Russia, battaglia sui commenti online, prevale una linea ‘a misura di web’

| 8 luglio 2010 |

Russia A giugno la Corte suprema di Mosca aveva stabilito la totale responsabilità delle redazioni di media online nei confronti dei commenti dei propri lettori – Una direttiva inapplicabile, che avrebbe obbligato le redazioni a controllare che ogni singolo commento non potesse essere accusato di estremismo – Dopo giorni di dibattiti e lavoro, é uscita una normativa più realistica e “a misura di web” – E anche il segretario dell’Unione dei giornalisti russi, Michail Fedotov, dice di essere “molto soddisfatto della decisione. Avevamo iniziato a lavorare sul documento che è stato approvato ora oltre un anno fa, la ritengo una grande vittoria”

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di Valentina Barbieri

La regolamentazione del web e delle nuove tecnologie risulta, alla prova dei fatti, una questione piuttosto spinosa.

Un campo sterminato di informazioni e fonti informative, milioni di utenti e la loro privacy, tracce informative che non possono essere cancellate, la difficoltà di far sottostare uno spazio sovranazionale a normative nazionali. Di fatto, la necessità di porre dei limiti normativi si scontra sempre con le caratteristiche intrinseche della rete. Eccezione non fa il caso della Corte Suprema russa, che a giugno di quest’anno ha stabilito la totale responsabilità delle redazioni di media online nei confronti dei commenti dei propri lettori.

Una direttiva inapplicabile, che avrebbe obbligato le redazioni a controllare che ogni singolo commento non potesse essere accusato di estremismo.

Dopo giorni di fervente lavoro, ne é uscita una normativa più realistica e “a misura di web”

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La normativa russa sui media si basa sulla legge “Sui mezzi di comunicazione di massa” . Dal  1991, anno in cui la legge è stata approvata, sono state fatte sul testo varie modifiche ma le linee guida sono rimaste sostanzialmente inalterate.

E inalterata è rimasta pure la clamorosa mancanza di una normativa sulla prassi. Di fatto, ogni giudice russo applicava la legge nel modo che gli pareva più opportuno, con evidenti differenze  da tribunale a tribunale.

Per la prima volta, quest’anno, la Corte Suprema ha elaborato una direttiva ufficiale da far applicare in tutti i tribunali russi e per regolare le attività di tutti i media, compresi quelli online.

Ma quando questa linee di applicazione da parte dei tribunali della legge “Sui mezzi di comunicazione di massa”[1] sono entrate nel merito della responsabilità delle redazioni sui commenti dei propri lettori, i punti di contrasto si sono manifestati con forza.

Il dibattito verteva su questi punti: i forum online dei media sono spazi di comunicazione indipendenti dal giornale o dalla televisione? Oppure, come dichiarato da Michail Vorob’ёv, addetto stampa del Roskomnadzov (servizio federale per il controllo delle relazioni, delle tecnologie informatiche e delle comunicazioni di massa), i forum “sono parte dei media e di conseguenza le redazioni sono responsabili di quanto viene pubblicato sui forum”?

Nonostante il testo preliminare della disposizione fosse pronto già il 20 aprile, il dibattito sulle pubblicazioni online ha portato a un rallentamento dei tempi e ad una rielaborazione del testo.

Nella versione non definitiva, le redazioni delle pubblicazioni web sarebbero state obbligate a verificare le informazioni presenti nei commenti dei lettori qualora il Roskomnadzor ne avesse presentato richiesta. Se dopo una verifica fosse risultato che il commento era a norma, la redazione avrebbe potuto lasciare il commento sul sito, assumendosene la responsabilità.

Qualora la procura avesse invece accertato le violazioni, la redazione avrebbe potuto rielaborare il commento, così come le redazioni della carta stampata rielaborano le lettere dei lettori prima della pubblicazione. Se il commento avesse contenuto informazioni parzialmente vere, la redazione non avrebbe potuto modificare il commento ma avrebbe potuto indicare a lato gli elementi comprovati.

In ogni caso, le redazioni avrebbero comunque avuto la possibilità di cancellare i commenti.

Qualora la redazione avesse deciso di non intervenire su un commento non a norma, ne sarebbe divenuta responsabile in tribunale.

Questo modello normativo, che vedeva l’accordo di ministero della giustizia, procura generale e tribunale supremo, ha trovato in disaccordo proprio il Roskomnadzor, l’ente che avrebbe dovuto segnalare i commenti.

Il 18 giugno l’organo di stampa ufficiale del governo ha pubblicato la decisione della sessione plenaria del Tribunale Supremo russo del 15 giugno 2010 in relazione all’applicazione della legge sui media, chiarendo la responsabilità dei media online rispetto ai commenti dei lettori.

La corte Suprema ha negato la responsabilità dei media online verso i commenti dei lettori ai testi della redazione.

Nella versione emendata, la legge stabilisce la responsabilità dei media solo nel caso in cui essi non si attengano alla richiesta del servizio federale di controllo di cancellare specifici commenti che potrebbero essere considerarti frutto di un errato impiego della libertà dei media. Le redazioni hanno quindi il diritto di eliminare o modificare il commento, in caso contrario sono chiamate a risponderne in tribunale.

In questo modo, i commenti fatti dai lettori di siti registrati come mezzi di comunicazione di massa vengono di fatto paragonati alle telefonate in diretta di programmi radiofonici o televisivi.

E’ evidente che questa decisione crea una chiara distinzione nella regolamentazione di media online registrati e normali siti o forum.

La direttiva in questa parte non varrà quindi per i forum in cui i lettori dei media online lasciano i propri commenti in forma libera.

Da più parti, il mondo dei media aveva guardato con perplessità alla prima elaborazione.

Igor’ Jakovenko, ex segretario generale dell’ Unione dei giornalisti russi dichiarava la prima versione del progetto poco realistica. “E’ evidente che coloro che propongono simili progetti di disposizione della Corte Suprema non sanno cosa sono internet e i media online. (…). Ritengo che questa vicenda non abbia alcuna prospettiva di realizzazione. Non è possibile. Altrimenti bisognerebbe ufficialmente introdurre la censura”.

Approva la versione definitiva del testo Elisaveta Osetinskaja, redattore capo del sito “Vedomosti.ru”. “Con i commenti noi ci comportiamo come con la diretta. Se vediamo che per qualche motivo un qualche commento non corrisponde alla nostra politica, di prassi lo cancelliamo o possiamo chiedere all’autore di riformularlo”. Come Jakovlenko, anche la Osetinskaja trovava poco verosimile il controllo sistematico di tutti i commenti di tutti i media online. «Ci sono articoli a cui ogni giorno arrivano anche 150 commenti. Sono terribilmente curiosa di sapere chi seguirà tutto questo. Perché é fisicamente molto difficile”.

Michail Genin, specialista di comunicazione online, in un’intervista alla radio Komsomol’skaja pravda, pur riscontrando il poco realismo alla base della prima formulazione della normativa, evidenziava però anche una direzione comune a vari paesi. “In molte legislazioni dei paesi occidentali ci sono norme simili. Se verso qualche commento o dichiarazione c’è una richiesta di un organo delle forze dell’ordine, la pubblicazione deve cancellare questo commento.”

Il redattore capo del sito “Kommersant.ru”, Pavel Černikov, non riscontra nella disposizione un cambiamento significativo in quanto già nelle redazioni ci sarebbero efficaci meccanismi di moderazione. “Noi seguiamo già tutti i commenti dei lettori. Non li modifichiamo prima di pubblicarli, perché questo uccide la dimensione attiva del forum: alle persone piace che ciò che scrivono appaia immediatamente sul forum. Ma abbiamo organizzato una post moderazione. Se la discussione esce dal tema o passa sul piano personale, questo non è violazione della legge ma non piace ai lettori e lo togliamo. Per quanto riguarda le dichiarazioni che istigano all’odio nazionale o violano la legge, noi non intendiamo aspettare l’avviso del Roskomnadzor, li cancelliamo prima”.

Nel complesso, l’atteggiamento verso la formulazione definitiva della disposizione appare positivo, o perlomeno più possibilistico che in precedenza.

Tra i maggiori sostenitori di “Sulla prassi di applicazione della legge sui media” c’è proprio il segretario dell’Unione dei giornalisti russi, Michail Fedotov. “Sono molto soddisfatto della decisione. Avevamo iniziato a lavorare sul documento che è stato approvato ora oltre un anno fa, la ritengo una grande vittoria”.

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FONTI

L’esperto: non si possono obbligare i media online a controllare tutte le dichiarazioni dei lettori, Radio Komsomol’skaja Pravda, 4/06/2010

I media on line potranno redarre i commenti su richiesta del Roskomnadzor , Kommersant, 04/06/2010

La Corte Suprema é pronta ad approvare il divieto supremo, Kommersant, 5/06/2010

I media online sono obbligati a mantenere traccia dei commenti, KM.ru, 7/06/2010

Il Roskomnadzor prende posto nel forum, Viktor Chamraev, Kommersant, 9/06/10

I mediaonline non sono responsabili per i commenti, lo ha stabilito la Corte Suprema, Ol’ga Fedina, Elena Uchanova, RIA Novosti, 15/06/10,

Il Roskomnadzor pulisce internet, Vitalij Petlevoj, RBK, 16.06.2010

I forum internet sono stati dichiarati paragonabili alla diretta, Vladimir Demčenko, Izvestija, 16/06/10

Pubblicata la disposizione della Corte Suprema che chiarisce la responsabilità dei media online sui commenti dei lettori, Fontanka, 18/06/2010


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