Lo propone, in modo apparentemente provocatorio, John Rennie, ex caporedattore di Scientific American, in un articolo pubblicato dal Guardian, ‘’Time for change in science journalism?’’ - I giornalisti che si occupano di scienza avrebbero più tempo per i loro servizi e potrebbero avere a disposizione un ventaglio di scienziati più ampio a cui far riferimento per i commenti - Dare più peso ad una visione d’ insieme delle linee di sviluppo della ricerca scientifica e puntare a realizzare articoli più analitici e approfonditi
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Time for change in science journalism?
di John Rennie*
(traduzione di Claudia Dani)
Allo Science Online 2011, una conferenza per giornalisti e blogger in Nord Carolina, ho partecipato a un panel che analizzava se il giornalismo scientifico online potesse essere meglio del suo equivalente tradizionale. La mia prima reazione è stata: “O Mio Dio,lo spero!”
La mia veemenza non deriva solo dall’entusiasmo per i miglioramenti possibili attraverso il collegamento diretto alle fonti primarie, la facilità di dialogo con i lettori, la multimedialità e risorse dal forte potere esplicativo tipo i Lolcats. Quanto, piuttosto, dalla convinzione che i resoconti online possano offrire un nuovo punto di partenza, con la
Giornalismo scientifico: 6 mesi di embargo sulle ‘scoperte’?
30 gennaio 2011
Lo propone, in modo apparentemente provocatorio, John Rennie, ex caporedattore di Scientific American, in un articolo pubblicato dal Guardian, ‘’Time for change in science journalism?’’ - I giornalisti che si occupano di scienza avrebbero più tempo per i loro servizi e potrebbero avere a disposizione un ventaglio di scienziati più ampio a cui far riferimento per i commenti - Dare più peso ad una visione d’ insieme delle linee di sviluppo della ricerca scientifica e puntare a realizzare articoli più analitici e approfonditi
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Time for change in science journalism?
di John Rennie*
(traduzione di Claudia Dani)
Allo Science Online 2011, una conferenza per giornalisti e blogger in Nord Carolina, ho partecipato a un panel che analizzava se il giornalismo scientifico online potesse essere meglio del suo equivalente tradizionale. La mia prima reazione è stata: “O Mio Dio,lo spero!”
La mia veemenza non deriva solo dall’entusiasmo per i miglioramenti possibili attraverso il collegamento diretto alle fonti primarie, la facilità di dialogo con i lettori, la multimedialità e risorse dal forte potere esplicativo tipo i Lolcats. Quanto, piuttosto, dalla convinzione che i resoconti online possano offrire un nuovo punto di partenza, con la
L’ ultraconservatore Forbes punta tutto sull’ innovazione
30 gennaio 2011
L’ esempio della rivista economico-finanziaria americana che, duramente colpita dalla crisi economica (la pubblicità è crollata del 30% nel 2009) e dopo aver licenziato un giornalista su quattro, ha deciso di reagire con forza e di riprendere l’ iniziativa, all' insegna del fatto che ‘’il futuro è nella sperimentazione’’, come scrive Marc Mentre su Themediatrend – Il giornalista francese analizza qui l’ intervento su Forbes di Lewis DVorkin, ex redattore capo della prima pagina del Wall Street Journal e fondatore di True/Slant, un vero e proprio laboratorio di ‘’distruzione creativa’’ - L' obbiettivo è mettere ‘’un giornalismo autorevole al centro delle reti sociali’’ – La strategia: dare fiducia agli autori permette di ottenere un contenuto molto più ricco rispetto al tradizionale sistema editoriale; puntare soprattutto su contenuti originali (reportage, analis, etc.); amplificare il ruolo della comunità, innescando un ‘’circolo virtuoso’’ che finisce per arricchire il sito (che ora conta 18 milioni di lettori unici/mese) e aumentarne l’ attività – Una redazione ristretta e una rete di centinaia di collaboratori esterni super specializzati nel loro campo - La qualità dell’ edizione cartacea non verrà toccata, mentre su quella digitale DVorkin punta
Parte Linkiesta, giornale online di approfondimenti e inchieste
29 gennaio 2011
Lunedì la testata esordisce in versione beta mentre quella definitiva, compresa l’ applicazione per iPad, è prevista per la primavera – La redazione è composta da 13 giornalisti assunti con regolari contratti, oltre a un network di circa 20 collaboratori e corrispondenti in Italia e all' estero – Per noi, spiega la direzione, ‘’il confronto con il lettore sarà fondamentale e prevediamo alcune forme innovative di community e di dialogo con i lettori-utenti per migliorare il nostro prodotto’’
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L’ informazione italiana ha un nuovo protagonista. Lunedì parte infatti Linkiesta, un nuovo giornale online per ora in versione beta (sperimentale), mentre quella definitiva (e con l’ applicazione iPad) sarà in rete la prossima primavera. Lo annuncia la pagina Facebook della testata.
Linkiesta.it – spiegano i promotori - sarà ‘’un giornale di approfondimenti e inchieste su temi sociali, politici ed economici’’, che ‘’cercherà di analizzare i fatti e raccontarli mettendoli in prospettiva, senza schierarsi in modo preconcetto o ideologico’’.
(continua...)
Localeaks: una ‘’cassetta postale’’ per le soffiate ai giornali locali Usa
28 gennaio 2011
Sulla scia di WikiLeaks, la sezione Giornalismo imprenditoriale della Cuny (City University of New York) ha progettato un sistema per inviare anonimamente a uno qualsiasi degli oltre 1400 giornali locali degli Stati Uniti suggerimenti e documenti più o meno segreti
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Se il flusso di Leaks, di soffiate, aperto da WikiLeaks dovesse intensificarsi, è inutile aspettare che ogni giornale metta a punto la sua ‘’cassetta postale’’ per i materiali riservati, sulla scia di WikiLeaks. La sezione Giornalismo imprenditoriale della Cuny (City University of New York) ha progettato un sistema per inviare anonimamente a uno qualsiasi degli oltre 1400 giornali locali degli Stati Uniti suggerimenti e documenti più o meno segreti.
Si tratta di Localeaks, un sito che offre la possibilità di inviare materiali (messaggi e file allegati) attaverso un modulo, una form online. Si sceglie lo stato, si sceglie il giornale, si inseriscono i materiali e si manda il tutto, in forma assolutamente anonima.
(continua...)
Giornalisti: un euro a pezzo o ‘’Quattro per cinque’’?
27 gennaio 2011
Nuovi giornalismi, un blog-osservatorio sugli omicidi a Washington
27 gennaio 2011
Su Homicide Watch D.C. la storia di ogni assassinio viene raccontata utilizzando Google Maps, linkando le necrologie o le pagine in ricordo delle vittime allestite su Twitter e Facebook, pubblicando copia di tutti i possibili documenti relativi alla vicenda e consentendo ad amici e familiari delle vittime e agli imputati di dire la loro nella sezione dei commenti – Il sito al centro di uno dei progetti di crowdfunding sostenuti da SpotUs
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"Registrare ogni omicidio. Ricordare ogni vittima. Seguire ogni caso’’. E’ l’ impegno che si è preso Laura Norton Amico, 29 anni, una ex cronista di nera di Santa Rosa (California), che dall’ ottobre scorso cura un Osservatorio sui delitti compiuti nella zona di Washington, che ha chiamato Homicide Watch D.C.
Laura Amico ha intenzione di realizzare una biblioteca digitale in cui raccogliere tutti i possibili elementi relativi ai casi di omicidio compiuti nel distretto della capItale americana, andando quanto più è possibile in profondità, e in autunno si era rivolta quindi a Spot Us, - , il noto sito americano di crowdfunding mirato al giornalismo investigativo, che lo ha inserito fra i progetti da finanziare. Per
L’ Huffington Post licenzia un giornalista per aver favorito una protesta operaia
27 gennaio 2011
Il free lance, esperto di questioni di lavoro e organizzatore sindacale, utilizzando il suo accredito di giornalista aveva permesso a 200 lavoratori dell' edilizia di fare irruzione con slogan e striscioni nella sala che ospitava una riunione privata di banchieri americani – La protesta era contro una grande compagnia di costruzioni, la PulteGroup, accusata di aver usato in maniera illegittima 900 milioni di dollari di fondi pubblici – ‘’Ho fatto quello che dovevo fare’’, replica il blogger, ‘’se non avessimo interrotto quell’ incontro in modo così plateale, le irregolarità della Pulte non sarebbero mai diventate notizia’’
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Un blogger che lavora per l' Huffington Post, Mike Elk, è stato ''licenziato'' per aver favorito una manifestazione di protesta di 200 lavoratori dell' edilizia utilizzando il suo accredito di giornalista per farli entrare nella sala che ospitava una riunione privata di banchieri americani (la Mortgage Bankers Association conference).
Come nel ‘’Grande Lebowski’’, il famoso film dei fratelli Coen (‘’Dove sono i soldi, Lebowski?’’), i lavoratori se la sono presa in particolare contro i rappresentanti del PulteGroup, una delle maggiori aziende di costruzioni degli Stati Uniti, chiedendo ‘’Dove sono i 900 milioni?’’.
Elk, un giovane giornalista freelance
Anche Al-Jazeera lancia una piattaforma per la diffusione di ‘soffiate’
26 gennaio 2011
Giornalismo online: voci dal Congresso Fnsi, aspettative e difficoltà
26 gennaio 2011
Pareri e impressioni dei delegati sindacali riuniti a Bergamo per il 26° congresso della Federazione della stampa - Molte aspettative per la nuova frontiera professionale rappresentata dal giornalismo online, ma anche la consapevolezza delle difficoltà oggettive che il cammino verso l’ integrazione e la regolamentazione di questo segmento professionale porterà con sé – C’ è chi punta sulla qualificazione professionale e la formazione dei giornalisti e chi auspica che Sindacato e Ordine si rendano disponibili concretamente a farsi contaminare da questo cambiamento
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a cura di Marco Renzi
Molte aspettative per la nuova frontiera professionale rappresentata dal giornalismo online, ma anche la consapevolezza delle difficoltà oggettive che il cammino verso l’ integrazione e la regolamentazione di questo segmento professionale porterà con sé.
E' questo in sintesi quello che abbiamo raccolto all' ultimo Congresso della Federazione nazionale della stampa, il sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani, a cui abbiamo partecipato come osservatori e, soprattutto, come interlocutori visto che avevamo indirizzato ai delegati una Lettera aperta centrata proprio sulla specificità dell' online.
Nel quattro giorni di Bergamo abbiamo dunque sollecitato e messo insieme pareri e impressioni da parte di alcuni delegati su quello che abbiamo
Free press: Israele, Israel Today guadagna ancora lettori
25 gennaio 2011
Il quotidiano gratuito Israel Today ha raggiunto il 37,4% della popolazione israeliana nella seconda metà del 2010, con il 34,9% del quotidiano a pagamento Yediot Ahronot. E anche l’ altro quotidiano free, Israel Post, ha guadagnato lettori diventando il quarto giornale di tutto il paese. Lo annuncia Piet Bakker, citando Globes.
Israel Today aveva superato Yediot Ahronot per la prima volta nella prima metà del 2010 e negli ultimi 5 anni ha mostrato una crescita notevole, analogamente al Post. Entrambe le testate sono state fondate nel 2007, ma Israel Today può essere considerato il successore di un altro quotidiano gratuito, Israeli. Le due testate erano state finanziate dal miliardario americano Sheldon Adelson.