Quotidiani inglesi: la copertura internazionale in caduta libera

| 2 novembre 2010 |

GloboMeno 40% in 30 anni secondo un Rapporto del Media Standard Trust – L’ informazione dall’ estero costituisce ormai poco più del 10% dei contenuti delle principali testate britanniche, la metà di quanto era nel 1979 (il 20%) – Per l’ autore del rapporto ‘’il crollo è significativo ma non terminale. I giornali hanno ancora la grande opportunità di reinventare il giornalismo internazionale, ma farebbero meglio a sbrigarsi o saranno soppiantati’’A rischio anche la BBC – Un articolo del Guardian

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UK newspapers are covering less world news: report

(Guardian.co.uk)

(traduzione di Andrea Fama)

L’informazione dall’ estero delle quattro principali testate inglesi ha registrato una caduta del 40% negli ultimi 30 anni. Nello stesso periodo, la copertura internazionale nelle prime 10 pagine di Daily Telegraph, Guardian, Daily Mail e Daily Mirror, è crollata dell’80%. A sostenerlo è un rapporto del  Media Standards Trust (MST) dal titolo Shrinking World: The decline of international reporting in the British press (Il mondo si restringe: il declino del giornalismo internazionale sulla stampa inglese).

Lo studio rileva che l’informazione estera costituisce ormai poco più del 10% dei contenuti di tutte e quattro le testate, in calo rispetto al 20% del 1979. Il declino appare ancor più accentuato se si considera che il numero di articoli e pagine è invece cresciuto nel tempo.

Secondo David Loyn, corrispondente della BBC dai Paesi in via di sviluppo, nonché autore della prefazione al rapporto, ciò che dovrebbe “destare allarme”, nello specifico, è il declino di una copertura autorevole nella stampa di qualità.

Le rilevazioni del rapporto si basano sull’analisi dell’informazione estera sulle quattro testate nazionali nel corso di una settimana media – priva, cioè, di eventi mediatici “straordinari” come le elezioni presidenziali negli Stati Uniti. MST ha selezionato la prima settimana di marzo nel 1979, e la stessa settimana nel 1989, 1999 e nel 2009.

“Il declino porta con sé due conseguenze significative. Innanzitutto, rafforza i valori insulari britannici – i pregiudizi – e scoraggia la comprensione tra gli elettori britannici”, commenta Loyn. “In secondo luogo, il declino della copertura internazionale fa sì che quei media che conservano ambizioni globali si sentano solitari e fuori fase – in particolare l’emittente pubblica BBC. Sarebbe molto più semplice giustificare una spesa per la copertura estera dovuta ad una serrata competizione piuttosto che ad più astratte ragioni di servizio pubblico”.

Secondo Martin Moore, autore del rapporto e direttore di Media Standard Trust, il crollo nella copertura internazionale è “significativo ma non terminale. I giornali hanno ancora la grande opportunità di reinventare il giornalismo internazionale, ma farebbero meglio a sbrigarsi o saranno soppiantati”.

“Ritengo che il mercato offra un gap potenziale per quelle testate che vogliano imprimere il giornalismo internazionale nel proprio DNA”, continua Moore. “In passato fu il Daily Telegraph a caratterizzarsi con questo status, ma oggi sembra che l’Indipendent stia facendo un gran bel lavoro, anche se il difficile sta nella carenza di reporter sul campo’’.

Secondo Moore, poi, con il salvataggio dei minatori cileni – che il mese scorso ha catturato l’audience di tutto il mondo – i media inglesi hanno “perso un’opportunità” di sperimentare una copertura estera più economica.

“É stato frustrante – c’è molto più spazio per l’innovazione in ciò che abbiamo a disposizione. La stampa inglese era come ingabbiata. Mentre gruppi come Demotix e Global Voices hanno provato a raccogliere e distribuire i contenuti con modalità differenti, i giornali si sono rivelati più statici – sebbene apparentemente siano nella posizione migliore per sperimentare e innovare”.

L’unica eccezione segnalata dal report – redatto nella prima metà del 2010, prima della revisione del bilancio – è stato il BBC World Service, considerato essenziale per sostenere l’informazione internazionale da parte dei media inglesi. La revisione dei bilanci effettuata ad ottobre dal Governo ha confermato che la BBC dovrà prendersi dall’ufficio esteri la responsabilità di finanziare il World Service, che sarà sottoposto ad un taglio del budget pari al 16% in quattro anni.

“Sono preoccupato per diversi aspetti. La BBC dovrà tagliare i costi del World Service e ciò significa che saranno tagliati anche elementi importanti. Ma come si determineranno i tagli? È preoccupante perché gli stessi principi editoriali non possono essere applicati anche ai servizi della BBC in Inghilterra. Non si potrà dire che determinati programmi siano impopolari se si parla di servizi come quello in Myanmar o servizi che svolgono una funzione chiave in condizioni di regime dittatoriale”, continua Moore.

“È molto preoccupante. Numerose domande rimangono senza risposta in merito al futuro del World Service – se, ad esempio, sarà effettivamente sempre più eroso nel quadro di una BBC sempre più piccola. È estremamente difficile pensare che non perderemo importanti aspetti del servizio”, conclude il direttore di Media Standard Trust.

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