Il New York Times online aveva lanciato già nel 2005 il modello a pagamento, che aveva retto fino al settembre 2007, quando i vertici editoriali decisero di tornare al modello ‘’free’’.
Lo ricorda Tagliablog precisando come il servizio a pagamento – che venne chiamato TimesSelect ($7.95/mese o $49.95/anno) – aveva registrato 227.000 abbonati e circa 10 milioni di dollari di revenue all’ anno, cifre evidentemente non sufficienti a sostenere il progetto.
(continua...)
Quotidiani: resisterà il modello a pagamento per il NYT?
23 marzo 2011
Il New York Times online aveva lanciato già nel 2005 il modello a pagamento, che aveva retto fino al settembre 2007, quando i vertici editoriali decisero di tornare al modello ‘’free’’.
Lo ricorda Tagliablog precisando come il servizio a pagamento – che venne chiamato TimesSelect ($7.95/mese o $49.95/anno) – aveva registrato 227.000 abbonati e circa 10 milioni di dollari di revenue all’ anno, cifre evidentemente non sufficienti a sostenere il progetto.
(continua...)
Un sindacato dei media invita i blogger a boicottare l’ Huffington Post
21 marzo 2011
La Newspaper Guild (26.000 associati fra giornalisti e uomini della comunicazione) accusa la testata appena acquisita da AOL di indebolire il giornalismo e di sfruttare i blogger non pagandoli - L’ HuffPo replica sostenendo di avere 160 redattori e cronisti a tempo pieno regolarmente pagati, mentre la gran parte dei blogger non sarebbero ‘’giornalisti professionali’’ – Un giornalista di Forbes ha esaminato le biografie di un centinaio di collaboratori non pagati del sito, scoprendo che in effetti molti di loro non vivono di giornalismo - Ma, aggiunge Forbes, usare come fa il sito la scusa che non sono degli articolisti per professione per non pagarli e quindi contribuire a render loro la vita difficile ‘’è proprio una bella ipocrisia’’
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La Newspaper Guild, l’ Associazione sindacale americana che conta 26.000 associati fra giornalisti e uomini del mondo della comunicazione, ha lanciato una campagna di boicottaggio contro l’ Huffington Post invitando i blogger che fino ad ora hanno scritto gratuitamente per la testata online a bloccare la loro collaborazione.
Si tratta della seconda iniziativa del genere dopo la protesta lanciata da Bill Lasarow, direttore di Visual Arts Source, una
Facebook, la più grande ‘’redazione’’ della storia
21 marzo 2011
Chi non condivide il valore di mercato raggiunto da FB non riesce a capire che si tratta di una gigantesca struttura informativa che macina notizie iperlocali (non geograficamente ma socialmente) e costituisce uno spazio di enorme interesse per gli inserzionisti - Joshua Gans, professore di economia alla Melbourne Business School e ricercatore per Microsoft, spiega perché FB non è un giocattolo, ma una grande piattaforma in cui le persone diventano reporter, redattori ed editori e in cui le notizie hanno grande affidabilità per i legami sociali che sono alla base del network - E offre una cosa che gli altri media non hanno, il magnetismo
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Facebook Is the Largest News Organization Ever
di Joshua Gans*
(Harvard Business Revue)
(traduzione di Claudia Dani)
Dopo aver letto il titolo di questo post suppongo che la reazione sia: “Davvero? Non sapevo che fosse una struttura informativa”. Ed è proprio per questo tipo di reazione che molte persone scuotono la testa di fronte alle vertiginose stime del valore di FB. Facebook non è un giocattolo. E’ una grande struttura informativa, ad un livello che non abbiamo mai visto.
Le testate giornalistiche fanno soprattutto due cose, dal
Ex Jugoslavia, l’ aria è di nuovo surriscaldata e la stampa torna a schierarsi
19 marzo 2011
Le testate dei vari paesi rispecchiano sempre di più le posizioni dei gruppi dominanti e i giornali indipendenti hanno un ruolo sempre più marginale – In Serbia, internet e i social network dicono che c' è un paese giovane a cui di nuove guerre di conquista o di rivalse non frega nulla. Ma quanta voce hanno in capitolo? Soprattutto se si tiene conto che gli apparati statali (magistratura, università, le più importanti istituzioni culturali e scientifiche, polizia, esercito, la macchina burocratica) sono retti dalla stessa gente che dominava in epoca Milosevic
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di Sandro Damiani*
L' aria si sta nuovamente surriscaldando, ulteriore conferma che la cosiddetta ‘’pace di Dayton’’ sta dimostrando ancora una volta di essere, appunto, una pace “cosiddetta”, in quanto non ci puo' essere pace senza un processo nei confronti di chi la pace l' aveva spudoratamente calpestata.
Dice il poeta Marko Vesovic, montenegrino di nascita ma da decenni a Sarajevo, compresi i millequattrocento giorni di assedio, che la Serbia usa la pace come un proseguimento della guerra con altri mezzi... mentre – sempre loro, quattro gatti come allora!? - quel pugno di intellettuali belgradesi che sin dall'avvento al potere
Direttori di tutto in mondo, unitevi
19 marzo 2011
Nasce Global Editors Network (GEN), una rete globale dei vertici giornalistici delle redazioni per capire ‘’come inventare il giornalismo di domani e come renderlo sostenibile’’
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Come inventare il giornalismo di domani e come renderlo sostenibile.
E’ l’ obbiettivo che accomuna direttori giornalistici e capi redattori di testate di tutto il mondo e di tutte le piattaforme – stampa, digitale, radio e video – che fanno capo al Global Editors Network (GEN), un nuovo network professionale per i vertici delle redazioni che punta a raccogliere notizie, condividere informazioni e creare nuovi servizi.
La nuova associazione – sostiene una nota del network - nasce dal fatto che la digitalizzazione e l’ accesso alla banda larga accelerano la convergenza fra i vari media tanto che i responsabili delle redazioni si trovano di fronte alle stesse sfide nella produzione delle notizie e si trovano di fatto ad essere membri di una stessa comunità.
Secondo Xavier Vidal-Folch, ex presidente del World Editors Forum (che fa capo a WAN-IFRA) “la qualità del giornalismo è a rischio e noi pensiamo che l’ unica soluzione per definire un modello sostenibile di giornalismo è di raccogliere dirigenti con differenti conoscenze eavviare
Ma Facebook porta nuovi lettori ai siti online dei quotidiani?
19 marzo 2011
La maggior parte dei quotidiani nazionali ha un profilo su FB: l’obiettivo è ampliare il numero dei lettori ma anche lanciare nuove iniziative editoriali – Nessuno di essi produce dei contenuti specifici per FB - Nonostante i buoni risultati dei principali giornali italiani resta però il dubbio se la crescita dei ‘’mi piace’’ non si fermi sui profili di FB senza portare nuovi visitatori sui siti web delle testate
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di Claudia Dani
Quasi tutti i quotidiani nazionali posseggono un profilo su FB. Lo utilizzano per diffondere le notizie che già pubblicano all’interno del loro sito web. L’intento è raggiungere un maggior numero di lettori. Non creano contenuti ad hoc per FB. Ma il lettore, che ha cliccato sul bottone ‘mi piace’, si vedrà pubblicare in bacheca gli aggiornamenti.
In uno dei casi esaminati in questa piccola analisi su alcune delle maggiori testate italiane, quello del Sole24ore, viene anche utilizzato lo strumento All in 1 social, che, come abbiamo già visto, serve a fidelizzare i lettori e fare in modo che sui loro wall di FB appaiano notizie su argomenti per cui hanno dimostrato in passato un interesse particolare. Cosa
Turchia, proteste contro gli ‘’arresti arbitrari’’ di giornalisti
18 marzo 2011
Salta una riunione di giornalisti europei in programma a Bursa mentre a Strasburgo l’ Associazione dei giornalisti Parlamentari chiede alle autorità turche di fermare le loro ‘’minacce e intimidazioni nei confronti della stampa’’ del paese – Secondo le ultime stime 68 giornalisti turchi sono attualmente detenuti e 2.000 sotto inchiesta
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Una riunione dell’ Associazione dei giornalisti europei che avrebbe dovuto tenersi in questi giorni a Bursa, in Turchia, è stata annullata a causa della difficile situazione in cui si trovano molti giornalisti turchi.
Secondo uno dei delegati, Dogan Tilic, 68 giornalisti turchi sono attualmente detenuti e 2.000 sotto inchiesta per ragioni che lo stesso parlamento europeo, in una risoluzione del 9 marzo, ha duramente criticato.
La scorsa settimana 8.000 giornalisti si sono riuniti a Piazza Taksim a Istanbul per protestare contro la situazione e il 19 marzo hanno ripetuto la manifestazione ad Ankara (nella foto).
Ieri un nuovo allarme è venuto da Strasburgo, dove l’ Associazione dei giornalisti parlamentari europei, denunciando ‘’arresti arbitrari’’ chiede alle autorità turche di fermare le loro ‘’minacce e intimidazioni nei confronti della stampa’’ del paese.
(continua...)
Al NYT scatta l’ online a pagamento, sembra prevalere lo scetticismo
18 marzo 2011
Dal 28 marzo scatterà il tanto atteso e studiato ‘’paywall’, che consentirà di continuare a consultare gratuitamente fino a un massimo di 20 articoli al mese – Ma già sono in rete i primi suggerimenti su come continuare a leggerlo gratuitamente anche dopo aver superato il tetto – E un primo sondaggio in corso su Mashable dimostra che solo il 7,24% dei partecipanti sarebbe disposto a pagare
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Atteso da tutti gli osservatori come un momento chiave nell' evoluzione dell' editoria giornalistica digitale, il passaggio all' accesso a pagamento per i contenuti online del NYT è arrivato. Da ieri il nuovo sistema di accesso è attivo in Canada, mentre diventerà operativo negli Stati UNiti e nel resto del mondo a partire dal 28 marzo.
La decisione ha scatenato una valanga di commenti e di valutazioni, in parte segnate da un certo scetticismo.
Come spiega Journalism.co.uk, il sistema – che segue il modello ‘’meter’’ - consente di consultare gratuitamente fino a 20 articoli al mese, compresi video e altre forme di contenuti, mentre la sezione Top News degli smartphone e delle applicazioni su tablet resteranno gratuite. Anche l' home page del sito e le
Solo 24 ore di vita sociale per le notizie online
17 marzo 2011
I risultati di una ricerca condotta da YahooLabs su 45 siti di informazione online Usa – Nessuna ‘’coda lunga’’ nella diffusione sociale dell’ informazione digitale, commenta un post del Giornalaio – Il ‘newsgaming’ come fattore trainante
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Il ciclo di vita della diffusione sociale delle notizie si limita a 24 ore. Non esiste praticamente nessuna “coda lunga”. E’ uno dei principali risultati che emergono da una ricerca condotta da YahooLabs sulla vita sociale online delle notizie.
Lo racconta Pier Luca Santoro sul suo Giornalaio, spiegando che la ricerca - The Like Log Study [Ediscope: Social Analytics for Online News] - è il risultato di una desk research conclusa a fine 2010: sono stati presi in considerazione 45 siti web di informazione, 100mila notizie ed oltre 40 milioni di reazioni degli internauti, analizzandone la diffusione, le preferenze dell’utenza ed il ciclo di vita.
(continua...)
Buone notizie per i giornali di carta (in America Latina)
17 marzo 2011
Il mercato dei quotidiani, prosciugato di lettori e ricavi e incalzato dai media online in gran parte dell’ Europa e dell’ America del nord, sta prosperando in America Latina.
Lo ha rilevato il presidente dell’ Associazione mondiale dei giornali (Wan-Ifra)*, Christoph Riess, intervenendo a un convegno che si è svolto a Bogotà
‘’Non date retta a quei profeti secondo cui i quotidiani sono condannati’’, ha detto Riess, . secondo quanto riporta l’ European Journalists Centre, sottolineando che la diffusione complessiva nella regione è cresciuta del 5,1% - dai 13 ai 14,1 milioni di lettori fra il 2005 e il 2009 -, mentre in Europa è calata del 7,9%.
I ricavi dei giornali in America Latina sono schizzati verso l’ alto del 65% durante questo periodo, mentre sono crollati del 33,1% nel Nord America e del 13,9% in Europa.
Secondo Riess l’ America latina è matura per una ulteriore crescita, visto il positive quadro economico complessivo, la stabilità dei ricavi dalla diffusione e la crescita del mercato del ‘mobile’, che potrà portare buone chance per i contenuti a pagamento.
Tra l’ altro, secondo Riess, l’ America latina ha più tempo per prepararsi