Unificare web e carta in un’ unica struttura, l’ esperienza positiva di The Atlantic

| 18 dicembre 2010 |

Atlantic

Dopo aver abbattuto il paywall sull’ edizione online e aver unificato le redazioni il mensile bostoniano è riuscito a ‘’ realizzare il sogno della piena sostenibilità economica di un sistema ibrido online-offline’’

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Per la prima volta in 10 anni la direzione di The Atlantic, un mensile americano fondato nel 1857 a Boston, ha annunciato di aver ottenuto profitti (per 1,8 milioni di dollari). Lo segnala Piero Macri sull’ Osservatorio europeo di giornalismo come un esempio della possibilità di ‘’ realizzare il sogno di molti, ovvero la piena sostenibilità economica di un sistema ibrido online-offline’’.

La rivista, storicamente vicino al mondo letterario e culturale e oggi focalizzata in particolare su temi di politica interna e internazionale, osserva Macri, ci è riuscita ‘’dopo una lunga sperimentazione durante la quale sono state avviate iniziative di tutti i tipi, diverse e contrarie’’. Ad esempio, ‘’aveva inizialmente optato per il paywall per poi abbatterlo definitivamente nel 2008. Da allora The Atlantic è disponibile free, una decisione che non è stata mai più rimpianta’’.

Citando un articolo del NYT, Macri sottolinea che ‘’il magazine bostoniano ha oggi raggiunto un punto di stabilità. Il segreto? E’ stato dettato soprattuto dall’idea di iniziare a pensare che non fossimo più una rivista cartacea, afferma Justin B. Smith, presidente di Atlantic Media Company. Negli ultimi anni la rivista ha messo in atto una trasformazione globale delle risorse, unificando personale addetto al web e personale della carta in un’unica struttura. La formula del paywall è stata cancellata definitivamente. Ovviamente The Atlantic è un caso a sé. E’ una piccola rivista rispetto agli standard americani : 100 dipendenti, una diffusione di 470 mila copie’’.

Dal 2005 comunque il fatturato è quasi raddoppiato e il 2010 si chiude con un giro d’affari di 32 milioni di dollari.

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