Enorme
(da Pingdom)
- 107.000 miliardi di email mandate nel 2010
- 255 milioni di siti web
- 88 milioni di domini ‘.com’
-1,97 miliardi di internauti
- 152 milioni di blog
- 25 miliardi di tweet
- 600 milioni di utenti su Facebook
- 2 miliardi di video visti ogni giorno su You Tube
- Più di 3 miliardi di foto caricate ogni mese su Facebook
Piccola
(da BusinessInsider):
- la pubblicità online ‘’vale’’ 40 miliardi di dollari. Meno del 10% di tutto il mercato pubblicitario.
- PayPal ha macinato 86 miliardi di dollari di pagamenti online da settembre 2009 ad agosto 2010. Nello stesso periodo Visa e Mastercard ne hanno ‘’processato’’ alcune migliaia di miliardi.
- Nel 2010 Amazon ha registrato un fatturato di oltre 25 miliardi di dollari. Wal-Mart ne ha raccolti 405.
Internet: grandi e piccoli numeri
20 gennaio 2011
Enorme
(da Pingdom)
- 107.000 miliardi di email mandate nel 2010
- 255 milioni di siti web
- 88 milioni di domini ‘.com’
-1,97 miliardi di internauti
- 152 milioni di blog
- 25 miliardi di tweet
- 600 milioni di utenti su Facebook
- 2 miliardi di video visti ogni giorno su You Tube
- Più di 3 miliardi di foto caricate ogni mese su Facebook
Piccola
(da BusinessInsider):
- la pubblicità online ‘’vale’’ 40 miliardi di dollari. Meno del 10% di tutto il mercato pubblicitario.
- PayPal ha macinato 86 miliardi di dollari di pagamenti online da settembre 2009 ad agosto 2010. Nello stesso periodo Visa e Mastercard ne hanno ‘’processato’’ alcune migliaia di miliardi.
- Nel 2010 Amazon ha registrato un fatturato di oltre 25 miliardi di dollari. Wal-Mart ne ha raccolti 405.
In un click la mappa del crimine
18 gennaio 2011
Giornalismo partecipativo, grande fermento nel Maghreb
18 gennaio 2011
Mentre è in corso sulla Rete un dibattito, anche aspro, sul ruolo che i social media avrebbero avuto nelle vicende tunisine di questi giorni (‘’Per favore, per la Tunisia non mi venite a parlare di ‘Twitter revolution’ o di ‘WikiLeaks revolution’, sollecita Luke Allnutt su Tangled Web, mentre un tweet del 15 gennaio affermava categoricamente ‘’nessuno con cui ho parlato oggi a Tunisi mi ha citato Twitter, Facebook o WikiLeaks; si parla solo di disoccupazione, corruzione, oppressione’’), è comunque chiaro che le nuove tecnologie hanno attivato giornalisti e comuni cittadini a diventare produttori di notizie e ad agire - In un ampio articolo sull’ European Journalism Center, scritto comunque prima degli ultimi avvenimenti tunisini -, attraverso l’analisi degli attuali media nella regione, Laid Zaghlami racconta anche quali movimenti di libertà di espressione si stiano muovendo e emergendo grazie alla rete in tutta la regione del Maghreb – Mettendo in rilievo come esistano dei gap fondamentali nella comunicazione all’interno della società del Maghreb, dovuti alla varietà delle barriere economiche, sociali e culturali: generazionali, educative, finanziarie e sessuali.
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CITIZEN MEDIA IN MAGHREB
(Ejc)
di Laid Zaghlami
(giornalista algerino, coautore del volume
Online, un convitato di pietra al Congresso Fnsi
17 gennaio 2011
Il giornalismo digitale non era presente ufficialmente, con una sua rappresentanza specifica, ma se ne è parlato ripetutamente, in molti interventi, visto che ormai è diventato un elemento chiave del paesaggio mediatico contemporaneo
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di Marco Renzi
Al Congresso della Fnsi (numero 26) svoltosi nei giorni scorsi a Bergamo, c'era un ospite segreto, un convitato di pietra sempre presente eppure non ufficialmente convocato, un mondo intero cui pensare di affidare il futuro dell'intera professione, eppure ancora lontano da una seppur minima, e necessaria rappresentanza sindacale, ma anche professionale: l'on line.
Nessun intento polemico e tono critico da parte mia, non fraintendetemi, solo una constatazione dei fatti, realizzata da un partecipante interessato, e francamente assai coinvolto, ai lavori del Congresso della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
Di giornalismo on-line hanno parlato gli ospiti, prestigiosi, convenuti a Bergamo nei 4 giorni della kermesse.
Di informazione sulla rete hanno discusso i delegati sindacali, o almeno la maggior parte di essi, nel corso dei loro interventi al microfono del palco della Sala Alabastro del Centro Congressi Papa Giovanni XXIII.
Noi dal canto nostro, abbiamo cercato di lanciare alcune idee sul web e l'uso della rete per diffondere notizie, attraverso la creazione
Un ‘’piano contro il precariato’’ dal Congresso Fnsi
16 gennaio 2011 Tag:contro, Fnsi, piano, precariato
Confermati, come previsto, Franco Siddi nell’ incarico di segretario e Roberto Natale in quello di presidente – Per la prima volta una presenza così massiccia degli editori che Siddi sollecita a stringere un patto ‘’per evitare che la crisi occupazionale si trasformi in crisi sociale’’ – Ma ‘’questi editori sono all’ altezza delle sfide’’ che il sindacato vuole lanciare? - La libertà di informazione e le riforme
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Un ‘’piano contro il precariato’’: è la principale ‘’sfida strategica’’ che Franco Siddi, appena confermato segretario della Fnsi, ha affidato al sindacato dei giornalisti italiani per il dopo-Bergamo, indicando come altri fronti essenziali la promozione di ‘’una sfida incalzante agli editori per gli investimenti nel valore dei giornalisti'' e una ‘’grande battaglia culturale’’ per la ‘’democrazia nell’ informazione’’. A cui si aggiunge l’ accettazione formale del principio della flessibilità: ''la flessibilita' non ci e' estranea, perche' e' nei contratti integrativi e in quelli nuovi, ma deve essere riconosciuta dagli editori'' ha sottolineato Siddi nella relazione.
Questo, a larghe linee, il quadro strategico emerso dal 26° congresso della Fnsi, che si è chiuso con la conferma (scontata) di Franco Siddi e Roberto Natale alla segreteria e
Editori: si torna a far soldi con l’ iPad. O no?
15 gennaio 2011
La tavoletta ridarà agli editori la speranza di tornare a far cassa con l' informazione? Se Ken Doctor (NiemanLab) sostiene che la ‘’rivoluzione dell’ iPad è ormai imminente’’ e le proiezioni per il 2011-2012 parlano di 70 milioni di unità vendute solo negli Usa, qualcuno comincia a chiedersi: da dove viene il tempo dedicato alle tavolette? Se la migrazione fosse troppo rapida ci sarebbe il rischio di scompensi a livello economico per gli editori dei giornali, poiché le entrate digitali non rappresentano più del 16 % degli introiti complessivi – Non appena il tablet avrà terminato la prima fase di penetrazione e la pubblicità ne avrà invaso ogni angolo (performance advertising, marketing diretto iper-personalizzato, social marketing, offerta di coupon geo-targettizzati ecc.), i prezzi delle inserzioni crolleranno; ma quando, quanto velocemente e a che livello di stabilità? – Intanto come segnala Frédéric Filloux i magazine adattati all’iPad stanno fallendo la propria missione, e a soli sei mesi dall’entusiasmo iniziale, l’umore sta già volgendo al grigio – D’ altra parte, chiedere ad un consumatore digitale di pagare lo stesso prezzo per un prodotto elettronico dal vantaggio discutibile è una cattiva idea: intanto
Salta la presentazione di ”The Daily” per problemi di software della Apple
15 gennaio 2011
In calo in Italia l’ uso della Rete per informarsi
13 gennaio 2011
E’ uno dei dati dell’indagine Istat su “Cittadini e nuove tecnologie – 2010” - Internet rimane principalmente luogo di aggregazione e di social networking e la ricerca di informazioni riguarda soprattutto questioni di tipo tecnico e pratico, l ’italiano continua ad informarsi soprattutto attraverso la tv - Le famiglie che possiedono un pc crescono (dal 54.3 al 57.6 %) così come quelle che hanno l’accesso a Internet (dal 47.3% al 52.4%)e che dispongono di una connessione a banda larga (dal 34.5 al 43.4%). Le famiglie con almeno un minore sono le più tecnologiche: l’ 81.8% hanno il pc e il 74.7% possiedono l’ accesso a Internet – Globalmente l’ uso quotidiano della rete registra un incremento significativo dal 21.8 al 26.4%.
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(a cura di Claudia Dani)
Anche se l’ uso quotidiano della rete in Italia cresce in modo notevole (dal 21,8 al 26,4%), diminuisce nel 2010 rispetto al 2009 – dal 46.7% al 44% - la percentuale di italiani che si connettono a internet per leggere e scaricare giornali, news e riviste, così come cala - dal 7.3% al 6.1% - quella di chi sottoscrive abbonamenti per ricevere regolarmente le notizie.
Aumenta invece
Strategia 31, si allarga il movimento per la libertà di espressione in Russia
13 gennaio 2011
[caption id="attachment_7009" align="alignleft" width="300" caption="(da candida.blogspot.com) "]
[/caption]
Da 18 mesi, il 31 di ogni mese, si susseguono nel cuore di Mosca manifestazioni ed arresti – Dal 2010 manifestazioni analoghe si tengono a S.Pietroburgo, in altre città russe e anche fuori dai confini nazionali, a Berlino, Bruxelles, Kiev, Praga - Vari giornalisti fra gli animatori del movimento, in cui sono confluite numerose associazioni per la difesa dei diritti umani –Una cronaca degli ultimi avvenimenti
------
di Valentina Barbieri
Le manifestazioni per le libertà di espressione in Russia sono spesso nate come reazione ad episodi di violenza nei confronti di giornalisti e politici d'opposizione.
Una concezione più organica è nata con Strategia 31, un movimento in difesa della libertà di riunione in cui confluiscono varie associazioni e movimenti.
(continua...)
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Da 18 mesi, il 31 di ogni mese, si susseguono nel cuore di Mosca manifestazioni ed arresti – Dal 2010 manifestazioni analoghe si tengono a S.Pietroburgo, in altre città russe e anche fuori dai confini nazionali, a Berlino, Bruxelles, Kiev, Praga - Vari giornalisti fra gli animatori del movimento, in cui sono confluite numerose associazioni per la difesa dei diritti umani –Una cronaca degli ultimi avvenimenti
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di Valentina Barbieri
Le manifestazioni per le libertà di espressione in Russia sono spesso nate come reazione ad episodi di violenza nei confronti di giornalisti e politici d'opposizione.
Una concezione più organica è nata con Strategia 31, un movimento in difesa della libertà di riunione in cui confluiscono varie associazioni e movimenti.
(continua...)
Wales: Assange? Niente a che fare col Wiki
12 gennaio 2011
Jimmy Wales:
Vorrei che Assange avesse scelto un nome diverso, ciò che fanno loro non ha nulla a che fare con l’idea di Wiki.
Da Uomo Vogue
Jimmy Wales. Giacca, pantaloni, camicia e cravatta, Louis Vuitton; cappello, Borsalino. Photo by Pierpaolo Ferrari. Fashion editor Rushka Bergman.