Pubblicità: 2009 disastroso per la carta stampata in Italia

| 10 febbraio 2010 |

Il consuntivo Nielsen indica un calo del 21,6% annuale negli introiti pubblicitari per quotidiani e periodici, mentre il dato generale è del 13,4% – A dicembre il calo è stato solo dell’ 1,6% sullo stesso mese del 2008, e televisione, cinema, radio e internet hanno registrato valori in crescita, ma per la carta stampata il trend continua ad essere negativo
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Anche se il 2009 è stato disastroso per quotidiani e periodici – meno 21,6% negli investimenti pubblicitari -, qualche timido segnale di ottimismo per il settore dell’ editoria in Italia viene dagli ultimi dati della Nielsen.

Come segnala yahoo.finance, nel suo consuntivo 2009 Nielsen evidenzia che in Italia l’anno si chiude con una flessione degli investimenti in pubblicità del 13,4%, a quota 8,51 miliardi di euro. Il dato di dicembre evidenzia invece un calo di soli 1,6 punti sul dicembre 2008 e invia un segnale di ripresa.

Nell’ultimo mese dello scorso anno i comparti della televisione, del cinema, della radio, di internet e altri ancora hanno registrato valori in crescita, mentre il trend dei quotidiani ha mostrato una flessione. Se in tutto l’anno la televisione (compresi i canali generalisti e satellitari) ha registrato un calo delle risorse pubblicitarie del 10,2% nel solo mese di dicembre il saldo con il dicembre precedente rivela invece una crescita del 2,5 per cento.

Il segmento della stampa rimane però in forte affanno, con un calo complessivo annuale del 21,6% in termini di raccolta pubblicitaria. Nello specifico perdono raccolta pubblicitaria i quotidiani a pagamento con una flessione del 16% complessiva; i quotidiani free press subiscono un danno maggiore dalla crisi con una contrazione del 26,6%. In difficoltà anche i periodici: perdono nell’anno il 28,7% dei loro investimenti pubblicitari. A sorpresa il mese di dicembre rivela una crescita della radio del 24,6% dopo un anno in cui la flessione degli investimenti si è limitata al 7,7 per cento. Internet, infine, continua a crescere con saldo 2009 positivo del 5,1 per cento.

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