Monthly Archives: febbraio 2011

Sempre più a rischio il confine fra pubblicità e informazione, che fare?

27 febbraio 2011
advertorial Di fronte ai pericoli determinati dalla progressiva ibridazione dei due settori, con il diffondersi di contenuti ‘’brandizzati’’ e la nascita delle pratiche di ‘’advertorial’’ (materiale editorial-aziendale), la trasparenza può essere forse la sola risposta – La convinzione è emersa a Londra in occasione di un convegno organizzato dall’ Associazione degli editori online - Conservare una separazione fra notizie e pubblicità utilizzando dei contrassegni specifici per i materiali aziendali è infatti cruciale: il fatto che le testate giornalistiche mantengano la loro credibilità come fornitori affidabili di informazione indipendente è importante anche per gli inserzionisti perché i loro contenuti pubblicitari possono beneficiare di quella stessa credibilità ------- Advertorials: do they represent the paradox of the Fourth Estate? di Federica Cherubini (Editor's weblog) Il confine fra le pressioni del mercato pubblicitario e l’ indipendenza editoriale sta diventando sempre più esile? Con la crisi che molte testate stanno affrontando, essere in grado di attirare più investimenti pubblicitari può essere un fattore chiave per la sopravvivenza.  E i contenuti ‘’brandizzati’’, o gli advertorial (''redazionali’’ e materiali aziendal-editoriali) diventano sempre più diffusi: contenuti pubblicati all’ interno del layout di un articolo. Ed è vitale, quando vengono usati, mantenere una integrità

Google dichiara guerra alle fabbriche di contenuti

27 febbraio 2011
Contentfarm Con una serie di modifiche all’ algoritmo principale del suo motore di ricerca l' azienda di Mountain View vorrebbe ristabilire un sistema più equilibrato e giusto di ranking dei siti web, colpendo quelli di bassa qualità e restituendo valore a quelli di alta qualità, che ora invece risultano penalizzati ----- Google ha annunciato delle importanti modifiche all' algoritmo principale del suo motore di ricerca, cambiamenti sottili e forse non percepibili dal grosso degli utenti, ma tali da aumentare notevolmente la qualità dei risultati delle sue ricerche. Con questa decisione – commenta Mashable.com – Google prende di mira soprattutto le content farm, le fabbriche di articoli su scala ''industriale'', il cui principale obbiettivo è di attirare traffico online ammucchiando contenuti (in gran parte) inutili, prodotti con gradi quantità di testi di bassa qualità o copiando articoli originali da altri siti. (continua...)

Da Google all’ Ipi 2,7 mln di dollari per lo sviluppo del giornalismo online

27 febbraio 2011
Ipi Il grosso finanziamento è stato stanziato nell’ ambito del News Innovation Contest, un progetto dell' International Press Institute che punta a sostenere le nuove modalità dell’ informazione nell’area EMEA (costituita da Europa, Medio Oriente e Africa) ----- Con un finanziamento di 2,7 milioni di dollari Google ha deciso di contribuire direttamente allo sviluppo del giornalismo online. Il contributo andrà in particolare all’ IPI (International Press Institute) nell’ ambito dell’ IPI News Innovation Contest, un progetto che punta a sostenere le nuove modalità d’informazione nell’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa), spiega Affaritaliani. Le sovvenzioni saranno erogate a organizzazioni profit e no-profit che sviluppano tecnologie digitali open-source, anche in ambito mobile, realizzate da giornalisti o per i giornalisti e distribuite nel pubblico interesse. (continua...)

La BBC lancia un sito web per aiutare a produrre programmi tv

25 febbraio 2011
BBC La BBC ha lanciato in questi giorni un sito che insegna alle persone a produrre programmi televisivi. E’ stato chiamato BBC college of production e fornisce indicazioni pratiche su tutti gli aspetti della produzione radiotelevisiva e online. Il sito – spiega l’ European Journalism Centre citando il Guardian- fa parte della BBC Academy e si spera che possa servire non solo per la formazione dello staff dell’ azienda televisiva, ma anche come una risorsa per tutto il vasto mondo dell’ industria del broadcast, anche, quinid, per i giovani che vorrebbero entrare a farne parte. Attraverso filmati, piccoli programmi e video – osserva la direttirce del sito, Amanda Lyon – creative, esperti e innovartivi del broadcasting condivideranno gratuitamente la loro esperienza con la comunità dei addetti alla produzione attraverso dei passaggi mirati’’. Ogni video o brano radiofonico punta ad analizzare una singola questione, fornendo elementi pratici su un’ ampia fascia di argomenti, dall’ editing alle tecniche di intervista, o all’ uso che è possibile fare dei blog per valorizzare i contenuti di un programma. Attualmente sul sito

Giornalismo online: in Francia una nuova piattaforma di crowdfunding

25 febbraio 2011
Jaimelinfo Jaimelinfo parte nei prossimi giorni – Ispirata all’ esperienza di SpoUs, la piattaforma  ha però una impostazione in parte diversa: sono i siti di informazione e non singorlarmente i giornalisti a proporre servizi e inchieste da finanziare – Ma le esperienze in questo campo oltralpe, almeno per ora, non sono molto confortanti -----   Un nuovo sito di crowdfunding verrà lanciato in Francia nei prossimi giorni, ai primi di marzo. E’ Jaimelinfo.fr, una piattaforma di finanziamento collettivo del giornalismo online controllata da Rue89. I lettori potranno contribuire finanziariamente alla realizzazione di inchieste e reportage oltre che ai progetti di sviluppo dei siti associati.   Ispirato all’ esperienza di Spot.us, la piattaforma – racconta Journalismes.info – punta molto sul ruolo dei siti e ha raccolto già l’ adesione di una cinquantina di testate online e di blog, fra cui Mediapart e OWNI. Rispetto a SpotUs, infatti, Jaimelinfo ha una impostazione in parte diversa: sono i siti di informazione e non singorlarmente i giornalisti a proporre servizi e inchieste da finanziare e possono sollecitare nello stesso tempo anche contributi al loro funzionamento e al loro sviluppo, spiega Laurent Mauriac, presidente di Jaimelinfo e giornalista di Rue89.

A leMonde Interactif un giornalista su due è precario

24 febbraio 2011
lemonde Manifestazioni di protesta questa settimana davanti alla sede del quotidiano a Parigi – Su 100 redattori dei due siti online del giornale (leMonde.fr e lePost.fr), 50 sono ‘freelance’ o hanno contratti a tempo determinato, che per alcuni si ripetono anche da 4-5 anni, con periodiche 'sospensione' di sei mesi ------ Una quarantina di giornalisti precari del sito web di leMonde hanno dato vita lunedì mattina a una manifestazione di protesta davanti alla sede del giornale, a Parigi. Alla protesta hanno partecipato anche dei precari dell’ edizione cartacea del quotidiano. Ebbene sì, anche questa venerabile istituzione ospita dietro la sua sontuosa facciata 48 giornalisti freelance o a tempo determinato (CDD) – tali non per scelta ma perché costretti – che reclamano da anni un contratto a tempo indeterminato. ‘’La voix du Dodo’’, un sito web francese che si occupa di stampa e giornalismo, ne ha parlato con Nicolas Enault, redattore al Monde.fr (dove si occupa dei blog) e presidente della Société des personnels, una struttura per certi versi analoga ai nostri Comitati di redazione (per approfondire  vedi Lsdi, Cdr, Consigli di redazione e Società di giornalisti nella stampa scritta in Europa).

Blog in declino, ma blogging in ottima salute

23 febbraio 2011
tumblr Il New York Times cita una ricerca di Pew Internet, secondo cui soprattutto fra i giovanissimi l’ uso dei blog tradizionali sarebbe si quasi dimezzato fra il 2006 e il 2009 a favore di Twitter o Facebook, ma, sostiene GigaOm, in realtà un sacco di giovani continuano a bloggare attraverso la piattaforma di Tumblr, anche se loro stessi pensano che quello non sia il blogging tradizionale – Insomma, quello che il blogging rappresentava anche quattro o cinque anni fa si è  evoluto in una sorta di ‘’continuum editoriale’’ ----- Il blog è in declino? Secondo una ricerca di Pew Internet, citata dal New York Times, sì, soprattutto fra i giovani, che ormai usano prevalentemente i social network come Facebook, Twitter, ecc. Le cose però non sono così semplici – osserva Matthew Ingram su GigaOm -, dal momento che, analizzando meglio i dati citati dal NYT, l’ attività di blogging sembrerebbe invece in aumento e non in calo. Visto che un sacco di giovani continuano a bloggare attraverso la piattaforma di Tumblr, anche se loro stessi pensano che quello non è blogging tradizionale. Insomma, il blog evolve.