Quotidiani: superata in Usa la formula dell’ 80/20

| 12 agosto 2010 |

NewYorkTimes

Uno studio di Harvard mostra ad esempio che nel caso del New York Times il 40% dei ricavi viene dalle vendite e il 53% dalla pubblicità, mentre il 7% rimanente è rappresentato da nuovi canali di entrate

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Per i quotidiani americani la classica formula dell’ 80/20 – 80% dei ricavi da pubblicità e il 20% da abbonamenti ed edicole – sta cambiando, dando vita a una nuova era, che vedrà aumentare sempre di più la parte di reddito proveniente dai lettori.

Lo suggerisce uno studio condotto dalla Harvard University, come segnalava  il Guardian qualche giorno fa.

“Ci stiamo muovendo verso un’ era che vedrà un aumento degli abbonamenti e delle vendite delle copie cartacee, e una crescita nel caso delle edizioni di online del pay per view, degli abbonamenti per l’ all-access (attraverso speciali piattaforme) e di altri meccanismi di affiliazione”, ha spiegato Ken Doctor, che ha diretto la ricerca.  

I ricavi pubblicitari – riporta Sfnblog – sono scesi dai 50 miliardi di dollari del 2000 ai 24 miliardi nel 2009 e i quotidiani hanno aumentato il prezzo di vendita e di abbonamento e hanno cominciato a valutare nuovi canali di reddito. L’ effetto globale, osserva  El Mundo , è un aumento dei ricavi dalla diffusione.

Basandosi sui dati del secondo trimestre di quest’ anno, lo studio mostra, per esempio, che il fatturato del New York Times viene ora per il 40% dalle vendite e per il 53% dalla pubblicità. Altri editori americani che si stanno allontanando dal vecchio modello di business  sono:

–  Scripps: diff, 28%; pubbl, 67%; altro, 5%.
– Gatehouse: diff, 27%, pubbl  71%, altro 2%.
Lee: diff, 24%, pubbl, 70%, altro, 6%
McClatchy: diff, 20%; pubbl, 76%, altro, 4%

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