Monthly Archives: febbraio 2011

Book Saver, il digitalizzatore di libri

22 febbraio 2011
Book-saverE' stato presentato al Consumer Electronics Show di Las Vegas e per ora il modo più rapido e conveniente per digitalizzare romanzi, libri di testo o periodici e salvarli direttamente su una memory card - Tutti gli scanner in circolazione sono in grado di trasformare in digitale le pagine di un libro, ma Book Saver lo fa sicuramente meglio e senza scomodare il computer ----- (a. f.) - Qualcuno lo ha chiamato ebook-killer, ma forse è una definizione eccessiva. E’ il Book Saver, uno strumento per digitalizzare pubblicazioni in formato cartaceo presentato nel corso del Consumer Electronics Show di Las Vegas. Il Book Saver, nato sull’onda del crescente interesse del pubblico nei confronti di e-reader ed e-book, rappresenta il modo più rapido e conveniente per digitalizzare romanzi, libri di testo o periodici e salvarli direttamente su una memory card. Attraverso un unico strumento, dunque, sarà possibile rendere la nostra polverosa biblioteca in cellulosa compatibile con gli e-reader di ultima generazione. Tutti gli scanner in circolazione sono in grado di trasformare in digitale le pagine di un libro, ma Book Saver (di Ion) lo fa sicuramente meglio e senza scomodare il computer. Si

Come chiudere la Russia ai giornalisti (non solo stranieri)

20 febbraio 2011
[caption id="attachment_7296" align="alignleft" width="293" caption="(dall' Espresso)"](dall' Espresso)[/caption] Da più di un decennio, e in particolare con l’ avvento di Putin, l’ Fsb ha ripreso in pieno gli strumenti di limitazione dell' azione dei giornalisti che risalivano ai tempi dell' Unione Sovietica: negazione o limitazione dei visti per gli stranieri (come ha dimostrato la recente vicenda del corrispondente del Guardian Luke Harding), e utilizzazione della legislazione sul terrorismo per quelli russi – Andrej Soldatov e Irina Borogan, in un’ analisi su Ežednevnij žurnal, raccontano come la gestione dei visti sia ‘’un modo primitivo ma molto efficace di obbligare i corrispondenti delle testate occidentali a lavorare in condizioni di permanente autocensura’’ e come, per i colleghi russi, i servizi speciali abbiano iniziato a limitarne sistematicamente il lavoro attraverso il "regime di operazioni antiterroristiche (KTO)", che impedisce di recarsi e di raccogliere informazioni nelle zone più calde del paeseUna situazione come quella di Beslan, spiegano, oggi funzionerebbe in una maniera totalmente diversa: una narrazione a senso unico dei fatti, giornalisti addestrati a dire quello che serve e non quello che vedono, meno informazione e, soprattutto, strumentalizzata ------ (v. b.) - Il 5 febbraio 2011

HuffPo-AOL: una bolla anche per il Web 2.0?

19 febbraio 2011
Arianna Uno dei numerosi collaboratori volontari dell’ Huffington Post racconta perché, se finora, come tanti suoi colleghi, ha scritto gratis per Arianna, non lo farà più per AOL –E sostiene che il costo esagerato dell’ operazione potrebbe essere un altro segnale del fatto che anche in questo scorcio della seconda era dei media digitali si starebbe formando una bolla destinata a scoppiare ----------- L’ acquisizione di Huffington Post da parte di AOL potrebbe essere il punto di viraggio del favoloso Web 2.0, il segno che anche la seconda grande era di internet, come è accaduto per il Web 1.0, è una bolla destinata a scoppiare. Lo teme Douglas Ruskhoff, uno delle centinaia di collaboratori non pagati di HuffPo, secondo cui la cifra pagata per l’ acquisizione sarebbe esagerata di fronte al fatto che il sito rilevato –l’ HuffPo – avrebbe già toccato il suo massimo sviluppo possibile. Secondo il giornalista, questo accordo, insieme alla fusione del Daily Beast con Newsweek e all’ intenso maquillage che sta facendo  Facebook in vista di una sua IPO, l’ offerta pubblica iniziale di azioni, costituirebbe un segnale del fatto che anche in questo scorcio della seconda era dei media

HuffPo-AOL: i nuovi ‘’schiavi’’ del web e la svalutazione dei contenuti

19 febbraio 2011
Schiavi-Huff Huffington Post è solo l’ esempio più visibile della nuova economia dell’ informazione, in cui chi scrive sa che riceverà per il suo lavoro dei compensi molto inferiori a quelli che giravano nei tempi migliori dei mainstream media, osserva Paul Gillin su NewspaperDeathWatch -  Ogni singolo articolo del sito appena rilevato da AOL produce ricavi per circa 1.000 dollari, mentre quelli più importanti vengono pagati non più di 200 dollari e sono centinaia i blogger che lavorano completamente gratis – L’ unica ‘’soddisfazione’’, continua Gillin, è che questa dinamica non è nuova: nell’ era pre-Internet il New York Times poteva permettersi di pagare i freelance una miseria per il loro lavoro perché era il New York Times. Avere la firma sotto il titolo valeva molto di più del compenso per l’ articolo, che poi bastava solo a pagarsi una birra ----- Huffington’s Serfs di Paul Gillin (NewsaperDeathWatch) (…) Scrivendo sulla Columbia Journalism Review, Lauren Kirchner nota che  il lavoro gratuito attualmente può essere illegale in determinate circostanze. In alcuni casi delle persone sono state costrette ad accettare dei compensi visto che il lavoro volontario poteva essere ritenuto una concorrenza sleale

Senscritique.com: fra giornalismo partecipativo e rete sociale

18 febbraio 2011
senscritiqueIl sito, per ora in lingua francese,  permette agli utenti di scrivere e pubblicare critiche e recensioni culturali di film, libri, spettacoli, all' interno di una rete sociale che si allarga sempre di più ----- Un nuovo arrivato nella grande famiglia dei siti partecipativi: si tratta di Senscritique.com, sito per ora in lingua francese, che permette agli utenti di scrivere e pubblicare le proprie critiche culturali all' interno di una rete sociale. Dopo un periodo di sperimentazione, il sito ormai è partito e sta riscuotendo un buon successo. Chi si iscrive deve indicare le opere che ama e costruire così la propria rete sociale, analoga per certi versi a quella di twitter (con un sistema di followers/following, che qui vengono invece chiamati ''esploratori' e ''abbonati''). (continua...)

Informazione: bombardati dall’ equivalente di 174 quotidiani al giorno

17 febbraio 2011
[caption id="attachment_7275" align="alignleft" width="206" caption="(clicca per ingrandire)"](clicca per ingrandire)[/caption] E’ questa la dose giornaliera di dati che ci arrivano attraverso internet, tv, cellulari (un volume di informazioni  5 volte superiori rispetto  al 1986), mentre ognuno di noi produce l’ equivalente di sei giornali al giorno ------ ‘’In un mondo di informazioni infinite il bisogno di soggetti autorevoli che selezionino, rielaborino ed aggreghino contenuti è sempre più pressante. La capacità di farlo concretamente (...) è la sfida che si pone per la creazione di valore aggiunto e del relativo riconoscimento /ritorno economico in ambito editoriale''. Lo osserva Pier Luca Santoro  sul Giornalaio, in riferimento a uno studio statunitense pubblicato pochi giorni fa su Science Magazine (e

Un Osservatorio europeo sulle rappresentazioni di genere in TV

17 febbraio 2011
Donne Lo ha lanciato l’ Osservatorio di Pavia ed effettuerà un monitoraggio permanente sulla rappresentazione di donne e uomini in 15 testate di Italia, Francia, Germania, Inghilterra e Spagna ----- Un Osservatorio europeo sulle rappresentazioni di genere. E’ stato messo a punto dall’  Osservatorio di Pavia e ha come compito un monitoraggio permanente sulla visibilità delle donne e degli uomini in 15 testate giornalistiche televisive di Italia, Francia, Germania, Inghilterra e Spagna. Nato sul modello del Global Media Monitoring Project (Osservatorio di Pavia - Dossier GMMP), il più ampio e longevo monitoraggio internazionale sulla rappresentazione delle donne e degli uomini nei mezzi di informazione, questo monitoraggio – spiega Pavia - rileverà la quota di donne presenti nell’ informazione dei telegiornali, come persone capaci di fare notizia e come giornaliste, nonchè il loro ruolo e le loro caratteristiche socio-demografiche. Dentro le notizie l’ Osservatorio cercherà di cogliere eventuali stereotipi, così come la capacità di sfidarli o di portare nell’ informazione quotidiana questioni e prospettive di genere. La dimensione del campione consentirà di confrontare il “gender setting” dei notiziari italiani con quello dei principali telegiornali europei, pubblici e privati, in una prospettiva più ampia e anche più efficace, dal punto di vista

La rete fra oscuramenti e sequestri

17 febbraio 2011
SilvioLe Authority italiane non possono oscurare siti internet per presunte violazioni del diritto d’ autore senza passare attraverso la magistratura. Loauspica una interpellanza presentata da 45 deputati di vari gruppi parlamentari, primo firmatario l’On. Roberto Cassinelli. Lo annuncia  Daniele Minotti sul suo blog, spiegando che l' interpellanza si riferisce in particolare all' AGCom, l' authority di garanzia delle comunicazioni. L' iniziativa bypartisan nasce dall' impegno di una serie di associazioni - Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo,  Assonet-Confesercenti, Assoprovider-Confcommercio e Studio Legale Sarzana - che hanno già raccolto oltre 3.500 firme. ''In effetti – commenta Minotti -, conferire certi poteri ad un’Authority, senza passare, in prima battuta, dall’Autorità Giudiziaria, è una discreta sciocchezza''. Minotti dà notizia anche di un' altra brutta azione censoria che si è verificata in questi giorni a Savona col sequestro di un sito, Savona e Ponente, gestito dalla giornalista Valeria Rossi, per un post intitolato “Voglio ammazzare Berlusconi”. Non entro minimamente nel merito pur non amando la violenza, ancorché soltanto verbale e/0 scherzosa, ma non si può negare che siamo nell’ ambito della satira. Se ne parla molto poco, la notizia si è diffusa da