Insieme al rafforzamento del welfare, sono i temi principali al centro dei lavori, che si concluderanno il 14 con l’ elezione dei nuovi organismi dirigenti - 312 delegati in rappresentanza delle venti Associazioni regionali della Stampa, che contano 25 mila iscritti – Ampliamento della base produttiva cogliendo ‘’le opportunità offerte dall' innovazione tecnologica con lo sviluppo di un'informazione qualificata su varie piattaforme’’ – Sfida etica e rapporti sempre più stretti con l’ opinione pubblica
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Lotta al precariato e ampliamento della base produttiva; rafforzamento del sistema del welfare; sfida etica in difesa della libertà di informazione anche attraverso un rapporto sempre più stretto con l’ opinione pubblica.
Sono le ‘’sfide del cambiamento’’ al centro del 26° Congresso della Fnsi, il sindacato unitario e unico dei giornalisti italiani, che si apre martedì prossimo a Bergamo, con un prologo di carattere politico che disegnerà lo scenario globale con cui la Fnsi dovrà fare i conti: un convegno sul futuro dell’ informazione che vedrà confrontarsi, tra gli altri, il presidente Mediaset, Fedele Confalonieri, il presidente del Gruppo Espresso, Carlo De Benedetti, e il presidente di Rcs, Piergaetano Marchetti.
Il via al conbresso è previsto per
Lotta al precariato e libertà di informazione: Fnsi a Congresso
6 gennaio 2011
Insieme al rafforzamento del welfare, sono i temi principali al centro dei lavori, che si concluderanno il 14 con l’ elezione dei nuovi organismi dirigenti - 312 delegati in rappresentanza delle venti Associazioni regionali della Stampa, che contano 25 mila iscritti – Ampliamento della base produttiva cogliendo ‘’le opportunità offerte dall' innovazione tecnologica con lo sviluppo di un'informazione qualificata su varie piattaforme’’ – Sfida etica e rapporti sempre più stretti con l’ opinione pubblica
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Lotta al precariato e ampliamento della base produttiva; rafforzamento del sistema del welfare; sfida etica in difesa della libertà di informazione anche attraverso un rapporto sempre più stretto con l’ opinione pubblica.
Sono le ‘’sfide del cambiamento’’ al centro del 26° Congresso della Fnsi, il sindacato unitario e unico dei giornalisti italiani, che si apre martedì prossimo a Bergamo, con un prologo di carattere politico che disegnerà lo scenario globale con cui la Fnsi dovrà fare i conti: un convegno sul futuro dell’ informazione che vedrà confrontarsi, tra gli altri, il presidente Mediaset, Fedele Confalonieri, il presidente del Gruppo Espresso, Carlo De Benedetti, e il presidente di Rcs, Piergaetano Marchetti.
Il via al conbresso è previsto per
Cina, un terzo della popolazione è online
4 gennaio 2011
Il numero degli internauti è cresciuto nel 2010 a 450 milioni, su 1,3 miliardi di abitanti, con un aumento del 20,3% rispetto al 2009 – Di pari passo con i controlli di polizia che hanno portato alla chiusura di 60.000 siti web e alla condanna di 1.300 persone (58 delle quali a pene superiori ai 5 anni di reclusione)
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Il numero degli internauti in Cina – già il maggiore del mondo – è cresciuto nel 2010 a 450 milioni, più di un terzo della popolazione del paese (1,3 miliardi), con un aumento del 20,3% rispetto al 2009. Lo riferisce l’ Ap sulla base dei dati diffusi dal China's State Council Information Office.
Il boom dell’ uso di internet è avvenuta di pari passo con la crescita estensiva dei sistemi di controllo statale, dai sistemi di filtri basati su determinate parole al monitoraggio compiuto da migliaia di addetti che verificano i bollettini e tutto il sistema di microblogging dei dissidenti politici.
(continua...)
Due terzi degli internauti Usa comprano contenuti digitali sulla rete
4 gennaio 2011
Mediadem: quali politiche per la libertà e l’ indipendenza dei media in Europa
3 gennaio 2011
Un progetto di ricerca promosso dall’ Unuione Europea – Quattordici paesi sotto esame fino al 2013 quando la ricerca si concluderà con la formulazione di indicazioni concrete di policy per gli attori pubblici e privati interessati nella regolazione dei media e l’ identificazione dei sistemi per la promozione di media liberi e indipendenti
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Approfondire i fattori che possono promuovere o, al contrario, ostacolare lo sviluppo delle politiche a sostegno di libertà ed indipendenza dei media.
E’ l’ obbiettivo di MediaDem, un progetto di ricerca promosso dall’Unione Europea e relativo a 14 paesi europei. Grecia, Italia e Spagna (che rappresentano il modello ‘polarizzato-pluralista’); Belgio, Danimarca e Finlandia (modello nordeuropeo-corporativistico), Gran Bretagna (modello nordatlantico-liberale). Oltre ad alcune nazioni dell’Europa centro-orientale, Bulgaria, Estonia, Romania e Slovacchia, e a due paesi-candidati Croazia e Turchia.
Il progetto (‘’Revisione delle politiche europee sui media: Valutare e rivendicare libertà ed indipendenza dei media nelle democrazie contemporanee’’, questo il titolo completo) si propone di analizzare il processo di definizione delle politiche sui media alla luce del loro contesto socio-politico, economico e culturale, e di esaminare le opportunità e le sfide poste dai nuovi mezzi di comunicazione
Facebook vale 50 miliardi di dollari
3 gennaio 2011
La Goldman Sachs ha appena investito 500 milioni di dollari in Facebook e secondo un blog del New York Times il valore dell’ azienda che fa capo a Marc Zuckerberg sarebbe ora pari a 50 miliardi di dollari (37,5 miliardi di euro).
Thenextweb.com pubblica questa bella infografica, realizzata da Boris, in cui viene visualizzato il valore presunto di FB in rapporto alla capitalizzazione di mercato di alcune delle altre maggiori compagnie del settore nella scala che va da Apple (295 miliardi) a Twitter (3 miliardi).
WikiLeaks: il figlio dei Rosenberg, ‘battiamoci per difendere Assange dall’ accusa di cospirazione‘
2 gennaio 2011
Robert Meeropol, esponente di spicco del mondo radical americano e animatore del Rosenberg Fund for Children: ‘’una accusa del genere, analoga a quella per cui furono condannati e messi a morte in giustamente i miei genitori, è incostituzionale e minaccia non solo la comunità di WL ma tutto il movimento progressista Usa’’
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‘’I miei genitori furono messi a morte sulla base di una norma sullo spionaggio di natura incostituzionale ed è per questo che dobbiamo batterci per proteggere Assange’’.
E’ l’ appello lanciato da Robert Meeropol, il figlio minore di Julius ed Ethel Rosenberg (nella foto), i coniugi messi a morte nel 1953 per ‘’cospirazione a fini di spionaggio’’ negli Stati Uniti, e raccolto in un’ ampia intervista di qualche giorno fa su Democracy Now.
Rifacendosi al processo subito dai genitori (una delle più controverse vicende della storia americana), Meeropol, esponente di spicco del movimento progressista americano e animatore del Rosenberg Fund for Childrean, analizza in particolare l’ impianto accusatorio che era stato utilizzato nel processo contro la madre e il padre e che potrebbe essere alla base di una azione giudiziaria analoga nei confronti del fondatore di ikiLeaks da
iPad, un’ altra illusione?
2 gennaio 2011
Brutti dati sulle vendite delle edizioni digitali dei magazine Usa, mentre Murdoch si appresta a lanciare Daily, un quotidiano studiato in modo specifico per il tablet della Apple
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Ma l’ iPad non doveva essere il salvagente della stampa? L’ entusiasmo che si era creato attorno all’ ultima creatura di Apple sta un po’ vacillando: colpa del calo progressivo del numero di copie vendute, almeno negli Stati Uniti.
La rivista Wired, ad esempio, che aveva venduto 100.000 copie del suo primo numero su iPad, ha visto rotolare le copie vendute a 20.000 al mese (nei mesi successivi al primo le vendite erano sulle 70-80.000 copie). E non è la sola testata in questa situazione. Tutti i grandi magazine americani hanno visto calare le vendite dell’ edizione digitale: Vanity Fair, Glamour, GQ o, ancora, Men's Health, con circa 2.000 copie.
(continua...)
L’ informazione molecolare, ovvero come i media potrebbero risalire nella catena del valore
1 gennaio 2011 Tag:valore
Il valore del lavoro di decostruzione (in ‘’atomi’’) e ricostruzione (in ‘’molecole’’ significative) dell’ enorme massa di informazioni prodotte compiuto da programmi sempre più sofisticati sfugge in gran parte ai media e va a finire nelle mani di aziende commerciali o finanziarie che sanno sfruttarne i risultati – Un articolo di Marc Mentre sulle riflessioni di Reginald Chua, ex redattore del Wall Street Journal e direttore del South China Mornig Post – ‘’Persone intelligenti dispiegano tecnologie sempre più potenti per analizzare e comprendere le parole che scriviamo e trasformarle in qualcosa di più comprensibile e valorizzabile grazie agli aggregatori; e noi, le persone che scrivono quelle parole, abbiamo la possibilità di scriverle in dei format più strutturati e più facilmente aggregabili. In questo modo le nostre parole avrebbe un valore maggiore e i nostri lettori vivrebbero meglio. Ma non lo facciamo’’
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Alcune aziende come Bloomberg, Thomson-Reuters, Dow Jones hanno realizzato dei programmi che ‘’aspirano’’ ogni tipo di informazione (notizie, commenti, tweet, ecc.) per analizzarle e determinare quello che il mercato ‘’sente’’ oppure ‘’dice’’.
Dow Jones ha compilato un vocabolario di circa 3700 parole che possono segnalare dei cambiamenti nel ‘’sentimento’’: i