Giornalisti digitali: vendersi per 50 centesimi?

| 2 agosto 2010 |

Online-Renzi-htmlLsdi ha cominciato a perlustrare la giungla della ‘compravendita di servizi editoriali’ per il web in Italia scoprendo prima di tutto che la parola ‘giornalista’ è stata ormai sostituita da quella di ‘articolista’ – Questo  primo sguardo fra le pieghe dell’ industria della produzione di contenuti (a parte l’ enclave delle redazioni delle testate tradizionali) dimostra chiaramente che essa si basa su un massiccio sfruttamento del lavoro di centinaia o forse migliaia di artigiani del web content, manovali dell’ informazione non pagati o sottopagati, che accettano, od offrono, pacchetti di articoli nella speranza che la Rete prima o poi li compensi

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di Marco Renzi

Quando costa fare il giornalista per il web?

Come quando costa?

C’è un errore, forse la domanda giusta è: quanto si guadagna a scrivere per il web?

Nessun errore! Al giorno d’oggi per riuscire a costruirsi una professione nel più tecnologico, futuribile, democratico, accessibile, semplice, accreditato, e forse anche “letto” fra i mass-media specificamente deputati alla divulgazione dell’ informazione,  non basta avere una seria base professionale alle spalle, non serve neanche essere creativi quanto basta, e, soprattutto nel nostro paese, non è assolutamente necessario, anzi forse può diventare un ostacolo avere un’idea rivoluzionaria.

Basta essere disponibili ad essere sfruttati! Meglio se non si chiede alcun compenso, tanto se sei bravo saranno gli utenti ad attribuirti il successo dovuto e con quello arriveranno i banner pubblicitari e con quelli i click sul tuo sito/blog/homepage di facebook o similari, e con i click allora sì che le tue tasche si riempiranno di bei dollaroni! O forse no?

In uno dei forum più accreditati fra gli internauti italiani quanto a serietà e credibilità per trovare occupazione e sistemi “onesti”, e sottolineo onesti, per produrre altrettanto “specchiati” guadagni lavorando on-line, ho scoperto una sezione (‘categoria’) che si intitola ‘Compravendita servizi editoriali’.

Accipicchia mi son detto, vuoi vedere che il web ha già trovato internamente e grazie al sistema della condivisione (sharing per chi
fosse un poco meno informato sulle dinamiche della rete…) una valida  risposta ad uno dei quesiti che arrovellano di più, noi giornalisti web-oriented, ovvero come mettere a regime e trovare un compenso  adeguato per chi produce contenuti e li veicola attraverso la rete?

Vuoi vedere che il web è riuscito in automatico, ovvero mettendo a frutto le esperienze dei suoi stessi naviganti, a mettere un tappo e a far chiudere una falla gigantesca dalla quale grazie all’operato di pochi e non meglio precisati web-editor di nome, ma non certo di fatto, la rete si è riempita di contenuti?

Contenuti, sovente anche molto interessanti, spesso perfino originali, altre volte copia-incollati alla rinfusa e con rapace velocità tramite  il lavoro di centinaia o forse migliaia di più o meno noti blogger o ‘artigiani’ del web content, non pagati o sottopagati.

Perchè questo è ad oggi il profilo professionale che si ricava analizzando l’attività giornalistica in rete. Con le uniche eccezioni per i colleghi che operano nell’on-line di alcuni grandi gruppi editoriali, i quali però rappresentano una piccolissima minoranza e nonostante la loro affiliazione agli editori “veri” spesso sono anch’essi discriminati in seno alle proprie aziende di appartenenza.
Ma non è andata così! Nessun prodigio auto-costruito ha illuminato il web. Anzi controllando meglio i testi degli annunci inseriti nel celebre forum,  ho scoperto che i giornalisti in questa parte di mondo non si chiamano nemmeno più così, bensì articolisti!  E che gli articoli per riempire di informazioni i siti/blog/portali on line vengono acquistati a blocchi da 20 per volta e alla “considerevole” cifra di 0,02€ cadauno.

E che  non importa se i pezzi sono costituiti da contenuti originali, vanno bene anche i copia-incollati, basta che facciano massa all’interno del sito.  In modo che le pagine web siano visitate e conseguentemente cliccate e che quindi i rilevatori algoritmici che segnalano ai motori di ricerca la notorietà di un sito segnino numeri a sei zeri: così scatta il business! E giù dollaroni!

O forse no?

1)Dal Forum Html.it:

Ricerca articolisti per redigere articoli di vario tipo.

Il lavoro viene pagato 0,30 € ad articolo.

Vengono commissionati pacchetti di articoli( 5/10/20/30/ …) a seconda delle esigenze Gli argomenti trattati sono vari. Vengono pagati i pacchetti a consegna effettuata, pagamento immediato con paypal.

I lavori vanno da articoli di 150 fino ad articoli di 300 parole.

Link:

http://forum.html.it/forum/showthread.php?s=cf3e9e07d5b07d05020c1e93c932fad8&threadid=1414055

2) Dal forum Gt :

Gli articoli dovranno trattare svariati argomenti: resoconti famosi tornei/partite live o online, strategie, poker online in generale. Anche se siete esperti solo in alcuni argomenti va bene. Alcuni articoli sarò io a suggerirveli.

Pagherò 1€ ad articolo. Dovranno essere lunghi almeno 250 parole e naturalmente originali e non copiati.

Pago con PayPal o Postepay.

In questa fase ho bisogno di una decina di articoli al mese, ma sicuramente avrò bisogno di altri articoli sempre, quindi il rapporto continuerà.

Link:

http://www.giorgiotave.it/forum/collaborazioni-web-e-lavoro-offro-e-cerco/146171-cerco-articolista-argomento-poker.html

3) Ancora sul forum Gt, stavolta è un articolista a proporre qualcosa:

Vendo pacchetti di articoli mai pubblicati riguardanti i seguentiargomenti:

Cucina (ricette); Informatica (recensioni di pc, software, hardware, tutorial) Telefonia (guide, recensioni…) Giochi (guide, news, recensioni) Il prezzo è di 1 euro ad articolo. Se siete interessati contattatemi qui o mandate un’email.

Link:

http://www.giorgiotave.it/forum/collaborazioni-web-e-lavoro-offro-e-cerco/145966-vendo-pacchetti-di-articoli-su-vari-argomenti.html

4) Sul forum Gt troviamo anche questo annuncio, che ci fornisce altri particolari importanti rispetto alle dinamiche professionali dei giornalisti on line:

Salve a tutti,

per sito già avviato con piattaforma wordpress cerco editori che possano pubblicare news sul campo della telefonia.

Si richiede buona scrittura, esperienza sul campo.

http://www.giorgiotave.it/forum/collaborazioni-web-e-lavoro-offro-e-cerco/145964-cerco-editori-per-sito-di-telefonia.html

ps. in un post successivo l’inserzionista precisa che la ricerca di articolisti per il sito già avviato di telefonia è ancora in corso! Ma non cercava editori?

5) Annuncio di lavoro sul sito di annunci gratuiti on line Milano bakeka.it:

Cerchiamo articolisti che vogliano scrivere su blog di informatica per passione. Il guadagno inizialmente è di 50 centesimi ad articolo per massimo 4 articoli al giorno ben fatti.

Contattateci.

http://milano.bakeca.it/grafica-design-editoria/vuoi-scrivere-su-un-accu15913648

6) Dal forum Html.it,  (Attenzione la proposta di retribuzione a pezzo inizialmente era di 1€):

Cerco 40/50 articoli per un progetto davvero serio nel settore della telefonia.

L’articolista sceglierà la categoria di sua competenza (tra quelle che

elencherò) e dovrà fare necessariamente minimo 2 articoli al giorno.

Si richiede esperienza,  è gradito un curriculum.

L’articolista dovrà conoscere l’inglese perche le news verranno prese da siti esteri che io elencherò in privato.

Gli articoli dovranno essere lunghi almeno 150 parole con 1′immagine o più.

L’articolista verrà retribuito con 3 euro ad articolo pagamento paypal/postepay.

Ripeto il progetto è molto serio e non accetteremo tutti ma solo quelli che hanno i requisiti.

http://forum.html.it/forum/showthread.php?s=9ed87d4dbed1d0e2735f1002f3cb8067&threadid=1415694

7)Ancora dal Forum Html.it:

Cerchiamo 4/5 blogger specializzati nel settore moda ai quali commissionare 4/5 articoli settimanali. Gli articoli dovranno essere composti da 100/200 parole e corredati da almeno 2 foto.

Data entro cui inviare le risposte: 31/12/2020

Budget: 1,00€/articolo, pagamento ogni 10 articoli.

Committente: blog.strabello.eu

Link annuncio:

http://forum.html.it/forum/showthread.php?s=cf3e9e07d5b07d05020c1e93c932fad8&threadid=1411210

8) Sul Forum Al Verde.net troviamo un annuncio diverso, i soldi in ballo sono ancora più mortificanti ma il pacchetto è avvolto in un incarto molto più sfavillante, questo l’annuncio:

70% minimo di visualizzazioni adsense (che arriva fino al 95%) e pagamento fisso di €. 0,25 ad articolo, guida o recensione pubblicata.

Il pagamento fisso parte ufficialmente da settembre, ma i primi 10 che si registrano e mi confermano la registrazione via PM avranno tale sistema attivo da subito.

il link con l’annuncio originale (attenzione è probabile che su questo forum sia necessario registrarsi per poter attivare il link

dell’annuncio) :  http://www.alverde.net/forum/compravendita-servizi-editoriali-articoli-recensioni-e-comunicati-stampa/123190-cerco-articolisti-per-nuovo-paid-write.html

In ogni caso oltre all’annuncio possiamo andare direttamente sulla pagina web del “nuovo servizio editoriale”:

http://www.newslive24.com/pubblica-guadagna

9) Ancora dal forum di Alverde.net:

Stiamo cercando persone serie quindi non perdigiorno! Che abbiano voglia e capacità di scrivere 5 articoli al giorno composta da 250 parole.

E’ richiesta: Ottimo uso di wordpress, buon italiano, Buona conoscenza di seo, Serietà, Velocità, Costanza (e se l’italiano degli editori è proporzionato a quello richiesto agli “articolisti”…..aggiungiamo noi!)

Retribuzione:1€ ad articolo

Pagamento:Raggiungimento di 25€ o 50€ tramite paypal o postepay

La retribuzione inizialmente sarà di 1€ ad articolo ma non è detto che non ci sia la possilità di un aumento. Più visite avrà il blog più vi sarà un guadagno inoltre se il blog raggiungerà 1000 visite giornaliere si avrà un 15% dell’entrante di adsense.

Link:

http://www.alverde.net/forum/compravendita-servizi-editoriali-articoli-recensioni-e-comunicati-stampa/112804-cerco-articolisti-per-vari-blog.html

10) Dal sito di annunci on line Kijiji (un annuncio per imprenditori- giornalisti in cui non si fa cenno in nessun modo alla nostra professione, l’annuncio è ripetuto in molti siti di ricerca personale e dedicato alla ricerca di numerosi “direttori provinciali” in altrettante province italiane):

RICERCA DIRETTORI PROVINCIALI

La Are Communication, Consulente di ICE Istituto per il Commercio Estero e partner di CNA FEDERMODA ITALIA, ha avviato un progetto editoriale di interesse nazionale : SLIDE ITALIA, già diventato free press n.1 in assoluto della Are Srl.

Selezioniamo Direttori, quali referenti generali per numerose province italiane.

La figura del nostro Direttore Locale è equiparata alla figura del Direttore Editoriale Generale, infatti il Direttore Locale agisce proprio come se fosse il proprietario del giornale, per la propria zona.

Avviare progetti editoriali ha costi altissimi, insostenibili per piccoli imprenditori.

ARE COMMUNICATION ha studiato un Network al quale i singoli imprenditori che vogliano operare nel campo dell’editoria, possono farlo senza ingenti impegni economici.

Visibilità, notorietà, ottimizzazione delle relazioni, alti guadagni! E’

ciò che offre SLIDE ai propri Direttori Locali.

Nel tuo paese tutti vedranno la tua foto sul TUO giornale. Un Free Press d’alta qualità. Le interviste esclusive ogni mese (Presidente della Camera Irene Pivetti, Melita Toniolo di Italia 1, Michela Bruni Showgirl, Paris Hilton, Silvio Berlusconi e tanto ancora, insieme ai redazionali di interesse nazionale, rendono SLIDE il Free Press più interessante che mai!

Diventa uno dei nostri.

Invia il TUO cv e se hai le caratteristiche adatte, ti invieremo la nostra proposta di affiliazione al newtork.

Requisiti essenziali :

1) Automuniti

3) Spirito d’iniziativa

4) Ottima dialettica

5) Buone capacità di relazionarsi anche con personalità importanti

6) AMBIZIONI IMPRENDITORIALI (quindi minima disponibilità economica)

7) Età Minima 25 anni

8) Nessun incarico politico in corso

Link dell’offerta:

http://lavoro.wickedin.it/link/29625461

Link dell’azienda editoriale:

http://www.slideitalia.it

Per i navigatori: per segnalare a LSDI una irregolarità nell’editoria on-line

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23 Risposte “Giornalisti digitali: vendersi per 50 centesimi?”

  1. soloparolesparse

    Davvero inquietante…
    Io non inizierei nemmeno a leggere un post se sapessi che è stato pagato un euro.
    E per la cronaca… io costo molto di più :D

  2. stg

    Questo articolo guardato da parte di giornalisti “esperti” del settore può sembrare realmente terribile, ma osservato dall’altra parte è semplicemente normale, infatti tutti i riferimenti citati al 99% si rivolgono esclusivamente ad amatoriali che grazie a certi sistemi si tolgono qualche soddisfazione economica, anche se di pochi euro, senza avere la benchè minima pretesa di scrivere e pubblicare ad un livello professionale, quindi sminuire comunque il lavoro, qualsiasi tipo di lavoro, non è certo una presa di posizione contro articoli a basso costo, ma sembra solo una protesta che non arriverà da nessuna parte.

  3. marcello ugolini

    Non so se sia una protesta, ma mi sembra una constatazione chiara dello sfruttamento di un settore.
    Altrettanto grave la situazione di sfruttamento di collaboratori di siti on-line di importanti quotidiani italiani. In certe redazioni, io posso raccontare la mia esperienza di un noto quotidiano. Ho scritto articoli per lungo periodo, con la caporedattrice che prima prometteva compensi, poi che diceva che non c’erano soldi, poi sosteneva che mi conveniva continuare a scrivere perchè faceva curriculum e prima o poi sarebbero arrivati dei rimborsi. Ovviamente non ho mai preso una lira e mai avuto un contratto. La persona che mi diceva queste parole penso guadagni circa quattro mila euro mese.
    Ci sono sfruttamenti enormi dei contrattualizzati nei confronti dei collaboratori. Questo dovete scriverlo a chiare lettere.
    Ci sono padroni e schiavi

  4. stg

    Marcello infatti siamo proprio dello stesso parere, io credo che se l’articolo era impostato sul settore professionistico allora ero pienamente in accordo, ma impostarlo sull’amatoriale mi sembra una farsa in quanto non vi è nulla a che fare con grandi quotidiani ma solo con blog personali ed amatoriali.

  5. Sonia

    E’ giusto chiamare irregolarità pratiche ormai diffuse ovunque? Sono circa 4 anni che cerco di lavorare nell’ambito del web content writing – non mi permetto nemmeno più di chiarmalo giornalismo online – e vivere di questo lavoro è praticamente impossibile.

    Quando ti va bene riesci ad ottenere 5 euro ad articolo. Del resto ho lavorato anche per un quotidiano cartaceo, una testa locale ma molto affermata. Risultato 60€ mensili, se mi pubblicavano. Non mi ci pagavo l’affitto, ma voi mettere aver il tesserino da pubblicista in tasca dopo 2 anni di fame? Bhè io ho rinunciato.

    Grazie per il lavoro che fate.

  6. Me

    Io sono uno dei fortunati in questo mondo: ho cominciato come blogger per un grande network italiano (3-4 euro a post, sui 10 euro giornalieri) e poi, dopo pochi mesi, sono stato inglobato nello staff. E ora ho uno stipendio diciamo normale. La mia attività è prettamente di redazione: correggo contenuti altrui, decido cosa pubblicare e gestisco le attività di circa 50 collaboratori. Premetto che il nostro network non si è mai permesso di offrire 0,30 centesimi a post (è davvero vergognoso), ma quel che manca, a mio avviso, è la qualità. Molti articolisti conoscono a stento le regole base dell’italiano e, spesso, copiano lettera per lettera post altrui. Credo che, di conseguenza, bisognerebbe evitare di far diventare “giornalista Web” chiunque disponga di una tastiera, ma ridurre il numero dei collaboratori – mantenendo solo quelli davvero capaci – consentendo loro guadagni dignitosi.

  7. Stefano Tesi

    Mah, a leggere certi commenti c’è da restare senza parole. Sembra invalsa la convinzione (in tutti, compresi molti colleghi) che per essere giornalisti basti autoproclamarsi tali e che, pertanto, per lavorare nel mercato dell’informazione basti entrare a casaccio nel medesimo e ritagliarsi uno spazio qualsivoglia.
    Eh, no. C’è un ordine (lasciamone perdere le sue – e grandi – magagne interne, che però sono un’altra questione) al quale bisogna essere iscritti. E per iscriversi bisogna, in teoria, aver dimostrato l’acquisizione di una certa capacità professionale, nonchè l’accollo di precise regole e responsabilità deontologiche. No ordine? No giornalista, insomma. Ne consegue che non può essere chiamato tale, nè pagato da tale, chi non è iscritto all’OdG. Oppure apparirebbe normale se io, da un giorno all’altro, affiggessi sul portone la targhetta “medico chirurgo” e mi mettessi a curare la gente, pretendendo pure di applicare le tariffe degli iscritti all’Ordine dei Medici?
    Detto questo, come ho infinite volte scritto sul mio blog (ad esempio qui: http://blog.stefanotesi.it/?p=239): ma se uno accetta di farsi pagare 0,30 euro (o 1 euro, o 10, o 25…) a pezzo è uno sfruttato o un coglione? Secondo me un coglione. Glielo ha ordinato il dottore di fare lo (pseudo)giornalista? Non è infinitamente più decoroso, oltre che remunerativo, dare ripetizioni di italiano, fare le pulizie, scaricare la frutta a 8 euro l’ora invece che a 1 euro a pezzo? Quindi, se uno accetta certe condizioni, di che si lamenta poi? E di che ci lamentiamo noi se accettiamo di chiamare informazione una poltiglia di notizie messe insieme a caso, senza alcuna professionalità, da chi, per la sola voluttà di sentirsi chiamare e/o di spacciarsi giornalista, è masochisticamente disposto a lavorare gratis?
    Finchè non usciremo da questa ipocrisia di fondo non ci sarà futuro per nessuno: nè per i giornalisti veri, nè per quelli falsi.

  8. Roberto

    Come già altri hanno fatto in parte notare, secondo me si fa un pò di confusione.

    Una cosa è il giornalismo, online e non, fatto da professionisti veri, cioè giornalisti veri, per testate giornalistiche o siti blog professionali.

    Altro discorso è quello sugli articolisti. Anche questo lavoro può certamente essere compiuto da professionisti ben pagati ed infatti in quei forum da te citati ci sono anche annunci dove si offrono/cercano prestazioni a livelli economici molto migliori.
    E spesso in un articolista professionale si cercano competenze che un giornalista di solito non ha come ad esempio il saper ottimizzare un testo per i motori di ricerca.

    Ma con articolista si può intendere anche il dilettante, l’appassionato che scrive (spesso male) semplicemente per vedere il proprio nome su un sito che segue, per scrivere di cose che l’appassionano o per arrotondare qualche euro.
    E i siti che offrono 1€ o meno non si devono criticare come se fossero testate giornalistiche che vogliono ammazzare il mercato. Il più delle volte, anche negli esempi sopra citati, sono siti amatoriali che non possono permettersi di spendere di più e cercano altri appassionati amatoriali che…

    Poi se per 1€ si vende anche il professionista la colpa è sua, non di chi li offre secondo me ;)

  9. alacarte

    Mi dispiace Roberto, ma non esiste un giornalismo amatoriale. Esiste un settore quello dell’on-line che necessita di regole certe per delimitare in modo coerente e costruttivo gli ambiti in cui ci si muove professionalmente quando si fa informazione. Il citizen journalism è una palestra di spunti e idee molto interessante e vivace. Ma dare la possibilità a chi non è un professionista dell’informazione di esprimersi liberamente non deve essere un alibi/pretesto per presunti editori o imprenditori senza scrupoli di sfruttare il lavoro altrui.

  10. fabio

    Io penso che chi ha inserito quegli annunci non sia alla ricerca del nuovo Giacomo Leopardi..
    Chi è un professionista è giusto che guadagni cifre ben più alte ma chi non lo è e non viene ingaggiato dai siti importanti se vuole scrivere sul web deve adeguare le sue tariffe ai guadagni dei siti minori.. Un calciatore di serie A guadagna di più di uno di serie D..
    Io non parlerei di sfruttamento, chi paga 1 euro ad articolo molto probabilmente ci va a pari..
    Un’alternativa molto valida e il revenue sharing, se l’autore ritiene che i suoi articoli sono di valore questa è la soluzione migliore in cui nessuno viene sfruttato..

  11. Nexs

    Sono un blogger che scrive per 4 euro netti ad articolo presso un importante network di blog. Scrivo per 4-5 ore al giorno, guadagno oltre 1200 euro al mese lavorando mezza giornata da casa, al pc, e ho contributi per trasferte, materiali stampa, rimborsi spese, viaggio un sacco. E sono un blogger, non un giornalista, il tesserino non l’ho mai visto. Il punto è che a livelli altamente professionali è difficile arrivare, sia perchè di aziende ben avviate sul web non ce ne sono, sia perchè le risorse umane scarseggiano. Poi, mi viene il ribrezzo quando leggo di giornalisti patentati di 40 anni che rivendicano I SOLDI per il loro lavoro; sono gli stessi giornalisti che poi cercano di lavorare online, ma non conoscono Word Press, non conoscono i Feed Rss, nono conoscono il web editing, non conoscono Google, le strategie di navigazione, i social network ecc ecc. E’ facile piangere e chiamare in causa valori e diritti, con il tesserino in mano, quando piuttosto ci si dovrebbe chiedere perchè una neonata azienda online non riesce a pagare oltre 1 euro ad articolo….non è forse perchè quell’azienda (ce ne sono migliaia in italia) bazzica nel deserto, lo stato non lo aiuta, i contributi per la stampa inviano 100.000 euro all’anno a giornali di vecchi bacucchi che vendono 200 copie al giorno, e ignorano del tutto l’informazione online???? state sicuri che molti dei giornali che conosciamo senza contributi statali non sarebbero capaci di pagarvi neanche quell’euro ad articolo che invece un sito, o un network di alcuni editori appassionati, potrebbe permettersi di pagarvi. Come al solito in Italia si fa prima a trovare il colpevole (i mostri cattivi che pagano 1 euro ad articolo! bla bla bla! io piango! io ho il tesserino!) che non la soluzione del problema. ripeto, io sono “blogger”, guadagno oltre 1200 euro al mese, faccio una vita professionalmente appagante e conosco decine di altre persone messe come me che volentieri incontro ad eventi dedicati alla stampa online. Stare a casa a pretendere e esigere di essere pagati tanto e bene solo perchè si ha il tesserino è una ipocrisia che vi lascerà sotto il ponte; conoscete il web, prima di parlare, e aprite gli occhi, sempre se ci tenete a “lavorare” online a livelli professionali…..

  12. Cpoywriter web

    Personalmente credo ci sia una differenza sostanziale tra copywriter e articolista.
    Se ti senti un articolista allora puoi venderti per pochi spiccioli.
    Ma va anche detto che se vuoi cominciare a scrivere per il web devi partire da qualche parte, spesso ti propongono, come pagamento, la possibilità di inserire il codice adsense per guadagnare sulle pubblicità che saranno visualizzato per quell’articolo.
    Probabilmente un ragazzino preferisce 0,50 cent ad articolo, invece di sperare nei click.

  13. sporchibanchieri

    Comunque i giornalisti “professionisti” che scrivono per grandi testate guadagnano ugualmente pochissimo:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/04/giornalisti-precari-sotto-pagati-e-sfruttati-la-categoria-si-mobilita-contro-gli-editori/161973/

    E anche dire che siano “professionisti” è molto relativo. Molti di loro sono di una ignoranza e presunzione clamorosa. E quasi tutti sono costretti a leccare il culo al proprio padrone. Per questo il giornalismo in Italia è così scadente.