Il Washington Times chiude anche la domenica

| 5 gennaio 2010 |

Washington Times Dopo aver tagliato il 40% della redazione e abolito il numero del sabato, il secondo quotidiano della capitale Usa, che in un anno è passato da 80 a 67.000 copie giornaliere, riduce la foliazione, elimina lo sport e rinuncia anche al numero domenicale – I risparmi verranno investiti sul sito web, alla ricerca di un modello economico sostenibile – Un articolo dell’ Osservatorio europeo di giornalismo

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Eliminare due uscite settimanali, diventando un quotidiano con la settimana corta, e investire i risparmi sull’ edizione online. E’ la strada imboccata dal Washington Times che, dopo aver già tagliato il 40% della redazione e aver abolito il numero del sabato (nel 2008), ha deciso ora di eliminare anche l’ edizione domenicale, riducendo nello stesso tempo la foliazione, eliminando le pagine dello sport e focalizzandosi prevalentemente su temi di politica, economia e giornalismo investigativo.

L’ intenzione – spiega Piero Macri su European Journalism Observatory – ‘’è di far convergere maggiori investimenti su washingtontimes.com, la versione online: una strategia editoriale che vuole essere una risposta alla recessione economica e, nello stesso tempo, un segnale forte per una transizione a uno scenario multimediale coerente con i dati tendenziali espressi nell’ultimo anno’’.

La diffusione del quotidiano USA è passata nell’ultimo a anno da 80 mila a 67 mila copie giornaliere mentre il sito vanta una media di 1 milione e 763 mila visitatori unici (dati novembre 2009) ed è in continua espansione.

Il caso del Washington Times – giornale, nato nel 1982, la cui proprietà è legata a un movimento religioso, la Unification Church del reverendo coreano Sun Myung Moon – mette in luce, secondo Macri, come ‘’la logica del contenuto generalista sia ormai superata, e valida solo per pochi e grandi gruppi in grado di sostenere un ingente sforzo finanziario’’, mentre ‘’evidenzia come sempre più giornali tendano a focalizzarsi su un’informazione basata su alcuni elementi informativi che possono rappresentare i punti di forza della testata’’.

Va da sé – osserva ancora Macrì – che la riduzione del 40% dello staff redazionale, pur avendo eliminato completamente la redazione sportiva, influenza negativamente la possibilità di produzione di contenuti originali: una maggiore disposizione e focalizzazione sulla versione online dovrà necessariamente fare i conti con una struttura editoriale più snella e flessibile, diversa da quella prevista sulla carta, e incrociare nuove forme di produzione delle notizie. Ma il caso del Washington Times è un esperimento che potrebbe diventare un modello per molti degli editori che operano attualmente attraverso una fornula di produzione ibrida offline-online. La notizia negativa è che la ricerca di un modello sostenibile implica una riduzione sostanziale del numero di giornalisti occupati.

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