Il futuro del giornalismo secondo Rosenstiel (Project for Excellence in Journalism)

| 24 febbraio 2010 |

Bisogna ormai considerare il giornalismo come un servizio e non come un prodotto; non è indispensabile salvare le vecchie istituzioni, ma alcuni dei loro valori sì; il giornalista non è più un ‘’gate keeper’’, un intermediario obbligato.

Sono alcune delle indicazioni emerse nel corso di un intervento sull’ evoluzione del giornalismo e dei media tenuto da Tom Rosenstiel, direttore del  Project for Excellence in Journalism (Pew Research Center).

Il video dell’ intervento (22 minuti) è su Youtube.

In particolare, secondo la sintesi di Philippe Couve, le funzioni che Rosentiel ritiene importanti e quindi da salvare sono:

    1. Autentificazione/validazione delle informazioni
    2. Dare senso alle informazioni
    3. Essere sempre un “watchdog” (‘’cane da guardia’’ del potere)
    4. Assiocurare la funzione di testimone (‘’la presenza di un giornalista può avere un ruolo di profilassi”)
    5. Essere un animatore di forum/conversazioni
    6. Essere un aggregatore intelligente che punta anche su delle risorse esterne alla sua testata.
    7. Dare ai suoi lettori degli strumenti e la capacità di agire (“empower its audience”)
    8. Essere un modello

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