WikiLeaks, ma perché Mentana lo definisce ‘’sito pirata’’?

| 9 dicembre 2010 |

Assange
Lettera aperta al direttore del Tg7, che ha il grande merito di riportare le notizie al centro dei tg ma che mostra disagio di fronte al paradosso giornalistico/mediatico creato da Julian Assange – WikiLeaks è uno dei tanti strumenti della rete, allineato al sentire comune di chi opera sul web, uno strano e poco edificante competitor per i media analogici, uno scandalo da censurare e distruggere per i potenti

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di Marco Renzi

                                     

 Caro Mentana, direttore insigne di tg!

 Grazie per aver riportato l’informazione nei telegiornali nazionali. Grazie per aver rimesso le notizie, e non le veline, o peggio, al centro del lavoro dei giornalisti televisivi.

 Grazie per averci restituito un servizio, assieme ai quei sovversivi, bolscevichi del tg 3!

 Direttore egregio, permettimi una domanda. Come mai quando parli di WikiLeaks nei tuoi tg lo definisci un sito pirata?

 Non posso credere che una mente aperta e scaltra come la tua si trovi improvvisamente a disagio quando deve argomentare sul paradosso giornalistico/mediatico creato da Julian Assange.

 Paradosso certo! Perchè ci troviamo di fronte a una iperbole, una metafora complessa,  da decifrare e codificare, del mondo dell’ informazione ai tempi della rete.

Ma, permettimi, WikiLeaks non è certo, un sito pirata.

 Quando nei tuoi telegiornali il sito di Assange viene definito pirata, la funzione informativa del tg viene meno, improvvisamente e inaspettatamente, permettimi,  e ci si incarta sul sentito dire, peggio sul pettegolezzo.   

 Direttore una prece: quando parli della “macchina informativa” messa on line da Assange,  perchè non provi a concedergli il beneficio del dubbio?

 WikiLeaks è una fonte,  e ha diritto, credo,  alla stessa dignità che concedi con maestria e puntualità,  a qualunque altra fonte accreditata.

 WikiLeaks è un fenomeno dei nostri tempi, un  ibrido  su cui si potrebbe e si dovrebbe indagare a fondo con scrupolo e attenzione.

 Uno strumento potente, destabilizzante, inquietante; impensabile da realizzare e utilizzare fino a pochi anni fa.

 Un meccanismo digitale che nasce grazie alle tecnologie più moderne che sfruttano la dorsale globale, l’interconnessione planetaria di computer, il web.

 WikiLeaks ha messo alla berlina le pretese di segretezza che il web non può e non vuole assicurare al mondo analogico.

 La rete è uno strumento orizzontale, non verticale. In rete il potere così come è stato conosciuto e variamente utilizzato dall’alba dei tempi funziona meno, molto meno.

 Nel  mondo condiviso e cooperativo di internet  non c’è posto per macchinazioni e complotti…almeno così sarebbe bello sperare che fosse.

 E in questo mondo il ruolo di WikiLeaks è quello di aver aperto una strada che sempre più persone dovranno percorrere se vorranno fare davvero informazione on line. 

 Viene in mente “Matrix”. Il film capolavoro dei fratelli Wachowski,  l’ennesima profezia letteraria, in questo caso cinematografica, divenuta realtà!

 WikiLeaks è uno dei tanti strumenti della rete, allineato al sentire comune di chi opera sul web, uno strano e poco edificante competitor per i media analogici, uno scandalo da censurare e distruggere per i potenti.

 Lasciamo che sia il tempo a giudicare. Noi limitiamoci, se permetti, a dare le notizie!

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