Il boss della Cecenia Kadyrov ritira di colpo le cause per diffamazione

| 11 febbraio 2010 |

KadyrovLe azioni legali intentate dal presidente Kadyrov (al centro nella foto) contro Memorial, Novaja Gazeta e Gruppo Mosca Helsinki sono state chiuse all’ improvviso – Secondo il sito ufficiale del governo ceceno, la decisione di Kadyrov è stata presa su richiesta della madre, ma Oleg Orlov, di Memorial, non esclude che “il consiglio che ha dato la mamma al presidente ceceno, sia in realtà partito dal Cremlino”

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di Valentina Barbieri
L’omicidio non è l’unico mezzo di pressione su giornalisti e attivisti dei diritti umani in Russia, ci sono anche le vie legali.

Ben lo sa Ramzan Kadyrov, presidente ceceno, che fino a mercoledì 9 febbraio aveva tre cause aperte con alcune delle realtà democratiche più importanti in Russia: Memorial, Novaja Gazeta, Gruppo Mosca Helsinki.

Quello che nessuna delle tre probabilmente si aspettava era che l’angelo della pacificazione avrebbe preso la forma della mamma di Kadyrov, Aimana Kadyrova, spingendolo a ritirare improvvisamente le cause intentate contro di loro.

Almeno ufficialmente. Ufficiosamente, viene da pensare che non si muova foglia che Mosca non voglia.

La causa contro la Novaja Gazeta, il giornale per cui scriveva Anna Politkovskaja Kadyrov chiama in causa sei articoli pubblicati dal giornale fra il 19 maggio 2008 e il 4 febbraio 2009, evocativi fin dai titoli: “A Mosca è in atto la caccia alle lingue”, “Muchavat Salach Masaev: per quasi quattro mesi mi sono trovato in ostaggio di Ramzan Kadyrov”, “Nessuna paura”, “L’ultimo processo ceceno di Stanislav Markelov”, “Il nome della Russia è morte” e “Omicidio viennese”.

L’ omicidio non è l’ unico mezzo di pressione su giornalisti e attivisti dei diritti umani in Russia, ci sono anche le vie legali.

Ben lo sa Ramzan Kadyrov, presidente ceceno, che fino a mercoledì 9 febbraio aveva tre cause aperte con alcune delle realtà democratiche più importanti in Russia: Memorial, Novaja Gazeta, Gruppo Mosca Helsinki.

Quello che nessuna delle tre probabilmente si aspettava era che l’angelo della pacificazione avrebbe preso la forma della mamma di Kadyrov, Aimana Kadyrova, spingendolo a ritirare improvvisamente le cause intentate contro di loro.

Almeno ufficialmente. Ufficiosamente, viene da pensare che non si muova foglia che Mosca non voglia.

Secondo quanto dichiarato dall’avvocato di Kadyrov, Andrej Krasnenkov, negli articoli si accusa il presidente ceceno “di omicidi, massacri, torture, minacce, violenza fisica, estorsione, organizzazione di società a delinquere”. In particolare, Kadyrov risulterebbe coinvolto nell’ assassinio dell’avvocato Stanislav Markelov e dell’ex guardia del corpo di Kadyrov, Umar Israilov.

La richiesta dell’accusa è la smentita da parte del giornale delle informazioni contenute negli articoli in questione e un risarcimento di 865mila rubli (oltre 20mila euro) per danni morali. La somma richiesta all’autore di quattro dei testi, Vjačeslav Izmailov, è invece di 100mila rubli (2400 euro circa). Le autrici degli altri due articoli non sono invece state coinvolte dall’accusa, in quanto sarebbero state “costrette a scrivere menzogne” (fonte: Deutsche Welle).

Il 2 febbraio si è riaperto quindi l’esame del caso presso il tribunale del distretto Basman di Mosca.

Alla vigilia le due parti rilasciavano queste dichiarazioni: “E’ un bene che si cerchi giustizia attraverso un tribunale e non con altri mezzi (Dmitrij Muratov)”, “Se il giudice agisce in base alla sostanza delle cose, finiamo per pranzo” (Andrej Krasnenkov).

Nel clima teso della sala la proposta di conciliazione del giudice è stata rapidamente accantonata da entrambe le parti.

Sono quindi stati ascoltati due testimoni ceceni.

Il primo, concittadino di Israilov, ha dichiarato che l’ex guardia di Kadyrov non era quell’immagine di innocenza descritta dalla Novaja Gazeta, ma al contrario era un assassino e un bandito.

Il secondo testimone, Mahomed Chambiev, ex ministro della difesa dell’autoproclamata repubblica cecena di Ickeria, ha confermato pienamente la posizione di Kadyrov.

“Quando è cominciata la guerra per l’indipendenza, io ero con il mio popolo ed in effetti ero sul sentiero di guerra. Ma poi mi sono reso conto di quanto facesse Ramzan Kadyrov, del fatto che lui era con il popolo e che aveva deciso di deporre le armi”. Chambiev, che è stato più volte nella tenuta di Kadyrov, ha dichiarato di non aver visto nessuna prigione in quell’edificio.

Il giudice Aleksand Lopatkin ha deciso al termine della seduta di non procedere ancora oltre la fase delle indagini preliminari e di chiamare a testimoniare in qualità di co-accusati le due giornaliste della pubblicazione e il vice-capo redattore della Novaja Gazeta Sergej Sokolov.

Di fronte alla richiesta del giudice Lopatkin di precisare le richieste giudiziali verso i nuovi co-responsabili, l’avvocato Krasnenkov ha tentato la via dell’obiezione ma ha dovuto accettare la posizione del giudice. Lopatkin ha basato la propria decisione sulla decisione del plenum del tribunale supremo russo, che voleva il coinvolgimento di tutti i giornalisti autori degli articoli contestati da Kadyrov e ha fissato la prossima seduta al 15 febbraio. Nel frattempo stando alle dichiarazioni di Krasnenkov anche la sede centrale della polizia del territorio (GUVD) sta effettuando dei controlli in merito alla stessa azione penale.

Un altro fronte aperto da Kadyrov é quello contro Memorial

Dopo l’assassinio di Natalja Estemirova, avvenuto a luglio dello scorso anno, il direttore del centro Memorial Oleg Orlov aveva accusato Kadyrov dell’omicidio a Kadyrov. Tre giorni più tardi è partita la denuncia.

Secondo RIA Novosti, Orlov avrebbe dichiarato in una telefonata a Kadyrov che intendeva dire che egli, in quanto presidente, aveva la responsabilità di ciò che accade nella repubblica ma Kadyrov ha replicato rivolgendosi ai tribunali.
Il 6 ottobre il tribunale del quartiere Tverskoj di Mosca aveva in parte accolto la mozione di Kadyrov, indicando in 50 e 20 mila rubli la somma che Memorial e Orlov devono risarcire. In questo modo, il tribunale ha riconosciuto che le dichiarazioni di Orlov sul diretto personale coinvolgimento di Kadyrov dell’uccisione di Natalija Estemirova come lesive dell’onore e la dignità del presidente.

Il 21 gennaio di quest’anno il tribunale di Mosca ha confermato la decisione del 6 ottobre e ha respinto il ricorso per cassazione del presidente Kadyrov e del direttore del centro Memorial, Oleg Orlov. L’avvocato di Memorial, Anna Stavickaja, intende rivolgersi al tribunale europeo per i diritti dell’uomo, in quanto la decisione non terrebbe conto della prassi di questa istituzione.

D’accordo Orlov, secondo cui in prima istanza il tribunale non avrebbe interpretato correttamente le sue dichiarazioni. “O le dichiarazioni di Orlov non feriscono l’onore di Kadyrov, o non sono informazioni”.

Il terzo fronte era invece ancora in via di definizione, e avrebbe coinvolto la direttrice del gruppo Mosca Helsinki, Ludmila Alekseeva, accusata di diffamazione. Le forze dell’ordine cecene avevano già inviato i documenti necessari a questo scopo alla sede centrale della polizia del territorio (GUVD) di Mosca, che avrebbe poi dovuto condurre degli approfondimenti e decidere se avviare o meno un processo.

Ciò che avrebbe dato origine alla causa in questo caso sarebbe stata una dichiarazione rilasciata dalla Alekseeva alla conferenza stampa del 23 maggio 2008: “Le bande di Kadyrov girano la Cecenia, uccidono, rapiscono le persone, fanno quello che vogliono”.

Se si fosse arrivati al tribunale, la Alekseeva avrebbe rischiato una multa dai 100 ai 300 mila rubli e persino l’incarcerazione fino a 3 anni.

Questa era la situazione prima che si alzasse imperiosa la voce della signora Kadyrova.

Con un’azione improvvisa Ramzan Kadyrov ha ritirato le azioni penali e civili contro la direttrice Ljudmila Alekseeva, Oleg Orlov e la Novaja Gazeta. Di punto in bianco.

Il sito ufficiale del governo ceceno riporta che la decisione del presidente è stata presa su richiesta della madre, pubblicata sullo stesso sito: “Le tradizioni cecene non permettono di entrare in lotta con le persone anziane. I ceceni hanno sempre ceduto il passo ai più vecchi, anche se non erano della stessa opinione. Sulla base di questo, chiedo di interrompere i processi contro Orlov e Alekseeva”. Lo stesso giorno, il presidente ceceno decideva di sospendere le controversie.

Certo, perché Ramzan Kadyrov abbia preso questa decisione altre richieste di uguale e superiore peso devono essere andate nella stessa direzione.

L’addetto stampa del presidente ceceno, Al’vi Karimov, ha indicato come co-responsabili anche alcuni membri della Camera Pubblica, giornalisti, rappresentanti del clero ceceno.

Ma non c’è da escludere, come già dichiarato da Oleg Orlov di Memorial, che “il consiglio che ha dato la mamma al presidente ceceno, sia in realtà partito dal Cremlino”.

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FONTI:

Contro la direttrice del gruppo Mosca Helsinki può nascere un processo per diffamazione del presidente della Cecenia Ramzan Kadyrov, Echo Moskvy, 02.02.10

L’esame della azione legale di Ramzan Kadyrov contro la Novaja Gazeta é posticipato, Svoboda News, 02.02.10

La seduta per l’azione legale di Kadyrov verrà ripresa il 15 febbraio, Rosbalt, 02.02.10

Il tribunale di Mosca ha iniziato ad esaminare l’istanza di Ramzan Kadyrov contro la Novaja Gazeta, Svoboda News, 02.02.10

Interfax: il tribunale esamina l’istanza del presidente ceceno contro la Novaja Gazeta, Lenizdat, 02.02.10

Per l’azione legale di Kadyrov contro la Novaja Gazeta saranno ascoltanti nuovi co-responsabili, RIA Novosti, 02.02.10

L’avvocato di Kadyrov ha promesso sorprese agli attivisti dei diritti umani, Gazeta, 02.02.10

Kadyrov in tribunale contro la Novaja Gazeta, Deutsche Welle, 02.02.10

Ramzan Kadyrov si è rivelato un querelante rispettoso, Kommersant, 10.02.10

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