Presentate da una deputata democratica della California, prevedono il controllo della Federal Trade Commission (FTC) sulle pratiche finalizzate al cosiddetto ‘’behavioral advertising’’ (la pubblicità costruita sul profilo dei singoli internauti) e, più in generale, al tracciamento delle attività online
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Le pratiche finalizzate alla cosiddetto ‘’behavioral advertising’’ – la pubblicità costruita sul profilo dei singoli internauti – e, più in generale, al tracciamento delle attività online potrebbero essere regolamentate negli Stati Uniti dalla Federal Trade Commission (FTC).
Lo prevedono due proposte di legge indipendenti presentate al Congresso Usa da una deputata democratica della California, Jackie Speier, che - racconta Mauro Vecchio su Punto informatico - puntano ad anteporre la tutela della privacy online alle voglie di profitto di grandi e piccole aziende.
Secondo Vecchio, la prima proposta, denominata Do-Not-Track-Me-Online Act, affida alla Federal Trade Commission il compito di diramare - in un arco temporale di 18 mesi - una serie di regole chiare da imporre alle varie aziende. Gli utenti dovranno avere in pratica facoltà di scelta, soprattutto se contrari allo sfruttamento di cookie e affini per gli scopi del marketing.
I compiti di FTC non si limiteranno
Pubblicità: Usa, proposte leggi contro l’ uso selvaggio dei dati personali online
15 febbraio 2011
Presentate da una deputata democratica della California, prevedono il controllo della Federal Trade Commission (FTC) sulle pratiche finalizzate al cosiddetto ‘’behavioral advertising’’ (la pubblicità costruita sul profilo dei singoli internauti) e, più in generale, al tracciamento delle attività online
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Le pratiche finalizzate alla cosiddetto ‘’behavioral advertising’’ – la pubblicità costruita sul profilo dei singoli internauti – e, più in generale, al tracciamento delle attività online potrebbero essere regolamentate negli Stati Uniti dalla Federal Trade Commission (FTC).
Lo prevedono due proposte di legge indipendenti presentate al Congresso Usa da una deputata democratica della California, Jackie Speier, che - racconta Mauro Vecchio su Punto informatico - puntano ad anteporre la tutela della privacy online alle voglie di profitto di grandi e piccole aziende.
Secondo Vecchio, la prima proposta, denominata Do-Not-Track-Me-Online Act, affida alla Federal Trade Commission il compito di diramare - in un arco temporale di 18 mesi - una serie di regole chiare da imporre alle varie aziende. Gli utenti dovranno avere in pratica facoltà di scelta, soprattutto se contrari allo sfruttamento di cookie e affini per gli scopi del marketing.
I compiti di FTC non si limiteranno
Trove, un nuovo passo verso la personalizzazione dell’ informazione
15 febbraio 2011
Il Washington Post ha annunciato per marzo il lancio del nuovo sito, un aggregatore di notizie online che permette agli utenti di personalizzare i flussi di informazione sulla base dei propri interessi e delle proprie scelte
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Un nuovo passo verso la personalizzazione dell’ offerta informativa è stato fatto dal Washington Post che ha annunciato il lancio di Trove, un aggregatore di notizie online che permette agli utenti di personalizzare i flussi di informazione sulla base dei propri interessi e delle poroprie scelte.
Il sito – spiega Editorsweblog, citando Mashable, – è ancora in fase beta (sperimentale) in attesa del lancio ufficiale, che dovrebbe avvenire in marzo.
Il Washington Post è solo l’ ultima di una serie di testate che hanno messo a punto dei canali di consume mediatico personalizzato.
(continua...)
Rientra a Mosca il corrispondente del Guardian espulso dal Cremlino
14 febbraio 2011
Luke Harding, il giornalista del Guardian espulso una settimana fa dalla Russia, è rientrato ieri a Mosca e già oggi dovrebbe regolare con il Cremlino la questione degli accrediti che regolano l’ attività dei corrispondenti stranieri nella capitale russa. Intanto il capo della diplomazia russa, Sergeij Lavrov, è a Londra oggi e domani per una visita diplomatica già in calendario, e il caso Harding sarà sicuramente tra i temi caldi dell' incontro russo-britannico.
Valentina Barbieri ricostruisce la vicenda che ha richiamato echi da guerra fredda nel quadro del progressivo logoramento dei rapporti fra la Russia e il Regno Unito registrato nel corso degli ultimi anni (basti citare i nomi di Berezovskij o di Litvinenko).
Così, mentre per molti osservatori internazionali, l’ espulsione di Harding può essere letto come un segnale a tutti i corrispondenti stranieri -‘’se vuoi lavorare in Russia tieni la bocca chiusa a chiave” – le autorità russe mirano invece a minimizzare la questione, riportandola all'interno di una cornice legislativa e burocratica.
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di Valentina Barbieri
Sabato 5 febbraio 2011 Luke Harding, corrispondente del “Guardian” in Russia, atterra nell'aeroporto
I tweet sono pubblici e possono essere riprodotti
13 febbraio 2011
Lo ha deciso la Press Complaints Commissione, l’ organismo indipendente che veglia sul rispetto del codice di etica professionale sui mezzi di comunicazione del Regno Unito, respingendo la denuncia di una dipendente pubblica contro due quotidiani che avevano ripreso le sue critiche e le sue proteste contro il sistema di trasporti pubblici inglesi
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Quello che gli utenti pubblicano su Twitter è pubblico e può essere ripreso e ripubblicato. Lo ha stabilito la Press Complaints Commission (PCC), l’ organismo indipendente che veglia sul rispetto del codice di etica professionale sui mezzi di comunicazione del Regno Unito.
Secondo 233grados.com si tratta della prima decisione relativa ai contenuti disponibili sulla piattaforma di microblogging. La vicenda al centro della decisione era nata in seguito alla denuncia di una pubblica dipendente i cui tweets erano stati riprodotti da The Independent on Sunday e dal Daily Mail.
La PCC ha accolto la linea di difesa dei due quotidiani, secondo cui non c’ era stata nessuna violazione della privicay della donna, rilevando che la sua pagina su Twitter era aperta ed pertanto accessibile a qualsiasi internauta.
(continua...)
Giornalismo online: l’insostenibile arretratezza degli editori italiani
13 febbraio 2011
Mentre gli editori “veri”non riescono ancora a mettersi per bene alla ricerca di nuove fonti di ricavo in grado di assicurare una base economica solida all’ informazione online, le soluzioni adoperate dai "minori" ricordano più le truffe alla Totò che reali strategie imprenditoriali – Qualche riflessione sull’ anomalia italiana - Una serie di video sui problemi del giornalismo digitale girati al Congresso della Fnsi
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di Marco Renzi
Se a livello internazionale il mondo dell'editoria cerca, anche se un po’ affannosamente, strade sempre più efficaci per finanziare il mondo dell' informazione formato 2.0, in Italia il grosso del comparto editoriale (salvo poche luminose eccezioni) nicchia, in attesa che arrivi una non meglio precisata “manna dal cielo”.
Le questioni di fondo, nella ricerca di nuove fonti di ricavo in grado di assicurare una base economica solida alla nuova editoria elettronica, al momento nel nostro paese non vengono nemmeno minimamente considerate dagli editori "veri", e le soluzioni adoperate dai "minori" ricordano più le truffe alla Totò che reali strategie imprenditoriali.
(continua...)
Qualche idea per un feuilleton 2.0
12 febbraio 2011
Sperimentare una forma di feuilleton adattato al web – Ne parla sul suo blog Thierry Crouzet, spiegando che non si tratterebbe più di pubblicare una volta alla settimana i capitoli di un romanzo, ma di tentare un esperimento mettendo in gioco le varie tecniche diverse sperimentate in questi anni sulla Rete
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Nel XIX secolo, racconta su Le peuple des connecteurs Thierry Crouzet, un geniale irregolare del mondo dei media francesi (che spesso ospitiamo su Lsdi), la gente non comprava i giornali, come oggi, per leggere le previsioni del tempo, gli oroscopi o le necrologie, ma per ritrovare il seguito delle avventure descritte dai grandi autori di feuilleton, tipo Dumas o Balzac.
E’ così che la forma del romanzo popolare venne canonizzata. I gialli e i polizieschi attuali affondano le loro radici in quella pratica narrativa. E anche la letteratura ‘alta’ venne spinta a cambiare.
Ecco, dopo aver definito che cosa secondo me doveva essere un libro elettronico (pardon, un codex – cioè un ipertesto con un codice informatico che permette di calcolare dinamicamente la navigazione, e quindi di riorganizzare il testo stesso -), mi dico che bisognerebbe sperimentare una
Giornali: per la carta venti di crisi anche in Australia
12 febbraio 2011
Vendite in calo per la gran parte delle testate – Nell’ ultimo trimestre del 2010 quotidiani in calo del 2,7%, un tasso che sale al 3% per l’ edizione del sabato e al 3,1% per quella della domenica – Diffusione a meno 7% per le testate settimanali ----- (a.f.) - In Australia il totale delle vendite infrasettimanali dei quotidiani nazionali, regionali e cittadini ha subito un rallentamento pari al 2,7% nell’ultimo trimestre del 2010 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo gli ultimi dati pubblicati dal Audit Bureau of Circulations (l’autorità in materia di tiratura dei giornali), citati da The Australian. Note positive, invece, sono giunte dall’edizione del sabato del Daily Telegraph, le cui vendite sono cresciute del 1,5% su base annua, e dall’edizione infrasettimanale dell’Advertiser di Adelaide, che ha registrato un + 0,1% nelle vendite. Anche il Sunday Age di Melbourne (che fa capo a Fairfax Media) è cresciuto dell’1% contro lo 0,1% del Sun-Herald di Sydney (stessa proprietà). Complessivamente comunque il volume delle vendite infrasettimanali si è contratto per un valore pari al 2,4% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, la cifra sale al 3% per le vendite del sabato
Internet, il mezzo meno usato dagli italiani per informarsi
12 febbraio 2011
I robot avranno la loro Wikipedia?
11 febbraio 2011
I robot potrebbero avere presto un equivalente di internet e di Wikipedia. Alcuni scienziati europei sono impegnati in un progetto che dovrebbe consentire ai robot di condividere e di conservare le informazioni che scoprono via via sul mondo.
Chiamato RoboEarth, il progetto prevede che i robot possano scaricare dei dati mentre gestiscono un determinato lavoro e chiedere aiuto per svolgerne altri.
I ricercatori impegnati sperano che ciò possa permettere ai robot di svolgere i servizi assegnati più velocemente, avendo a disposizione un insieme di conoscenze sui loro ''dirigenti umani''.
(continua...)
Sempre più informazione, sempre meno lettori
11 febbraio 2011
I dati sull’ analfabetismo dimostrano che il numero di potenziali lettori in Italia tende costantemente a diminuire non solo in virtù dell’alternativa internet, ma dalla presenza di un pubblico che si dimostra privo di quelle conoscenze e capacità che permettono di comprendere un articolo di natura politica, economica e sociale - Una riflessione dell’ Osservatorio sul giornalismo
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Incrociando i dati sull’ analfabetismo con quelli sul calo della lettura si ottiene un quadro veramente preoccupante della situazione del nostro paese.
Lo rileva Piero Macri che, sull’ Osservatorio sul giornalismo, rileva:
Come dimostrano i dati sull’analfabetismo – totale, parziale o di ritorno – espressi da Tullio De Mauro – il numero di potenziali lettori tende costantemente a diminuire non solo in virtù dell’alternativa internet, ma dalla presenza di un pubblico che si dimostra privo di quelle conoscenze e capacità che permettono di comprendere un articolo di natura politica, economica e sociale.
Viviamo in una società ipertecnologica, che ha moltiplicato e potenziato i mezzi di informazione, ma che in definitiva sembra perdere progressivamente un pubblico capace
