Libri/ L’ informazione al tempo del citizen journalism

| 10 giugno 2010 |

Maistrello
Esce in libreria”Giornalismo e nuovi media”, il nuovo libro di Sergio Maistrello, che delinea fra l’ altro la figura del nuovo giornalista: “un professionista consapevole di non avere più né l’esclusiva né deleghe in bianco, che si accontenti spesso di arrivare in seconda battuta sui fatti a fronte di maggiore approfondimento e che sia in grado di lavorare insieme ai tanti nuovi soggetti che affollano lo spazio pubblico delle idee e delle opinioni, a cominciare dai suoi stessi concittadini”

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“Le persone non hanno più bisogno a tutti i costi di mediatori. La società in Rete sta imparando a comunicare, a informarsi, a condividere cultura, a commerciare, ad amministrarsi, a divertirsi, a progettare al di là di ogni forma di mediazione conosciuta in precedenza. Sebbene le prime manifestazioni di tutto ciò possano apparire rozze e imperfette, miglioreranno in fretta. […] Se l’editoria fa il suo ingresso nel suo decennio più drammatico, il giornalismo potrebbe invece uscire da questo passaggio storico paradossalmente rafforzato. Restano sfide vitali, una per tutte la ricostruzione su nuove basi di un’economia che garantisca la professionalità”.

E’ lo scenario tratteggiato da Sergio Maistrello – giornalista, coordinatore editoriale di Apogeonline (la webzine di Apogeo) e docente a contratto di Giornalismo e nuovi media presso l’Università di Trieste – nell’ introduzione del suo nuovo libro, “Giornalismo e nuovi media -L’informazione al tempo del citizen journalism”, che esce in questi giorni in libreria per le edizioni Apogeo.

(…)”In un mondo in cui molte più informazioni sono disponibili a un numero maggiore di persone – osserva ancora Maistrello – cresce la necessità di una figura indipendente che possieda strumenti tecnici e culturali per fare sintesi, per gettare ponti tra le specializzazioni, per comporre scenari. Un professionista consapevole di non avere più né l’esclusiva né deleghe in bianco, che si accontenti spesso di arrivare in seconda battuta sui fatti a fronte di maggiore approfondimento e che sia in grado di lavorare insieme ai tanti nuovi soggetti che affollano lo spazio pubblico delle idee e delle opinioni, a cominciare dai suoi stessi concittadini. Non sarà come prima, ma non sarà necessariamente peggio di prima”.

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