Gli e-reader non soddisfano i lettori (per ora…)

| 4 febbraio 2010 |

Una ricerca realizzata dal Grady College of Journalism and Mass Communication (Usa) ha analizzato le reazioni di un’ intera città alla lettura di un quotidiano attraverso il Kindle DX – Secondo lo studio, gli e-reader difficilmente  riusciranno a riportare i lettori verso le loro abitudini di lettura dei giornali, a meno che non facciano proprie caratteristiche tecniche quali il colore, le fotografie ed il touch-screen – In particolare gli adulti più giovani lo hanno trovato ‘’vecchio’’, preferendo di gran lunga gli smartphone – Secondo Krugman, uno degli autori della ricerca, la funzione unica del quotidiano probabilmente non è sufficiente a vendere l’e-reader: “dovrebbe piuttosto essere intesa come parte di una costellazione di servizi offerti dallo strumento che includano libri, riviste, ecc.”.

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UGA researchers find e-Readers Fall Short as News Delivery Tool

di Sherrie Whaley
(http://www.uga.edu/news/artman/publish/100125_Kindle.shtml)

Secondo una ricerca realizzata dal Grady College (Athens, Georgia), è improbabile che i lettori multimediali portatili come Kindle riescano a riportare i lettori verso le loro abitudini di lettura dei giornali, a meno che non facciano proprie caratteristiche tecniche quali il colore, le fotografie ed il touch-screen. A bocciare il Kindle DX – utilizzato per lo studio – sono stati soprattutto i giovani adulti, che hanno preferito smartphone come l’iPhone o il Blackberry.

La ricerca ha coperto un periodo di sei mesi durante il 2009 ed è stata realizzata da Dean Krugman e Tom Reichert, docenti di tecniche pubblicitarie, e Barry Hollander, docente associato di giornalismo presso il Grady College of Journalism and Mass Communication.

Ai residenti dell’area di Athens è stato fornito un Kindle per leggere l’Atlanta Journal-Constitution, e sono state in seguito realizzate interviste approfondite e focus group al fine di verificare i pro ed i contro riscontrati nei confronti dell’e-reader.

Relativamente al 2009, gli editori del quotidiano hanno escluso Athens dall’area di distribuzione, incaricando i ricercatori di stabilire se gli e-reader tipo Kindle, venduti su Amazon, potessero costituire una via percorribile in sostituzione del giornale tradizionale.

“Ci troviamo nel corso della prima fase del progetto che mira a raffrontare i lettori digitali, come Kindle, ai giornali tradizionali ed ai sistemi di spedizione online”, commenta il professor Dean Krugman. “Ci concentriamo principalmente sulle modalità con cui le persone consumano i media in un ambiente in rapido cambiamento. Precedentemente, abbiamo adottato simili metodologie nello studiare l’evoluzione del sistema televisivo multicanale”.

Mentre gli adulti di ogni età sono rimasti impressionati dalla leggibilità dello schermo del Kindle, descrivendolo come uno strumento “facile per gli occhi”, in pochi lo hanno considerato un mezzo predominante per leggere le notizie.

Per gli adulti più giovani, il Kindle è uscito ridimensionato dal confronto con i loro amati smartphone, dotati di touchscreen e applicazioni multiple – dalla musica alla navigazione online – disponibili in un singolo pacchetto dalle dimensioni ridotte. L’e-reader lo hanno trovato “vecchio”.

Gli adulti più avanti con gli anni si sono generalmente rivelati più ricettivi verso il concetto di un e-reader. Tuttavia, al Kindle mancano alcune caratteristiche dei giornali tradizionali cui tali lettori si sono affezionati, come ad esempio i fumetti ed i cruciverba.

IL costo, poi, si è rivelato un fattore importante a prescindere dall’età. Quasi tutti i soggetti coinvolti nella ricerca si sono arrestati rispetto ai 489 dollari da pagare per leggere il giornale sul Kindle DX.

Secondo Krugman, la funzione unica del quotidiano probabilmente non è sufficiente a vendere l’e-reader. “Dovrebbe piuttosto essere intesa come parte di una costellazione di servizi offerti dallo strumento che includano libri, riviste, ecc.”.

Sul mercato arriveranno presto di diversi e-reader o “tablet” concorrenti, incluso l’iPad appena lanciato dalla Apple.

La prima fase dei focus group è stata in parte condotta dagli studenti della UGA, affiancati dai docenti, attraverso le metodologie proprie della ricerca pubblicitaria. Una seconda fase prevede l’utilizzo del Kindle da parte dei soggetti selezionati per la ricerca e, in seguito, si effettueranno interviste rigorose e approfondite per rispondere alle domande sollevate nella fase iniziale della ricerca. Una parte essenziale della ricerca esaminerà se e come un e-reader possa diventare parte delle esperienza mediatica quotidiana dei consumatori.

La ricerca è stata finanziata attraverso una sovvenzione dell’Institute for Newspaper Management Studies della UGA.

(traduzione di Andrea Fama)

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