo su Tumblr

13 marzo 2011
Innovations Il Washington Post ha lanciato un suo blog - @innovations – su Tumblr, la piattaforma di blogging che ospita circa 14 milioni di blog. Come ha spiegato lo staff di Tumblr, più di 160 testate stanno usando attualmente la piattaforma. Fra di esse  il Guardian e il Los Angeles Times. Ma, diversamente dagli altri media, che prevalentemante linkano gli articoli pubblicati dal loro sito principale, il Tumblr del Washington Post si occuperà soprattutto del modo con cui sta cambiando il mondo del giornalismo e inviterà i lettori a partecipare alla discussione. La redattrice che si occupa in particolare di social media e coinvolgimento, Amanda Zamora, lavora ad esempio sul modo con cui le piattaforme sociali stanno influenzando attualmente i giornali. Il nuovo blog – rileva Editors Weblog – ha lo stesso design del sito base del Washington Post, e ad esso è connesso direttamente.  Contiene già diversi post con interventi e fotografie di lettori, che vengono invitati a diventare parte attiva nella produzione delle notizie.