Giornalisti Usa: nonostante i tagli l’ occupazione globale cresce del 19% in quattro anni

| 12 agosto 2010 |

Posti-lavoro

I  massicci tagli degli organici nei media tradizionali sono stati ampiamente compensati dall’ afflusso di giornalisti in aziende non tradizionali – La ricerca di  un esperto di Business Week

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In termini di posti di lavoro, l’ occupazione giornalistica negli Usa sta andando meglio del complesso dell’ economia. Lo ha scoperto Michael Mandel, ex capo del settore economico a Business Week e fondatore di Visible Economy LLC.

L’ affermazione sembra andare contro le esperienze dirette di questi ultimi cinque anni, con i massicci tagli degli organici in giornali ed emittenti televisive. Ma un forte flusso verso impieghi giornalistici in aziende non tradizionali, come Yahoo e AOL ad esempio, oltre a un incremento del lavoro autonomo hanno creato questo sorprendente risultato

Ricavando i dati da un’ analisi demografica ufficiale condotta su 60.000 nuclei familiari – riporta Journalism2.0 -, Mandel ha rilevato che il numero globale di giornalisti impiegati è cresciuto del 19% fra il 2007 e il 2010.

In questo stesso periodo – ha rilevato Mandel – gli organici giornalistici nei quotidiani sono scesi del 26%, quelli nei periodici sono calati del 16%, mentre nell’ emittenza radiotelevisiva la diminuzione è stata dell’ 11%.

Ma i giornalisti il lavoro lo trovano, anche se non nelle industrie tradizionali o nelle aziende in cui ci si potrebbe aspettare.

In quanto alle aziende tradizionali che continuano ad assumere, non vengono chieste più le stesse vecchie cose di prima. Viene prima di tutto lo spirito innovativo, più che l’ esperienza.

“Se ti interessano delle nuove forme di comunicazione con gli utenti – segnala enfarticamente Journalism2.0 – , sei pronto per un lavoro in questa nuova era dell’ industria dell’  informazione”.

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