Monthly Archives: gennaio 2011

Parte il 19 gennaio The Daily, il quotidiano studiato apposta per l’ iPad

12 gennaio 2011
Daily La testata, che fa capo al gruppo Murdoch, conterà su 100 giornalisti di stanza a New York, che già lavorano da settimane, e su un investimento iniziale di 30 milioni di dollari – Un nuovo sistema di pagamenti con abbonamenti settimanali o mensili- Ancora incerto l' esito della disputa sul nome: c' è già un altro Daily, che fa capo al gruppo IMG ----- Venerdì 19 gennaio verrà lanciato The Daily , il quotidiano che la News Corp di Rupert Murdoch sta mettendo a punto specificamente per l’ iPad della Apple. Lo annunciano varie fonti Usa – segnala Editor’s weblog –, fra cui Jeff Bercovici sul suo blog su Forbes, anche se non c’ è la conferma dell’ azienda. La home page del sito -  thedaily.com - mostra solo il logo e un messaggio: "coming soon" . Anche qualche settimana fa, a dicembre, un altro commentatore, Peter Kafka, aveva annunciato per la seconda metà di gennaio (ma aveva indicato il 17) il probabile giorno di lancio. Per quello che finora si è saputo, il quotidiano studiato specificamente per l’ iPad conterà su 100 giornalisti di stanza a New York, che

Bakchich: fallisce la via della carta

12 gennaio 2011
Bakchich L’ arrivo nelle edicole per cercare di far fronte alle difficoltà economiche dell’ online non è servita alla testata satirica francese a sopravvivere – Solo 7.000 copie settimanali contro le 15.000 previste per l’ equilibrio  – Venerdì l’ ultimo numero dell’ edizione cartacea, mentre i due siti online continueranno a lavorare ‘’finché sarà possibile’’ - Ma la redazione non esclude acquirenti o nuovi progetti ------------ Aveva imboccato la via della carta per cercare di far fronte alle difficoltà economiche dell’ online, ma Bakchich, ultima arrivata nel panorama delle testate satiriche francesi, non ce l’ ha fatta lo stesso. Venerdì 14 uscirà l’ ultimo numero dell’ edizione cartacea del settimanale, mentre i siti web resteranno attivi ‘’finché sarà possibile’’. L’ azienda a questo punto sarà costretta a portare i libri contabili in tribunale e la via della liquidazione è segnata. ‘’Il numero nelle edicole venerdì sarà dunque l’ ultimo – annuncia la redazione -. Quanto ai due siti web,  bakchich.info e bakchich.tv, saranno tenuti in attività fino all’ ultimno respiro. E dopo, chissa? Un acquirente, qualche altro progetto…’’. (continua...)

Quora, un nuovo accumulatore di conoscenze via crowdsourcing

12 gennaio 2011
Quora E’ ancora in fase sperimentale, ma ha già raggiunto i 500.000 utenti il nuovo social network in funzione dal giugno scorso – Attraverso il meccanismo delle domande e risposte (Q&A), il sito punta ad essere ‘’un insieme in continuo miglioramento creato, curato ed organizzato dai suoi stessi utilizzatori’’ – Il sito, realizzato nel dicembre 2009 da due transfughi di Facebook, può contare già anche su un sito-parodia, Cwora ----- - ‘’Julian Assange è un eroe o un mascalzone? Perché?’’ - ‘’Quali sono le motivazioni di Julian Assange?’’ - ‘’Julian Assange è un ex studente di Harvard?’’ Sono alcune delle domande su Assange (l’ argomento che abbiamo scelto per una piccola prova) che Quora inserisce fra le ‘’best questions’’ sul fondatore di WikiLeaks. Nuovo arrivato fra i social network, al centro in questi giorni di un grandissimo interesse sulla Rete, Quora è una sorta di ‘’accumulatore di conoscenze’’: si basa sul meccanismo ‘Q&A’, delle domande e delle risposte da parte dei componenti della comunità sulle questioni di attualità; una Wikipedia in continuo movimento che punta sul crowdsourcing e sullo spirito di Twitter (soprattutto) o di Facebook. (continua...)

Internet senza miti: un’ altra storia della Rete

11 gennaio 2011 Tag:, , , ,
Crisi Il tempo dei media non è quello della democrazia, ma è quello del commercio e dello spettacolo: la storia di internet, la storia vera, non la mitologia che si continua a diffondere a piene mani, lo sta dimostrando – In una lunga confessione su Novision, Narvic ricostruisce l’ evoluzione della Rete e il fallimento delle narrazioni che la vedevano come una ''seconda possibilità'' per il giornalismo – Internet non ha aperto affatto una ''nuova era dell' informazione'' e non è stata la chiave per rovesciare l' ''ordine mediatico'': alla fine, non offre niente che possa aiutare realmente a comprendere come va il mondo e a contribuire all' emancipazione del cittadino quando è il momento del voto – Per i giornalisti tutto è perduto: non vedo per loro altro futuro che quello di ‘’addetti al trattamento editoriale in contesto commerciale’’ – Ma per l' informazione non è detto che sia suonata la campana... – Fra gli interstizi della rete, dove  i media non vanno, si intravedono delle cose che accadono, dei piccoli avvenimenti che si producono, dei pezzi di realtà che appaiono e che potrebbero forse diventare importanti, o forse lo

La stampa, la verità e la parentesi Gutenberg

9 gennaio 2011
GutenbergLa rivoluzione digitale è letteralmente una rivoluzione: nel senso che non ci porta in un tempo futuro, ma ci riporta al passato, a prima della stampa e del primato del libro come supporto di verità. L’ era della stampa quindi non sarebbe altro che una parentesi, la ‘’parentesi Gutenberg’’ – Lo sostiene un professore di letteratura inglese della University of Southern Denmark – ''Ora che la parentesi è chiusa, i giornali dovranno farsi in qualche modo  un nuovo  posto in questo caos comunicazionale dove è difficile decidere sul livello, lo statuto, il valore del messaggio solo in base alla sua semplice forma. L’ essere stampato non è più una garanzia di verità. E il discorso orale non è più sinonimo di errore. I giornali e la stampa dovranno trovare altri segnali, un altro cammino in mezzo a tutto ciò’’ – Quello che forse, osserva Internetactu.fr, facciamo già riscoprendo una soluzione arcaica: non è il supporto che assicura fiducia, ma l’ interlocutore, colui che ‘’parla’’. ----- La rivoluzione digitale è letteralmente una rivoluzione: nel senso che ci porta non in un tempo futuro, ma ci riporta al passato a prima della stampa e

Meglio precario ma buon giornalista…

8 gennaio 2011
Fava Uno dei sei vincitori dell’ ultima edizione del Premio Giuseppe Fava racconta il suo lavoro e le difficili condizioni in cui molti giovani cronisti come lui sono costretti a lavorare in Calabria, stretti fra le minacce della ‘ndrangheta e il potere sfuggente degli editori – ‘’E' necessario un patto di onestà tra il giornalista e i propri lettori. Se questi leggono un nostro articolo è perché vogliono trovarci dentro la verità, la notizia. Spesso, però, qui da noi questo non avviene’’ ----- Meglio precario ma Giornalista. Ne è assolutamente convinto Lucio Musolino, uno dei sei giovani cronisti a cui mercoledì scorso  è stato assegnato il Premio Giuseppe Fava 2011. Con lui sono stati premiati altri cinque giovani giornalisti calabresi: Giuseppe Baldessarro, Ferdinando Piccolo, Michele Albanese, Giuseppe Baglivo, Antonio Nastasi. Tutti vittime di intimidazioni mafiose: dalle semplici pacche sulle spalle in tribunale, ai messaggi durante i processi, alle ambasciate degli avvocati, fino ai proiettili nelle buste e alle bottiglie di benzina davanti a casa. «Un giornalista precario di 28 anni, legato alla sua terra, legato al concetto di giornalismo con la schiena dritta»: così Claudio Fava ha presentato Musolino, vittima di intimidazioni per aver

Entro il 2013 internet prima fonte di informazione in Usa

8 gennaio 2011
Internet Il sorpasso sulla televisione è già avvenuto nella fascia d’ età fra i 18 e i 29 anni, ma la tendenza è netta anche fra i cittadini americano fra i 30 e i 49 anni – Uno studio del Pew internet centre ----- Internet si avvia di diventare la prima fonte di Informazione negli Stati Uniti, superando nettamente la televisione, come è già avvenuto nel 2010 per i cittadini fra i 18 e I 29 anni. Lo conferma un recente studio del Pew Research Center. Come si vede nella tabella qui accanto la tendenza è marcata anche nella fascia d’ età fra i 30 e i 49 anni. (continua...)

Quotidiani: in Italia il 42% della diffusione è della free press

8 gennaio 2011
Free In due paesi, Islanda e Lussemburgo, i quotidiani gratuiti nei giorni feriali hanno una fetta di mercato superiore al 50% - I dati diffusi da Piet Bakker ------ In due paesi europei - Islanda e Lussemburgo – la diffusione dei quotidiani gratuiti è superiore a quella dei giornali a pagamento nei giorni feriali. Seguono Macedonia, Italia e Portogallo, dove la copertura della free press oscilla fra il 40 e il 50% (l’ Italia, in particolare è al 42%). In 18 paesi i gratuiti sono sotto il 20% del mercato. Il paese all’ ultimo posto in classifica è la Germania, con poco più dell’ 2%. La media europea è del 27%. I dati – precisa Piet Bakker su Newspaperinnovation.com – risalgono al 2009 perché quelli del 2010 non sono completi. Manca la Russia perché non si conosce il numero esatto delle copie dei quotidiani a pagamento. Il sito di Piet Bakker pubblica anche una analoga tabella relativa ai paesi delle Americhe. (via il giornalaio)

Il sindacato dei ‘giornalismi’ e la specificità digitale

7 gennaio 2011
Giornalismo-digitale Lettera aperta di tre componenti del gruppo di Lsdi – Vittorio Pasteris, Pino Rea e Marco Renzi – ai delegati del 26° Congresso della Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti italiani, che si apre martedì a Bergamo - La sensazione di fragilità e di incertezza che domina la scena dell’ editoria digitale in Italia acuisce le differenze di ‘’valore’’ che continuano a restare in piedi all’ interno della stessa professione giornalistica e impedisce una sperimentazione meno timida e più profonda delle potenzialità che l' online dovrebbe portare con sé – Una ‘’rivoluzione culturale’’ – Il problema della formazione – Una rappresentanza sindacale specifica del giornalismo online? ------ IL SINDACATO DEI ‘GIORNALISMI’ E LA SPECIFICITA’ DIGITALE (Lettera aperta ai delegati al 26/o Congresso della Fnsi – Bergamo, 11-14 gennaio 2011) La specificità del digitale 1)Dal punto di vista industriale una delle principali specificità dell’ informazione digitale è il ''valore'' diverso dei messaggi diffusi. Per ora è una specificità di segno negativo, determinata dalla complessiva debolezza dell' editoria digitale e dall' incertezza dei capitali che dovrebbero esservi investiti. Nel nostro paese – se si escludono pochissime eccezioni - , sia nel caso delle grandi

Media: il grande Mashup del 2011

7 gennaio 2011
Carr In un paesaggio mediatico che appare colpito da un terremoto seguito da uno tsunami, sembra prevalere la contaminazione e la fusione dei media e delle piattaforme – Sul New York Times David Carr traccia il quadro dell’ immediato futuro – L’ anno che si apre dovrebbe segnare l’ addio ai media verticali e l’ affermarsi di modelli ibridi in campo editoriale e nella raccolta delle notizie, mentre alla vecchia competizione si sta aggiungendo sempre di più la cooperazione – La fine della ‘’tv lineare’’ – E la vecchia stampa? E’ sempre a caccia di soldi, col NYT che presto lancerà un modello di business on-line “calibrato” ------------ The Great Mashup of 2011 di  David Carr (NewYorkTimes.com) (traduzione di Andrea Fama) Per anni, coloro che come noi si sono mossi tra le paludi del media reporting – ovvero il giornalismo che parla di giornalismo, persone che raccontano storie di persone che raccontano storie – sono stati lasciati a tracciare il lento declino dei grandi media tradizionali e le debacle, senza conseguenze, degli astri nascenti digitali. Oggi, a distanza di pochi anni, il paesaggio mediatico appare profondamente alterato, come un luogo colpito